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La Camera abroga le Province

Approvata in via definitiva la legge costituzionale che modifica lo Statuto Fvg

La Camera abroga le Province

Le quattro Province regionali vanno ufficialmente in archivio. Poco prima delle 18, infatti, la Camera ha approvato in via definitiva la legge costituzionale che modifica lo Statuto della Regione. A favore hanno votato in 337 (i gruppi della maggioranza), in 61 hanno votato no (Lega, Fi e Fdi) e in 107 si sono astenuti (M5s e Si). Il nuovo Statuto, oltre a sopprimere le Province, prevede due livelli di governo territoriale: la Regione e i Comuni. Questi ultimi, però, potranno ‘associarsi’ dando vita a "città metropolitane", che dunque entrano anche esse nello statuto. Il nuovo Statuto, inoltre, abbassa da 25 a 18 l'età per poter essere eletti consiglieri regionali. Infine, lo Statuto diminuisce da 15 mila a 5 mila, il numero di firme necessarie per l'iniziativa legislativa popolare.

I COMMENTI. "Il Friuli Venezia Giulia è la prima Regione in Italia ad aver completamente cancellato le Province dal suo ordinamento: è un evento di cui possiamo andare fieri tutti". Lo ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani, commentando il voto della Camera dei deputati. "Quest'ultimo passaggio alla Camera va considerato una conquista di tutta la comunità regionale, perché abbiamo dimostrato di saper fare uso efficace dell'autonomia che lo Statuto speciale ha affidato alla nostra Regione. Nel giro di un anno, attraverso l'azione convergente del Consiglio regionale unanime e del Parlamento, abbiamo portato a termine un percorso non semplice che prevedeva la modifica della Costituzione".

"La semplificazione dell'ordinamento degli Enti locali - ha proseguito la presidente - va incontro a un largo e profondo sentire della popolazione e, con la riduzione dei livelli di intermediazione, l'aumento dell'efficienza dei servizi e il risparmio che ne deriva, rappresenta una modernizzazione del sistema istituzionale del territorio regionale. L'auspicio è che l'azione riformatrice della Regione nel suo complesso possa essere condivisa e - ha concluso - portata avanti al di là delle temporanee colorazioni partitiche".

 

"E' stato un percorso difficile ma entusiasmante che ha segnato il culmine dell'esercizio della nostra autonomia, coerente con quanto ci hanno chiesto di fare nel 2013 i cittadini e le cittadine di questa piccola ma moderna regione europea". Lo ha affermato l'assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin, commentando l'approvazione oggi alla Camera dei deputati della legge costituzionale che modifica lo Statuto della Regione Friuli Venezia Giulia, cancellando, tra l'altro, le quattro Province esistenti. Sottolineando come "siamo di fronte a un cambiamento radicale e necessario, condiviso nel 2014 da tutte le forze politiche del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia", Panontin ha ricordato in particolare "la facoltà, introdotta dalla legge, per i diciottenni di poter essere eletti in Consiglio regionale: per una Regione 'anziana' come il Friuli Venezia Giulia, è un passo anche simbolico di apertura ai nostri giovani che devono poter portare le loro istanze di rinnovamento nel cuore delle istituzioni e degli organi legislativi".

"Anche l'abbassamento da 15.000 a sole 5.000 firme necessarie per indire i referendum popolari - ha aggiunto Panontin - segna un passo importante, di fiducia e partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. Un passaggio rilevante infine è quello relativo all'associazionismo tra gli Enti locali che - ha concluso - ha dato definitiva copertura statutaria alla riforma introdotta con la legge regionale 26/2014".

 

Il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop ha espresso soddisfazione per l'approvazione, a maggioranza assoluta, questo pomeriggio alla Camera dei deputati, in seconda lettura, della riforma dello Statuto del Friuli Venezia Giulia riguardante modifiche in materia di enti locali, di elettorato passivo alle lezioni regionali e di iniziativa legislativa popolare. La riforma, che prevede tra l'altro la soppressione delle Province, forme di aggregazione di Comuni, nonchè la possibilità che la Regione con propria legge istituisca le città metropolitane, aveva trovato il voto favorevole del Senato il 17 maggio scorso. "E' un risultato importante - ha sottolineato Iacop - perchè questo traguardo, che ci colloca primi nel panorama italiano nella soppressione dell'ente intermedio, ci consente ora di portare a compimento dal punto di vista statutario il percorso della riforma delle autonomie locali. Il voto del Parlamento, laddove riconosce la piena competenza della Regione in materia di autonomie locali, ne conferma in maniera esplicita la specialità e l'autonomia. E' quindi anche una indicazione politica nei confronti di quanti sostengono che ci sia una sorta di accondiscendenza verso lo Stato centrale. Questa Regione sperimenta invece nuove forme di autonomia e questo - ha concluso il presidente Iacop - ci sosterrà nell'impegno ad attuare la revisione dello Statuto anche dopo il referendum confermativo sulla riforma costituzionale".

 

"Oggi in Parlamento si è concluso positivamente un passaggio storico per la nostra Regione. Con il secondo voto alla Camera, dopo la doppia lettura al Senato, facciamo un passo avanti verso un nuovo assetto della nostra Regione che sarà capace di rispondere alle sfide che si pongono davanti a noi". Lo afferma il capogruppo del Pd, Diego Moretti commentando l'esito del voto alla Camera della proposta di legge per la modifica dello Statuto della Regione Friuli Venezia Giulia. Inoltre Moretti ha commentato le dichiarazioni dei deputati Sandra Savino (Fi) e Massimiliano Fedriga (Lega Nord): "Oggi, durante la seduta della Camera dei Deputati abbiamo assistito ad atteggiamenti, da parte del centrodestra, di autonomismo a corrente alternata. Quando fa comodo va difeso, ma se si deve attaccare l'avversario politico, visto solo come un nemico, allora sull'Autonomia si passa sopra. I deputati Savino e Fedriga non hanno esitato ad affermare che le modifiche dello Statuto della nostra Regione, così come le abbiamo votate all'unanimità in Consiglio regionale, avrebbero dovuto aspettare il referendum. Questo solo per sferrare l'ennesimo attacco politico alla presidente Serracchiani e alla maggioranza di centrosinistra, senza rispetto per la scelta unanime del Consiglio regionale. Questo significa mettere i piedi in testa alla nostra autonomia".
Infine, conclude Moretti, "è deprecabile l'atteggiamento e il linguaggio di chi alla Camera, rappresentante di tutto il popolo, usa l'insulto come forma di scontro politico, senza alcun rispetto per gli avversari politici".

 

"Se in autunno, come io spero, i cittadini bocceranno la riforma costituzionale di Renzi e della Boschi ci troveremo nella paradossale situazione di avere le Province previste dalla Costituzione italiana, ma eliminate dallo Statuto del Friuli Venezia Giulia». Per questo motivo Sandra Savino, parlamentare di Forza Italia, nella dichiarazione di voto alla Camera dei deputati sulla proposta di legge costituzionale di modifica dello Statuto del Friuli Venezia Giulia, ha chiesto di rinviare il voto a dopo lo svolgimento del referendum autunnale. Fra le altre criticità che la riforma presenta, la Savino, si è soffermata sulla forzatura legata alla città metropolitana: "Bocciata unanimemente dal Consiglio Regionale, la città metropolitana, è stata reinserita nell’articolato da un Senatore che ha voluto impostarvici sopra una campagna per le primarie poi clamorosamente persa".
"Il centrodestra - ha aggiunto la parlamentare - aveva votato a favore della proposta di legge costituzionale di modifica dello Statuto con l’obiettivo di razionalizzare e semplificare i livelli di governo locale. Oggi, a due anni e mezzo di distanza da quel voto, nella Regione Friuli Venezia Giulia, abbiamo 219 Comuni, 4 Province, di cui una eletta con elezione di secondo grado, una ancora in carica e le altre due già scadute e prorogate d’ufficio, nonché 18 Unioni Territoriali Intercomunali contestate dai Comuni e bocciate dal Tar, non proprio una semplificazione" conclude Savino.

 

“Se la soppressione delle Province in Friuli Venezia Giulia è espressione della competenza statutaria regionale esclusiva in materia ordinamento degli enti locali, sarebbe stata allora sufficiente una legge regionale ordinaria, non sarebbe stata necessaria una legge costituzionale. Ma il Consiglio Regionale ha scelto il percorso della modifica statutaria quindi il Parlamento è stato coinvolto e non può ritenersi estraneo ad una riforma che sopprime enti locali ancora costituzionalmente previsti e necessari, non considerando il principio di sussidiarietà contenuto nell’art.118 di derivazione comunitaria”. Lo dichiara la parlamentare Serena Pellegrino (SI) vicepresidente della commissione Ambiente a Montecitorio dopo l’approvazione avvenuta questo pomeriggio, con una maggioranza risicata ottenuta chiamando al voto molti membri del Governo,  delle modifiche dello Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia. “Riconfermo - afferma Pellegrino -  quanto ha espresso l’on. Alfredo D’Attorre  nella dichiarazione di voto,  e cioè che l’approvazione di questa riforma costituisce un pessimo precedente con il rischio che altre regioni seguano il cattivo esempio centralista del Friuli Venezia Giulia. Da parte dello stessa maggioranza, attraverso il relatore Gian Luigi Gigli, vengono espresse perplessità sull'impostazione verticistica e autoritaria attuata dalle modifiche statutarie, e persino sulla  contraddittorietà del prevedere modalità più leggere per l’indizione dei referendum regionali rispetto quel sta accadendo in FVG, dove il consiglio regionale blocca le richieste di ammissibilità di referendum sulle leggi  che ha varato. Ieri, in discussione generale, il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianclaudio Bressa, ha ritenuto pertinenti le mie osservazioni critiche tranne quella relativa all'influenza su questo Statuto rinnovellato del prossimo referendum confermativo. Ma allora perché è stato necessario il dibattito e il voto del Parlamento?”.

 

“La grande preoccupazione per il futuro prossimo - conclude Pellegrino - è che partirà quella guerra istituzionale tra Comuni e Regione che, come ha detto l'onorevole Gigli, non fa bene proprio a nessuno. Chi ha voluto  questa riforma se ne assuma la responsabilità  oggi e rispetto al futuro, quando altre maggioranze saranno al governo del Friuli Venezia Giulia”. Roberto Dipiazza: “Il voto alla Camera dei Deputati relativamente alle modifiche allo Statuto di Autonomia del Friuli Venezia Giulia che comportano anche l’abolizione delle Province, è sicuramente un voto storico e rilevante. Non si può sottacere, comunque, che se le Province escono dallo Statuto al termine di un iter complesso la cui velocità mostra comunque l’attenzione da parte del Parlamento a dar seguito a quanto indicato dal Consiglio Regionale Fvg, le stesse rientrano dalla finestra grazie alla dannosa e discussa riforma degli Enti Locali voluta solo dalla presidente Serracchiani”.

“Se è vero che il Fvg non avrà più le quattro Province con la logica e opportuna razionalizzazione delle risorse è altro vero che il Fvg avrà ben 18 nuove Province che si chiameranno UTI, grazie alla riforma dell’Amministrazione regionale. Questa scelta non so quanto razionalizzerà la spesa e agevolerà la distribuzione delle competenze…”.

“Una riorganizzazione opportuna ed efficace delle competenze nell’interesse dei cittadini – commenta Dipiazza – a seguito della cancellazione delle Province si sarebbe potuta realizzare assegnando la gestione delle strade all’Anas, le scuole alle città capoluogo di Regione, la Motorizzazione sarebbe potuta passare allo Stato o mantenuta dalla Regione a cui sarebbe potuta andare anche la gestione delle posizione attive rappresentate dagli immobili e le passività rappresentate dai mutui. Con la riforma degli Enti Locali la giunta FVG non solo ha annullato queste modifiche statutarie, ma si correrà il rischio di ingolfare la macchina amministrativa con i conseguenti aumenti dei costi per i cittadini. Un vero capolavoro”.

 

“Da oggi il nostro assetto istituzionale sarà più efficiente, più snello e moderno: potremo risparmiare risorse che investiremo in servizi per i cittadini”. Lo affermano la segretaria del Pd Fvg, Antonella Grim, e il presidente del partito regionale Salvatore Spitaleri, commentando l’approvazione definitiva, oggi alla Camera, della riforma dello Statuto di Autonomia del Fvg.  Secondo Grim “oggi siamo davanti a un passaggio storico, avviato dal Consiglio regionale e frutto di un lavoro congiunto tra piazza Oberdan e Parlamento. E’ un risultato che ci permette di rispondere a quella richiesta di snellimento e sburocratizzazione che i cittadini chiedono da tempo. Il superamento delle Province – evidenzia Grim – è l’aspetto più evidente, ma non l’unico. Su questo tema il centrodestra, pur di attaccare il Pd e la presidente Serracchiani, strumentalizza tutto e nega i risparmi e i benefici per i cittadini del Fvg, anche in modo del tutto scomposto, come nel caso del leghista Fedriga”.

Secondo Spitaleri “quello di oggi è il primo tempo di un percorso di nuovo rafforzamento dell’autonomia e della Specialità della nostra regione, che giungerà a compimento con il passaggio referendario di ottobre. Il Fvg dimostra di essere una regione autonoma e speciale perché – conclude - fa delle sue prerogative, competenze e risorse, un volano di sviluppo per la regione e per l’intero Paese”.

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