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Ridisegnare la nostra autonomia

Dodici sindaci chiamano a raccolta il mondo della politica, dell’economia, dei media e della cultura per riflettere sul destino della specialità regionale

Ridisegnare la nostra autonomia

Se c’è un crinale strategico per la politica friulana questo è senz’altro l’autonomia: termine per eccellenza di cui però molti si riempiono la bocca senza spesso capire cosa implichi davvero. Nella nostra storia di Regione a statuto speciale l’autonomismo è stato declinato in maniera articolata solo in alcuni precisi momenti, dove è riuscito ad aver presa sull’elettorato e accedere alle assemblee civiche: poi è scomparso sotterraneamente, inghiottito dalle foibe carsiche di una politica partitica, che però oggi è sempre più in crisi ed apre spazi nuovi di riflessione e partecipazione.

Via alla consultazione on line
Mentre da una parte c’è chi razionalizza la questione come Giorgio Cavallo, che con il suo “Ripensare la nazione” mostra quanto complesso sia l’approfondimento su questi temi, dall’altra è scattato il 1 ottobre il referendum digitale sull’indipendenza del Friuli, che per trenta giorni permetterà di votare al sito www.plebiscitofriulano.eu.

Vada come vada, resta sul tappeto la sempiterna domanda: perché nelle omologhe Regioni a statuto speciale come Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta la comunità è riuscita ad organizzarsi in partiti identitari e a ottenere modalità di autogoverno basate su una forte sussidiarietà, mentre noi continuiamo a cullarci nel culto del ‘fasìn di bessoi’ esercitato ai tempi del terremoto e negli ultimi 20 abbiamo semmai perso quote di autonomia anziché guadagnarle?
Il Friuli sconta sul terreno della specialità un gap pesantissimo rispetto alle sopracitate realtà, ma per colmarlo e riprendere la strada che porta in direzione dell’esercizio di un’autentica autonomia serve intanto “riconoscersi tra simili” e far crescere la consapevolezza del valore positivo di questo concetto.

Ci vediamo il giovedì
Per questo un gruppo di ben dodici sindaci, del tutto trasversale, ha cercato e ottenuto l’appoggio di realtà del mondo autonomista come ‘La Grame’ di Mereto di Tomba, il movimento Glesie Furlane e i media identitari ‘La Patrie dal Friul’ e ‘Radio Onde Furlane’ per andare a creare una sorta di pensatoio che hanno voluto chiamare ‘Laboratori di autonomie’ e che richiamerà per cinque giovedì, dal 16 ottobre in poi, in varie località in giro per la Regione, tutti coloro che sono interessati ad approfondire i vari aspetti dell’autonomia che sinora sono gli stessi friulani a negarsi.
I primi cittadini dei Comuni di Carlino, Flaibano, Fiumicello, Lestizza, Mereto di Tomba, Muzzana del Turgnano, Precenicco, Rive d’Arcano, Sedegliano, Torviscosa, Tramonti di Sotto e Vito d’Asio si sono incontrati a latere di uno dei tanti momenti di confronto che in questo periodo si svolgono tra gli amministratori rispetto alla riforma degli enti locali: una riforma che fra l’altro rischia di cancellare o perlomeno ridimensionare in modo drastico buona parte dei loro municipi. E tra un emendamento e l’altro a questo discusso disegno di legge, di fronte alle prospettive di fatto poco confortanti in fatto di esercizio della specialità da parte della Regione, ma anche per sostanziare il valore dell’autonomia del territorio friulano in epoca di revisione degli assetti istituzionali, questo gruppo di primi cittadini del tutto eterogeneo per provenienza politica e culturale si è trovato d’accordo sull’esigenza di approfondire il tema.
“Abbiamo in comune il fatto di riconoscere quanto importante sarebbe l’autonomia se solo fossimo in grado di esercitarla pienamente” spiega Diego Navarria, sindaco di Carlino, che insieme al collega Massimo Moretuzzo di Mereto di Tomba e alla presidente de ‘La Grame’ Elisabetta Basso coordina l’iniziativa. E il fatto importante è che questa assoluta trasversalità (anche geografica, in quanto i sindaci vengono non solo da sinistra, destra, Lega e civiche, ma anche da Sinistra e Destra Tagliamento) è un fattore assolutamente inedito in una galassia friulanista generalmente molto portata a distinguersi in un pulviscolo di sigle e siglette e a condannarsi così all’ininfluenza e alla marginalità.

La voce di tutti
Il principio delle cinque conversazioni (‘Feveladis propedeutichis a Lezions di Autonomie’) è invece quello che “nessuno su questi temi ha la verità in tasca e le occasioni di confronto e dibattito possono aprire una nuova consapevolezza. Per questo è importante sentire la voce di tutti”.
“Il primo problema – chiude comunque Navarria – è sganciarsi dall’atteggiamento di ‘sotans’ che vede noi friulani svalutare noi stessi, pensare di non essere abbastanza grandi e forti per agire nel migliore dei modi a livello di scelte politiche ed economiche. E riconoscere che i mali di questa Regione non derivano certo dall’abuso della sua autonomia, ma anzi dal fatto che essa non è stata esercitata appieno”.

 

Cinque appuntamenti in un mese
Cinque incontri, dal 16 ottobre al 20 novembre, in cinque località diverse e su cinque diversi temi, ciascuno con cinque relatori. Il “Laboratori di Autonomie” inizierà con una riflessione su “Autonomia e amministrazione” a Carlino il 16 ottobre alle 20.30 nella sala consiliare: interverranno i sindaci di Muzzana  Cristian Sedran, di Cinto Caomaggiore Gianluca Falcomer e di Mereto di Tomba Massimo Moretuzzo, l’ex sindaco di Medea Alberto Bergamini e l’assessore provinciale di Pordenone Stefano Zannier. Il 23 tocca a “Autonomia, lingua e cultura” a Flaibano nel centro sociale con Romano Michelotti di Glesie Furlane, Marco Stolfo e Franco Fabbro dell’Università di Udine, Aldo Colonello del Circolo Menocchio e Paolo Cantarutti di Onde Furlane. Il 30 a Rive d’Arcano in sala consiliare “Autonomia e comunicazione” con Andrea Valcic (La Patrie dal Friûl), Antonio Banchig (Novi Matajur), Mauro Missana (Onde Furlane), Fulvio Romanin (Ensoul) e  Roberto Pensa (Vita Cattolica). “Autonomia ed economia” il 13 novembre a Fiumicello in sala Bison, con Roberto Muradore (Cisl), Graziano Tilatti (Confartigianato), Franco Soldati (Udinese), Luigi Cortolezzis (Secab) e Mirko Bellini (Cantina di Casarsa). Finale con “Autonomie, politiche e europe” a Mereto il 20 con Sergio Cecotti, Marzio Strassoldo, Cristiano Shaurli, Federico Simeoni e Alessandro Carrozzo.

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