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Il centro Alzheimer di Lovaria cerca il rilancio

La struttura è tra le più moderne della regione, ma è sottoutilizzata. Le famiglie chiedono l'apertura nelle 24 ore, mentre i nuovi vertici studiano come migliorare i servizi

Il centro Alzheimer di Lovaria cerca il rilancio

Ci sono tutti i presupposti per rilanciare il centro Alzheimer inaugurato nel 2014 e farlo crescere, mettendo a disposizione delle famiglie nuovi servizi, ma serve tempo e, soprattutto, l’attenzione della Regione.
Cristina Nazzi, dirignte del distretto sanitario, dalla fine dell’agosto scorso presidente dell’Azienda per i servizi alle persone Muner de Giudici, a Lovaria di Pradamano, non vuole parlare delle polemiche che tuttora accompagnano il cambio della guardia deciso dall’amministrazione comunale, quanto delle potenzialità e delle prospettive di una struttura che è attualmente otto utilizzata e potrebbe invece diventare un punto di riferimento per un vasto territorio.


Ora il centro Alzheimer, strutturato per 18 persone, si prende cura di appena cinque pazienti, ai quali vanno aggiunti i 12 del centro diurno. Nei mesi scorsi le famiglie dei malati più gravi, confermando l’ottima qualità del lavoro svolto nella struttura,  avevano chiesto in una lettera inviata ai vertici dell’Azienda, che gestisce anche la casa di riposo con ottanta ospiti, di ampliare il servizio e garantire in pianta stabile l’ospitalità anche notturna, ora possibile solo per brevi periodi. Il problema di fondo è che attualmente il centro Alzheimer è in forte perdita e i nuovi vertici stanno cercando di elaborare un piano di rilancio: “Ampliare il servizio sulle 24 ore - conferma Nazzi – è non solo auspicabile, per fornire alle famiglie un servizio più ampio, ma permetterebbe anche di ottenere le risorse necessarie a migliorare ulteriormente l’offerta di una struttura moderna e ben dotata, che però soffre per un certo isolamento. Serve tuttavia l’accreditamento della Regione per l’avvio dei posti dedicati alla residenza e stiamo muovendo i passi necessari ad ottenerlo.


Sulla stessa struttura abbiamo anche ricevuto di recente, dopo una visita compiuta dal direttore del distretto, Luigi Canciani, l’interessamento del primario di neurologia dell’Ospedale di Udine, Roberto Eleopra, che avrebbe bisogno di alcuni posti letto per pazienti che non necessitano di cure ospedaliere, ma personalmente penso che sarebbe molto importante garantire una risposta alle famiglie che già ora si rivolgono al nostro centro. Contiamo di avviare con la Regione, nei prossimi mesi un dialogo proficuo, e che le difficoltà attuali siano presto superate”.

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