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“Il mio decalogocontro i leccapiedi”

Marco Travaglio sul palco a Udine domenica 24 con ‘Slurp. Lecchini, cortigiani e penne alla bava’, spettacolo in cui punta il dito contro la casta dei giornalisti asserviti al potere

“Il mio decalogocontro i leccapiedi”

L’argomento è serio eppure le risate sono assicurate. “La risata – avverte Marco Travaglio -  è un ottimo corroborante all’indignazione. Il linguaggio comico colpisce in maniera diretta, non crea angoscia nelle persone e pertanto è particolarmente efficace”. Il direttore de “Il fatto Quotidiano” torna a teatro con “Slurp” uno spettacolo che definisce “terapeutico”, un manuale di autodifesa da conformismo e ruffianerie. Nel mirino questa volta ci sono i giornalisti: lecchini, cortigiani e penne alla bava come recita il sottotitolo di “Slurp ovvero la stampa al servizio dei potenti che ci hanno rovinati. Il tour farà tappa al teatro Nuovo di Udine il prossimo 24 maggio (in collaborazione con Azalea Promotion). A condividere il palco con Travaglio, l’attrice Giorgia Salari mentre la regia è firmata da Valerio Binasco.

Perché ha deciso di attaccare duramente la categoria?
Oggi in Italia il giornalismo pluralista e indipendente è ridotto a una sempre più risicata minoranza. Da molti anni la categoria si dedica a incensare, corteggiare, tutti i governi, di qualunque fazione e colore. A prescindere come direbbe Totò.
Com’è nata l’idea dello spettacolo?
Ho il vizio di collezionare ritagli di giornale e di andare a rileggerli. Sorprenderà, e farà ridere di gusto, quel che negli anni passati la stampa ha scritto dei nostri politici e imprenditori. Di come la peggiore classe dirigente sia stata considerata un prodigio di bravura, onestà e devozione al bene comune. Salvo denunciarlo quando ormai è troppo tardi e chi ha leccato non paga mai pegno.
Quale il potere che la stampa potrebbe esercitare su chi ci governa?
L’occhio critico e una pressione dell’opinione pubblica aiuterebbero chi ha il potere a sbagliare di meno. La stampa ha invece abdicato al suo ruolo di contropotere divenendo una cassa di risonanza delle tante bugie che questi signori raccontano, trasformando in idoli autentici mediocri.
L’obiettivo che si è posto?
Fornire qualche dritta per imparare a difendersi dai conformismi e dalle ruffianerie, a decodificare i segnali e soprattutto a rimanere mentalmente attivi.
Per farlo ha scelto il linguaggio comico: è tutto vero quel che sentiremo?
Assolutamente: tutto è stato scritto e detto. Tutto documentato con nomi e cognomi dell’autore.
Ci sono momenti in cui il riso è incontenibile?
Il ritratto che è stato fatto della Boschi è esilarante: donna efficiente e dotata di magica infallibilità. Uno dei peggiori ministri delle Riforme trasformato in un autentico genio!
Come si spiega la remissiva accettazione, la mancanza d’indignazione da parte della gente comune?
La gente è stanca di mobilitarsi, preferisce illudersi, sentirsi raccontare le favole. Come sosteneva Pulizer “a lungo andare una stampa asservita al potere crea un pubblico indecente”.
Renzi sta sbagliando proprio tutto?
Di positivo c’è che è giovane e ha la buona volontà. Avrebbe bisogno di una destra credibile (che non c’è) a fare opposizione e di una stampa meno compiacente. Lo diceva Alexis de Tocqueville (filosofo, storico e politico francese) che un Governo privo di controlli tende a deragliare dai suoi confini. E’ questo il problema di Renzi: se non incontra ostacoli deborda.
L’informazione italiana è peggiore rispetto a quella del resto dell’Europa?
Il nostro Paese ha perso 24 posizioni nell'annuale classifica mondiale di Reporter senza frontiere. Colpa delle violenze contro i cronisti, ma anche delle cause per diffamazione "ingiustificate" intentate soprattutto da "eletti". Siamo la pecora nera dell’UE insieme alla Grecia.
Giornalisti come Biagi e Montanelli come si comporterebbero oggi?
Non rinuncerebbero a smascherare le bugie di chi ha il potere, politico ed economico. Per averlo fatto hanno pagato entrambi sulla loro pelle: cacciati l’uno dal giornale che aveva fondato, l’altro dell’azienda dove aveva lavorato per quarant’anni.
Per sperare in un futuro migliore bisognerebbe puntare sull’educazione dei giovani non crede?
Fortunatamente sono tanti quelli che incontro nei miei spettacoli. Sono i più scettici e cercano d’informarsi attraverso la rete. La rete però non è una garanzia di buona informazione perché è importante saper scegliere ciò che è utile, capire chi ha detto cosa e da chi ti devi guardare.
Non si è ancora stancato di fare il rompiscatole?
Affatto. Ho raccolto tanto di quel materiale. Per chi volesse ripassare la storia che raccontiamo a teatro, con i doverosi approfondimenti, è appena uscito il mio nuovo libro “Slurp – Dizionario delle lingue italiane”. Ovviamente non un trattato di linguistica ma di leccapiedi e leccaculo.  










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