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Ragazzi d’oro: quando il sogno diventa realtà

Seri, semplici e con piedi ben piantati in terra, ma capaci di ‘volare alto’: ecco la ‘cifra’ comune dei giovani della nostra regione che hanno saputo mettersi sulla strada del successo

Ragazzi d’oro: quando il sogno diventa realtà

E’ vero, qui da noi le prospettive per i ragazzi e i giovani non sono rosee. Fanno fatica a trovare non solo un lavoro, ma anche un speranza da coltivare, disillusi come sono. Eppure, nella nostra regione non mancano gli esempi di senso contrario. Ci sono diverse persone che, nonostante le oggettive difficoltà dovute al periodo di crisi, sono riuscite a tagliare importanti traguardi. Chi nello sport, primo tra tutti il portiere dell’Udinese Simone Scuffet, chi nel mondo dello spettacolo, chi, ancora, in quello della ricerca.

Una marcia in più
Si tratta di persone da una parte eccezionali, dall’altra normali. Già, perché si tratta di uomini e donne che hanno saputo seguire i propri sogni e, grazie alle proprie capacità, hanno cominciato a realizzarli. Oltre a questa ‘marcia in più’, altre cifre li accomunano: serietà, semplicità e piedi ben piantati in terra. Anche quelli che stanno dedicando la propria vita al volo, come Luca Bertossio  (acrobazie in aliante) e Nicole Fedele (parapendio), ai quali aggiungiamo il trentenne gemonese Suan Selenati, campione d’Europa a Squadre di deltaplano nel 2012. I più giovani, poi, possono contare su una famiglia che, oltre ad averli ben educati, non permette alle lusinghe del successo di sviare i propri figli. Prima di tutto, sembrano sottointendere i genitori, questi ragazzi devono diventare uomini e donne. Il resto va in secondo piano.
Tra tutti i giovani che avremmo potuto scegliere - e ce ne sono, anche se, da buoni friulani, non sempre si fanno notare - abbiamo raccontato 10 esempi (in realtà sono 11, visto che abbiamo messo assieme Carlo Zoratti ed Enea Gabino) di giovani tra i 16 e i 30 anni. Con la speranza che le loro storie possano essere di esempio per i loro coetanei che, spesso, non riescono a trovare la propria strada.

Gabriele Cirulli, 19 anni - Quel gioco è una potenza... di 2!

Nel giro di un mese dall’uscita, quel gioco ha guadagnato una propria voce su Wikipedia in lingua inglese. Stiamo parlando di 2048, il rompicapo matematico basato sulle potenze di 2 che ha conquistato il mondo: in meno di una settimana, il sito ha ricevuto oltre 4 milioni di visite. La versione mobile, almeno quella su Android, ha totalizzato oltre un milione di download, senza alcun battage pubblicitario. Il gioco è finito anche sulle pagine del Wall Street Journal (In tre settimane, è stato provato da 9 milioni di persone, 7 delle quali americane). A inventare 2048 è stato il 19enne della provincia di Gorizia, Gabriele Cirulli. Le regole sono semplici: in una griglia 4x4 (simile a quella dell’antico gioco del 15, tanto per intenderci), si devono spostare le tessere uguali (su ognuna delle quali c’è una potenza di 2) in modo che si sommino. Lo scopo è arrivare a creare la tessera con il 2048, appunto. Va detto che il giovane programmatore e web designer (Gabriele si è diplomato all’Isis Galilei del capoluogo isontino lo scorso anno) ha rilasciato il gioco con la licenza open source. Ciò significa che chiunque può giocarci (http://gabrielecirulli.github.io/2048/) o scaricarlo gratis (ma le donazioni sono ben accette), modificarlo e migliorarlo.

 

Luca Manfé, 31 anni - Lo chef che conquistò gli Usa con il frico

Lui ha lasciato l’Italia all’età di vent’anni ed è arrivato “negli Stati uniti per inseguire il sogno americano”. E, nonstante quandò sbarcò nel Nuovo mondo (prima di arrivare nella Grande Mela, aveva lavorato in Australia e in Florida) non sapesse ancora in cosa consistesse quel sogno, lo ha realizzato. Ora, come scrive sul suo sito (http://lucamanfe.com) non gli resta che “diventare un grande marito, un buon padre e un ristoratore di grande successo”. L’avianese Luca Manfé, infatti, lo scorso anno ha vinto la quarta edizione di Master Chef Usa, il reality culinario più seguito nel mondo, arrivando in finale dopo aver preparato il friulanissimo frico. Ricco il premio: 250 mila dollari e la possibilità di scrivere e pubblicare un libro di cucina, My Italian Kitchen: Favorite Family Recipes, uscito il 13 marzo, dove si trovano diverse ricette della nostra regione.

 

Matteo Cargnello, 30 anni - Piccole particelle e grandi soddisfazioni

Nanoparticelle e grandi soddisfazioni. Può essere riassunta così la storia di Matteo Cargnello, ricercatore originario di Pocenia, classe 1984, che lo scorso anno ha vinto il Premio ‘Debutto nella ricerca’ - riservato agli under 30 - dell’Eni Award, dedicato all’innovazione legata alle energie sostenibili. Laureato in chimica all’Università di Trieste, nel 2012 ha conseguito il dottorato in nanotecnologie (sotto la guida del professor Paolo Fornasiero) con una tesi proclamata la migliore in chimica inorganica di quell’anno da parte della Società chimica italiana. Oggi, Cargnello sta seguendo un post dottorato all’Università della Pennsylvania, a Filadelfia, dove studia “metamateriali ottici regolabili con basse perdite, nonché materiali catalitici e fotocatalitici basati su nanocristalli e nonostrutture uniformi”.

 

Margherita Zilli, 23 anni - Sotto il vestito... la vittoria

Nel 2011 si è diplomata al liceo artistico Sello di Udine. Poi ha frequentato l’indirizzo fashion designer all’Istituto di Moda Burgo di Milano, dove si è specializzata in modellista di abbigliamento intimo. Nell’estate 2013 la prima soddisfazione: vincitrice nella sezione ‘intimo’ al XXIII Concorso nazionale professione moda giovani stilisti di Riccione. Margherita Zilli, allora 22enne di Rive d’Arcano, ha sbaragliato la concorrenza di 24 giovani stilisti, selezionati tra le centinaia di domande pervenute all’organizzaione. Il suo sogno? “Aprire un negozio nel quale creare l’intimo su misura per qualsiasi donna. La donna deve sentirsi bella fin dal primo capo che le accarezza il corpo”. E il sogno ha cominciato a realizzarsi: la giovane stilista friulana, infatti, ha dato vita al marchio ‘zilliz’, che si sta facendo strada tra passerelle e  concorsi.

 

Simone Scuffet, 17 anni - Un fenomeno (para)normale

Ormai in Friuli tutti lo conoscono, anche chi non segue il calcio. Simone Scuffet, balzato all’onore delle cronache in tutti i giornali sportivi italiani ed esteri, è diventato portiere titolare dell’Udinese per caso, dalla delicatissima trasferta a Bologna di gennaio. Da allora è, per Guidolin, una certezza tra i pali. Da buon friulano, parla poco (ma si fa capire bene dai compagni) e fa molto. A soli 17 anni (al campo di in allenamento ci va con la minicar), dimostra la personalità di un ‘anziano’ e riflessi da felino. L’unica cosa in cui deve migliorare, dicono gli esperti, è l’uscita. Già paragonato ai grandi, come Buffon e Zoff (il suo ‘mito’, però, è l’ex bianconero Handanovic), pare predestinato a raccogliere l’eredità del numero 1 in maglia azzurra. Per il momento, si deve ‘accontentare’ di essere il guardiano della porta azzurra Under 17. Il Milan ha già provato ad acquistarlo a gennaio (Inzaghi lo aveva chiesto esperessamente a Galliani per la Primavera), ma la sua famiglia si è opposta e ha voluto che il ragazzo continuasse a studiare al Deganutti (la ‘matura’ arriverà il prossimo anno) e fa di tutto per mantenere attorno a lui un clima di normalità, per quanto possibile. L’importante è che rimanga con i piedi per terra (ma non nei tiri alti) e sappia resistere alle lusinghe dei grandi club. La Roma, che non è la sua squadra del cuore, è avvisata.

 

Martens Gasparini, 16 anni - La promessa del Diamante

Sentendo una sua intervsita alla radio, avremmo detto che si trattava di un giocatore maturo e con tanta esperienza (fuori e dentro il campo) alle spalle. Immaginate la sorpresa quando abbiamo appreso che questo friulano aveva appena 16 anni. Il giocatore di baseball Martens Thomas Gasparini è un ragazzo davvero con i piedi per terra e senza grilli per la testa: serio, semplice e pieno di (sana) umiltà. A luglio dello scorso anno, l’interbase dei Cervignano Tigers (serie B) è andato a giocare nella Major League statunitense, firmando un contratto da 1,3 milioni di dollari (l’investimento più alto per un giocatore cresciuto in Europa nella storia del baseball Usa) con i Kansas City Royals, che hanno avuto la meglio su altri club (Cubs, Dodgers, Twins). Nato nel 1997, papà friulano e mamma londinese (ma di origini giamaicane), il ragazzo di Alture è entrato all’Accademia Fibs di Tirrenia nell’autunno del 2011 e già quell’anno ha collezionato 5 presenze nella nazionale Cadetti. Nel 2012, poi, ha partecipato sia al Mondiale Under 15 (8 presenze), sia a quello Under 18 (2 presenze). Per il futuro di Martens, la famiglia, a cui vanno tutti i nostri complimenti, non ha dubbi: “Nostro figlio è un ragazzino e non vogliamo assolutamente che gli vengano idee strane. Per lui questo deve essere un punto di partenza, non di arrivo. Come famiglia, non cambieranno le nostre abitudini e il nostro stile di vita”.

 

Enea Gabino e Carlo Zoratti, 29 e 30 anni - Storia d’amore e d’amicizia

Dopo il meritato scroscio di applausi conquistato al Festival di Locarno, il docu-film di Enea Gabino (il protagonista) e di Carlo Zoratti (attore e regista) ha fatto manbassa di premi: Sxsw Film Festival di Austin, Dok Leipzig di Lipsia, Trieste Film Festival, ZagrebDox di Zagabria. The Special Need, prodotta da Videomante di Cividale e dalla tedesca Detailfilm, è una pellicola coraggiosa, che affronta il tema dell’autismo e delle necessità, per chi ne soffre, di avere una vita amorosa e sessuale, come tutti quanti. Un bisogno normale (speciali sono le persone che hanno girato il film) che diventa ‘anormale’ nella testa di chi considera, con fastidio e perbenismo, queste persone non ‘degne’ di vivere una storia d’amore. Ascoltando le interviste, balzano subito agli occhi la trasparenza e la spontaneità sia di Gabino, sia di Zoratti, oltre che la forte amicizia tra i due.

 

Luca Bertossio, 24 anni - Il ‘re dei cieli’ acrobata dell’aria

Il suo palmares è davvero invidiabile, vista anche la giovane età. Luca Bertossio  - è originario di Tricesimo ed è nato il 24 gennaio del 1990 - ha cominciato a dedicarsi alle acrobazie in aliante nel 2010 sotto la guida di Giuseppe Agostino, Sandor Katona e Pietro Filippini, fino a conquistare il titolo di ‘re dei cieli’... senza motore. La sua prima soddisfazione l’ha avuta proprio in quell’anno quando, a un mese dall’ottenimento della licenza di volo, è diventato campione italiano di acrobazia in aliante nelle categorie Promozione e Sport. L’anno successivo, Bertossio è entrato nella squadra nazionale e si è guadagnato il titolo di vice-campione del mondo, oltre a vincere i campionati italiani nelle categorie Avanzata e Intermedia. Nel 2012, poi, dopo essersi riconfermato campione italiano della categoria Avanzata, è riuscito a raggiungere la vetta: campione del mondo Wagac. Lo scorso anno, infine, si è classificato al primo posto del Campionato italiano Avanzata, ha vinto due medaglie d’oro nel Freestyle (a Roma e a Lucca) e una d’argento al Campionato italiano di classe Club. Inoltre, nel 2013 si è visto assegnare il Premio personaggio aeronautico dell’anno e il Premio Brera. Oggi, Bertossio è istrutture di volo a Udine e in California, coordinatore del Centro acrobatico nazionale di Udine, allenatore della squadra acrobatica della Romania, atleta Redbull, pilota ufficiale Citizen e pilota del Team Sparco.

 

Nicole Fedele, 29 anni - Otto record mondiali con il parapendio

L’ultimo lo ha stabilito a novembre, percorrendo una distanza in linea di 376,5 chilometri. Il primo, invece, risale a maggio 2010, quando ‘corse’ 100 chilometri a una velocità media di 27,3 chilometri orari. Nicole Fedele, in tre anni, ha collezionato ben 8 record del mondo con il suo parapendio. Nata a Tolmezzo (ma è originaria di Ovaro) nel 1984 e gemonese d’adozione, laureata in Scienze della traduzione all’Università di Udine, Nicole si libra nei cieli dal 2002. “La passione per il parapendio - dice - è nata per caso il giorno in cui, guardando fuori dalla finestra di casa ho visto passare una persona che volava con il parapendio. E’ stato un colpo di fulmine. E così ho cominciato a fare le gare, che consistono in un percorso obbligato (la posizione viene registrata da un dispositivo gps) nel minor tempo possibile”. Componente femminile della squadra nazionale italiana di Parapendio, la Fedele è medaglia d’oro ai Campionati europei del 2012 e, sempre in quell’anno, ha vinto la Superfinale di Coppa del mondo.  Nel 2013, poi, ha conquistato la medaglia di bronzo individuale e quella d’argento a squadre ai Mondiali. Quest’anno, è risultata prima nella classifica femminile e quarta in quella assoluta alla Paragliding Winter Cup 2014 in Slovenia.

 

Lodovica Comello, 24 anni - Una passione che vale un Universo

Il successo è arrivato con Violetta, la serie tv prodotta dalla Disney per il mercato sudamericano (è girata in Argentina, a Buenos Aires) e rivolta al pubblico dai 6 ai 17 anni, che ha spopolato in tutto il mondo. Basti pensare che sono stati pubblicati libri, una rivista e anche un album di figurine ispirati alla serie. Lodovica Comello, sandanielese (ha studiato al liceo scientifico Manzini), classe 1990 (domenica 13 compirà 24 anni), in Violetta è Francesca, l’amica del cuore della protagonista. A novembre è uscito il suo primo album solista (uno dei suoi sogni di sempre), intitolato Universo. La passione per la musica, la danza e la recitazione è nata in lei fin da bambina (a otto anni ha cominciato a suonare la chitarra). Nel 2009 inizia a studiare al Mas di Milano, frequentando i corsi dell’Accademia ‘Music Academy’. Tra il 2009 e il 2011 è nel cast di Il Mondo di Patty, il Musical più bello, con Laura Esquivel, e di Antonella in concerto, con Brenda Asnicar come corista. La sua vita cambia nella primavera del 2011 quando, appunto, sostiene l’audizione con Disney per Violetta, ora giunto alle seconda stagione. Cosa pensa del Friuli? “Per me - risponde - è ‘casa’. Lo guardo con orgoglio e con nostalgia. C’è la mia famiglia, ci sono i miei amici”.

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