Home / Tendenze / Un appello a favore della vita

Un appello a favore della vita

Riflessioni sui fattori che stanno provocando un vistoso calo della natalità nella nostra regione

Un appello a favore della vita

“L’appello è a tutti, anche a chi non ha fede: se il Friuli non ama la vita di nuovo con intensità e coraggio, potrà anche sviluppare eccellenze in mille campi, ma non un futuro”. È il concetto chiave che è emerso dalla Festa diocesana della vita organizzata al Centro culturale alle Grazie questo pomeriggio a Udine da una molteplicità di associazioni di laici insieme all’Ufficio diocesano di pastorale per la famiglia, diretto dai coniugi Cinzia e Gianmarco Campeotto e Giulia e Pierluigi Morsanutto, e dalla Pastorale per la Cultura con don Alessio Geretti.

Molte le famiglie presenti all’incontro-dibattito con lo studioso e ricercatore Mauro Ferrari esperto di nanotecnologie in campo oncologico e diabetologico, in collegamento skype dagli Stati Uniti, e Nicoletta Zanni, sieropositiva all’Hiv, mamma di Samuele, ma che in passato ha vissuto l’esperienza dell’aborto”, moderati dalla giornalista Lucia Bellaspiga. Un evento promosso in concomitanza con la 38ª Giornata nazionale della vita e nelle ore in cui sono state diffuse dall’Ires Fvg ulteriori conferme rispetto alla desertificazione del Friuli Venezia Giulia, dove si nasce poco e sempre meno. Nei primi nove mesi del 2015 le nascite sono state 6.445, -5,4% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, e sui dodici mesi la percentuale pare aumentare.

All’appello mancano inoltre almeno 1.500 bambini, si è detto ieri, tanti sono stati gli aborti nel 2015 in Friuli Venezia Giulia, di cui 660 praticati negli ospedali della provincia di Udine. Realistici i coniugi Morsanutto e Campeotto nell’analisi di alcuni dei fattori che producono questi effetti – “vi sono motivi culturali, perché predomina il soggettivismo; economici, perché è vero che la situazione è difficile; politici, perché non c’è una politica spinta a favore della famiglia” -, ma anche determinati nell’essere propositivi. “Ci sono tante persone che fanno volontariato per aiutare chi è in difficoltà ma vuol far nascere il proprio figlio”, hanno sottolineato, ricordando che quest’anno è nato un nuovo Centro aiuto alla Vita, quello di Latisana, che si aggiunge agli storici di Udine, Tolmezzo e Gemona. “Nella solitudine la vita verrebbe sconfitta – ha sottolineato don Geretti -.  È nell’alleanza e nella solidarietà che invece può avere una chance in più”.

Inoltre, i convenuti alla festa hanno esortato affinché ci sia “una volontà corale a favore della vita. Se è nell’interesse di tutti che il Friuli non abdichi alla vita, ciascuno per la propria parte dia un segnale”. Chiamata in causa con forza l’informazione, che “poco racconta della bellezza della famiglia e della ricchezza che rappresentano i figli, delle storie di chi ce la fa anche seppur con tanto impegno e sacrificio”.

Quanto al fronte economico-politico, alla Regione si riconoscono gli strumenti messi in campo – “è qualcosa” -, ma si hanno ben presenti anche tutti quelli che sono stati soppressi: “Bonus gestanti in difficoltà, interventi per le famiglie numerose, beneficio locale nell’ambito della Carta famiglia, bonus bebé”, elenca Campeotto. Pronta la risposta anche all’obiezione che sono stati però ampliati i servizi. “Se vogliono sapere ciò che serve alla famiglia, lo chiedano alle famiglie”, taglia corto il co direttore dell’Ufficio diocesano.

Alle 19, alla Basilica delle Grazie, la messa presieduta dall’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, cui segue l’adorazione notturna fino alle 7 di domani (domenica 7 febbraio) per ogni bambino non nato in Friuli e per i suoi genitori. L’anno scorso nel corso della notte si sono susseguite più di mille persone in Basilica.

Articoli correlati
0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori