Home / Archivio / La famiglia come motore dello sviluppo

La famiglia come motore dello sviluppo

Soggetto sociale, ma anche produttivo: la nostra storia ci insegna che un sistema economico è efficiente se è costruito attorno alla persona e alla sua rete relazionale

La famiglia è stata il centro propulsore dello sviluppo italiano. Ha favorito e sostenuto l’esplosione della piccola e media impresa, la nascita del cosiddetto popolo delle partite Iva, la vitalità del territorio, l’urbanizzazione e via dicendo. Secondo un’indagine dell’Osservatorio Censis-Confcommercio, il 44 per cento delle famiglie italiane non è più in grado di mantenere il proprio tenore di vita, il 28 non riesce a far fronte a tutte le scadenze dei pagamenti (bollette, rate del mutuo) e il 53 per cento va in difficoltà di fronte a una spesa imprevista.
La famiglia, come ogni piccola impresa, sta soffrendo, ma resta centrale nella scala dei valori degli italiani, che la considerano più importante della libertà e della realizzazione professionale. La famiglia resta un caposaldo, dunque, ma da soggetto forte dello sviluppo si è trasformata in soggetto debole della grande crisi.

Due domande

La domanda d’obbligo, a questo punto del ragionamento, è dunque la seguente: un sistema economico può considerare la famiglia il suo motore propulsivo?
La famiglia produce servizi a favore di se stessa e dei suoi membri: non si limita a consumare, ma soprattutto investe le sue risorse per svolgere appieno i suoi compiti. In altri termini, avendo le caratteristiche di qualsiasi impresa (organizzazione, economicità, professionalità), deve essere considerata un soggetto non solo sociale, ma anche produttivo ed economico. Per questo alcuni dei servizi a favore delle famiglie, come per esempio i servizi finanziari, devono essere studiati proprio pensando alla sua natura economica e produttiva.
Ed ecco che sorge spontanea una seconda domanda: aiutare le famiglie a svolgere la propria funzione economico produttiva può aiutare la società a uscire dalla crisi?
Siamo stati abituati a pensare che le merci (beni o servizi) sono al centro dell’interesse degli uomini e quindi le regole economiche non possono che essere regole relative alla produzione e al consumo delle merci. L’esperienza italiana però ci dimostra che un sistema economico è efficiente se è costruito attorno alla persona e alla sua capacità relazionale.
In pratica, un sistema economico non funziona se non sono esaltate le capacità relazionali delle persone; e ciò sarà possibile solo ponendo al centro delle politiche economiche e sociali la persona umana e quindi la famiglia come società naturalmente predisposta al servizio della persona umana.

Centro propulsore
Sotto un profilo economico, permettere alla famiglia di svolgere le sue funzioni significa permetterle di effettuare i suoi investimenti (educazione, istruzione, formazione, assistenza) beneficiando così del lavoro di chi, all’interno della famiglia, si pone al servizio dei suoi membri, e di chi, pur essendone esterno, ha deciso di svolgere la sua attività al servizio della famiglia.
Certo, considerare la famiglia come una normale impresa di servizi è riduttivo, ma è altrettanto vero che sarebbe riduttivo se non si considerasse la famiglia altresì come un’impresa. Infatti, ciò che pare dimenticato è che la famiglia rappresenta la ‘proto impresa’.
Non a caso, la stessa parola economia deriva dal greco oikìa (anche famiglia) e nòmos (anche disciplina, gestione), e significa gestione della famiglia. E pertanto, se un’impresa è importante per una comunità perché può assicurare una crescita economica producendo ricchezza e offrendo posti di lavoro, la famiglia lo è ancora di più, perché oltre alla crescita economica e a tutto il resto, assicura un futuro alla comunità.
In particolare, nella famiglia le persone si abituano a entrare in contatto con altri, in un atteggiamento di servizio. Tanto migliori sono i rapporti generati nella famiglia, quanto migliori sono gli effetti benefici sulla comunità. Infatti, la buona riuscita dei servizi offerti dalla famiglia in termini di migliore educazione, istruzione, formazione, assistenza genera nei confronti dei soggetti direttamente beneficiari ottimismo e fiducia che, a loro volta, liberano risorse positive a vantaggio di tutta la comunità.
In altre parole, le relazioni che nascono nella famiglia, confluiscono nella comunità contribuendo alla sua crescita anche economica. Infatti, se è vero che valorizzando solo le famiglie non si crea sviluppo economico è altrettanto vero che non vi può essere sviluppo economico senza assegnare alla famiglia un ruolo centrale.
Si attendono urgentemente nuove slide in merito.

0 Commenti

L'economia in un click

IL CONCORSO

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Green

Business

AGENDA

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori