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Quando eravamo sulla cresta dell'Onda

Quando eravamo sulla cresta dell\u0027Onda
Due milioni di ascoltatori giornalieri, copertura dell'intero territorio nazionale, un format innovativo. Era questa, poco più di dieci anni fa, Radio Italia Network. Allora l'emittente, con sede a Udine, se la giocava testa a testa con Radio Dj, la stazione ideata da Claudio Cecchetto e oggi parte, assieme a Radio Capital e alla nuova M2O, del più forte gruppo radiofonico italiano, facente capo al gigante editoriale Espresso-La Repubblica. Radio Italia Network, invece, era emersa dalla selva di antenne che continuamente cresceva in tutto lo Stivale dopo la liberalizzazione dell'etere. A cavallo degli Anni '70 e degli Anni '80, infatti, chiunque poteva mettere in piedi una stazione. Bastavano buona volontà, entusiasmo e un ripetitore. Le radio nascevano come i funghi. A Udine, per fare un esempio, c'era un'emittente in via Martignacco, con un raggio di copertura di poche centinaia di metri, che permetteva ai ragazzi del quartiere di registrarsi (anche se senza la stereofonia) interi LP. O, ancora, le radio poste sulle creste dei monti, che servivano intere vallate. Radio Italia Network nasce nel 1981 dalla mente di due friulani, Mario Pinosa e Leo Barbarino. L'emittente si distingue immediatamente dalle altre, soprattutto per i contenuti. I programmi sono articolati in musica, jingle d'effetto, pubblicità e ancora musica. Una formula che ai giovani della seconda metà degli Anni '80 - molto più spensierati e ottimisti di adesso - piace un sacco. Il successo cresce di anno in anno, e così la Radio. In un decennio, come accennato, riesce a coprire l'intero territorio nazionale, e a combattere testa a testa con Cecchetto. La formula, ci spiega una persona che allora lavorava in Radio Italia Network, era semplice. La trasmissioni non erano pensate per tutti. Il target della radio erano i giovani che "facevano tendenza", quelli che trascinavano il gregge e che erano disposti, per trascorrere una serata particolare, a percorrere anche 500 chilometri in una notte. Altro ingrediente, infatti, era l'accordo con le discoteche di tutto il Belpaese. Nei locali di allora arrivavano i Dj di Radio Italia Network (in realtà, quelli che lavoravano effettivamente alla stazione erano uno o due) e questi richiamavano gli ascoltatori da ogni dove. In cambio, la pubblicità per Rin era assicurata. Non solo quella delle discoteche, ma anche di marche particolari, come Diesel, Police, Avirex. "Per trovare le nuove tendenze - ci viene detto - ci recavamo spesso all'estero, per esempio a Londra (allora la capitale della musica) e in Spagna. Una delle trasmissioni più seguite, Los Cuarenta, era nata ascoltando l'omonima emittente iberica. Comunque, non ci limitavamo a copiare ciò che era proposto in Inghilterra, ma lo elaboravamo. E' da dire che non c'era alcun piano di marketing, il tutto era nato spontaneamente. Un successo irripetibile: richiamavamo anche decine di migliaia di giovani. Mi fa ridere che l'attuale Radio Italia Network si compiaccia di aver radunato in Piemonte 5 mila persone. Ai nostri tempi, la risposta era di gran lunga superiore". Il gioco continua fino al 1994, quando la radio si popolarizza e diventa speakerata, ovvero nei programmi compaiono i conduttori. Fra questi possiamo ricordare la iena di Italia 1, Andrea Pellizzari, e Monica Bertarelli. Intanto, in Rin entrano nuovi soci, Qualizza, Zeppieri e, in seconda battuta, tale Gandolfi. Quest'ultimo, forte per il fatto di avere in mano le frequenze da Bologna in poi, mette da parte i soci storici e porta nel 1995 Rin nel capoluogo emiliano. Il successo cala, e Gandolfi vende alla Sper, società della Confindustria. Il Sole 24 ore "screma" le frequenza di Rin, ne acquista alcune altre e dà vita a un'emittente informativa, Radio 24. Dal 1990, anno in cui la legge Mammì è emanata, le concessioni delle frequenze sono molto più difficili da ottenere e per aprire una nuova radio le regole sono rigidissime. Oggi, Rin fa parte del gruppo Rcs-Corriere della Sera. Insomma, 10 anni fa il Friuli era letteralmente sulla cresta dell'onda. L'inventiva dei manager e l'alta qualità dei professionisti dell'etere aveva creato quello che può, a ragione, essere definito un caso di studio. C'è da domandarsi se queste condizioni esistano ancora. La prima radio con sede in Friuli, infatti, è Radio Baccano che, pur essendo a Cervignano, è di proprietà veneta. Sulla qualità degli speaker, invece, non si discute. Basti pensare che alle soglie del terzo millennio, Radio Baccano riusciva a fare, sul solo territorio regionale 184 mila ascolti. Ci lavoravano, tra gli altri, nomi come Enrico Pellizzari (fratello del più famoso Andrea) Mauro Milani, Alex Michieli, Patrick Gonella, Ricky Tamburo, Stefy De Cicco, Polo Codolo, Stefano Conte, Stefano Govetto, Chiara Lorenzutti, Massimo Vaccaro e Zec. La loro forza era il radicamento sul territorio e il fatto che gli ascoltatori avevano con loro un rapporto da amici. Poi, vuoi la nuova linea editoriale dell'emittente, vuoi le generose offerte dal Veneto e da altre parti d'Italia, le voci di Radio Baccano, portano alcuni fuori regioni, altri a cambiare lavoro. Gli ascolti di oggi sono circa 100 mila, Veneto compreso. E che questa regione sia stato un importante elemento nella discesa delle radio friulane lo dimostrano le parole di Paolo Zippo, attualmente voce di Radio Company e un tempo di Radio Fantasy, storica emittente di Grado che nel '97 si è trasferita a Cervignano, nuovo polo radiofonico della provincia di Udine. "Dal Veneto - spiega - sono venute ottime opportunità professionali. A molti fu offerto di poter lavorare su un bacino più ampio di quello friulano, ovvero tutto il Triveneto. Per molti la cosa è stata estremamente stimolante, e l'occasione di crescere è stata afferrata al volo. Oggi, fare radio in Friuli è diventato molto più difficile. Per avviare un'attività ci vogliono grossi capitali alle spalle. Inoltre, le emittenti attuali sono molto simili ai network nazionali o interregionali e il fatto di non radicarsi sul territorio non facilita certo il successo in Friuli. Comunque, la nostra regione è stata un'ottima scuola per speaker e Dj. Da qui sono venuti fuori tantissimi ottimi professionisti, apprezzati ovunque sono andati".
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