Home / Business / La persona ideale

La persona ideale

Problemi raddoppiati - In otto anni bruciato il 3,5% dei posti di lavoro, ma la preoccupazione maggiore arriva dai giovani che non vogliono guardare al futuro

La persona ideale

Che il Jobs Act non possa, da solo, risolvere i problemi delle aziende è fuor di dubbio. Anzi, il costo del lavoro e la flessibilità in uscita sono solo alcuni dei freni sentiti dalle imprese, perché molto spesso l’ostacolo maggiore è trovare la persona giusta da inserire nel posto giusto. E devono poterlo fare in tempi immediati, come immediate sono le risposte che devono dare al mercato. La disponibilità di risorse umane, così, rimane sul tavolo della competitività e strumenti, come quello delle agenzie di ricerca e selezione del personale, ma anche somministrazione per tempi brevi, continuano a svolgere un ruolo strategico, anche a fronte di un sistema pubblico che non riesce a esprimere perfomance sempre accattivanti e sui cui la stessa Regione sta realizzando una mini-riforma, con il trasferimento di competenze dalle Province alla rinata Agenzia regionale del lavoro, passaggio scattato il 1° luglio.

Problemi raddoppiati
Otto anni di cambiamento economico hanno portato anche in Friuli Venezia Giulia un mutamento dello scenario del lavoro. Infatti, non solo sono aumentati i disoccupati, ma sono diminuiti gli occupati e, allo stesso tempo, è cresciuta anche quella fascia di giovane senza arte né parte. Fra il fra il 2007 e il 2014 nella nostra regione, così, il numero di persone in cerca di occupazione è salito di quasi 5 punti percentuali, passando dal 3,04 al 7,05 per cento, confermando comunque una situazione meno drammatica rispetto ad altre realtà italiane, ma sempre peggio che nelle zone europee nostre dirette concorrenti. È calata, poi, l’intera massa di lavoratori, visto che gli occupati in questo periodo sono diminuiti di oltre il 3,5 per cento. Si tratta, cioè, di posti di lavoro ‘bruciati’.
Di fronte a un tasso di disoccupazione giovanile che in Friuli Venezia Giulia è raddoppiato, dal 15 a quasi il 30 per cento, preoccupa sempre più in fenomeno dei Neet, ovvero quella che con una sigla inglese identifica i giovani tra 15 e 24 anni che non lavorano, né studiano, né svolgono altro tipo di attività. Nella nostra regione hanno raggiunto il 14% di questa fascia d’età, il doppio rispetto a realtà vicine come quella austriaca.

L’avanguardia della nuova occupazione
Nessun effetto immediato, ma i primi segnali fanno ben sperare. È il giudizio sul Jobs Act di Michael Jvancich, area manager per il Friuli Venezia Giulia di Randstad Italia, che fa parte del secondo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane con circa 200 filiali nel nostro Paese; nella nostra regione dispone attualmente di 4 filiali, precisamente a Trieste, Udine, Monfalcone e Pordenone. Infatti, le aziende hanno iniziato a chiedere molto personale in somministrazione e, questo, è un segnale anticipatore per una ripresa sostanziale dell’occupazione.

Che riscontro sta avendo il Jobs Act tra le aziende locali?
“In Friuli emerge un forte interesse verso le opportunità del Jobs Act da parte delle aziende, che sempre più spesso ci chiedono delucidazioni e approfondimenti sui diversi strumenti a disposizione, ma è ancora presto per poterne valutare l’impatto complessivo, perché al momento assistiamo più a una stabilizzazione delle figure strategiche in azienda, che a un’evidente ripresa dell’offerta di lavoro, anche se i segnali per il prossimo futuro sono incoraggianti”.

Perché i segnali di ripresa non si traducono immediatamente in nuova occupazione?
“Guardando la specifica situazione in questa regione, questo è vero solo parzialmente. Gli indicatori mostrano una ripresa nella produzione e nell’export, in particolare nel settore manifatturiero. Emerge anche una timida ripresa dell’occupazione, che è accompagnata da un incremento a doppia cifra della somministrazione di lavoro, un ‘termometro’ che è tipicamente anticipatore dei cicli economici e che fa ben sperare per il prossimo futuro. In generale, è ancora presto per valutare l’impatto del Jobs Act sul territorio, che si potrà apprezzare solo nel medio-lungo termine. Però, i primi segnali sembrano indicare che potrà dare i suoi frutti”.

Nonostante questo, diverse aziende lamentano, paradossalmente, di non trovare figure professionali adeguate: è proprio così?
“Il gap che persiste tra la domanda di personale specializzato e l’offerta di nuova forza lavoro in uscita dal percorso scolastico, purtroppo, è il problema più grande non a livello locale, ma nazionale. Per questo motivo, Randstad è impegnata in un’intensa attività di orientamento professionale per preparare i giovani all’ingresso nel mondo del lavoro, dando coscienza e informazioni dettagliate sulle richieste del mercato e sui percorsi formativi più indicati per inserirsi con successo. Parallelamente, per la ricerca di personale specializzato delle aziende clienti abbiamo creato apposite specialty che permettono di ricercare il profilo richiesto per qualsiasi esigenza in ogni settore, creando il perfect match tra domanda e offerta di lavoro”.

Quali sono le richieste più frequenti oggi da parte delle aziende?
“In un mondo del lavoro orientato alla specializzazione del personale, le imprese ci chiedono innanzitutto qualità del servizio e poi anche velocità nell’erogazione. Si rivolgono a noi per individuare i professionisti migliori da inserire nel proprio organico, ma anche per avere dei partner a 360 gradi nella gestione delle risorse umane. Partner cui affidare, a seconda delle esigenze del momento, non solo la ricerca di personale, ma anche altri servizi, dalla somministrazione alla selezione di quadri dirigenti, dalla formazione all’outplacement, fino all’outsourcing di servizi Human Resource”.

Ricerca e formazione
Immediatamente operativo: è questo il principale requisito che le aziende chiedono per i loro neoassunti. Non si tratta di una caratteristica scontata, anzi. È sono proprio le Agenzia per il Lavoro che cercano di dare adeguate risposte, come spiega Chiara Zonzin, responsabile Area Friuli Venezia Giulia di Openjobmetis, agenzia presente in regione con 6 filiali, che nello specifico si trovano a Pordenone, Sacile, San Vito, Maniago, Udine e Trieste.

Siamo in una fase di leggera ripresa, ma senza nuova occupazione: perché?
“Dal nostro punto di vista stiamo riscontrando segnali incoraggianti e positivi, sia rispetto alle richieste di personale attivate da nuove aziende clienti, che in passato non avevano mai collaborato con noi e che ora ci scelgono come partner, sia da parte di clienti storici che continuano a sceglierci per supportarli nella ricerca di personale formato e preparato”.

Nonostante questo, diverse aziende lamentano, paradossalmente, di non trovare figure professionali adeguate: confermate questo fenomeno?
“Sì e per far fronte a questa criticità abbiamo messo in campo azioni differenti e mirate: ad esempio, collaboriamo costantemente con gli istituti scolastici del territorio organizzando giornate di incontri per aiutare i giovani a orientarsi nel mondo del lavoro e progettiamo percorsi di formazione professionale gratuiti per i partecipanti, finanziata dai nostri fondi Formatemp.
Nel corso degli ultimi anni, solo per citare qualche esempio, in Friuli Venezia Giulia abbiamo attivato corsi di formazione per operatori addetti ai controlli non distruttivi, addetti al call center, addetti alla macchina squadraborda e all’utilizzo di macchine utensili nel comparto del legno. Tutti questi corsi hanno portato, poi, all’inserimento nelle varie aziende di personale adeguatamente preparato. Importantissimo per noi nella ricerca di personale specifico è, inoltre, il contributo offerto dai colleghi che operano nelle divisioni specializzate di Openjobmetis”.

Quali esigenze nel campo del personale hanno le aziende che si rivolgono a voi?
“Ricercano, in particolare, un servizio di selezione e ricerca efficace e veloce, che in tempi rapidi sappia identificare la persona ideale da inserire in organico. La persona scelta, magari, inizialmente sarà assunta attraverso un contratto a breve termine in somministrazione, ma successivamente potrebbe essere impiegata direttamente dal cliente, anche a tempo indeterminato. Avvalersi di specialisti nel campo delle risorse umane significa collaborare con persone preparate, in grado di comprendere, analizzare le esigenze e proporre figure professionali in linea con il profilo ricercato. Significa, inoltre, avere la possibilità di affidare la gestione amministrativa del personale a un’azienda qualificata e competente e poter indirizzare, così, energie e attenzioni allo sviluppo della propria rete di business”.

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

Il Friuli

Green

Life Style

Gli speciali

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori