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Anche qualche friulano tra gli 'angeli' della Normale di Pisa

Allarme rientrato ma una notte di apprensione nelle parole del giovane Loris Donda

Anche qualche friulano tra gli 'angeli' della Normale di Pisa

Ci sono anche vari friulani tra gli ‘angeli’ della Normale di Pisa che ieri si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato alacremente assieme a docenti e personale per spostare dalle scaffalature più basse libri e documenti importanti. Operazione condotta per evitare che l’Arno, già ingrossatosi nelle ultime ore e osservato speciale dalle forze dell’ordine e dall’esercito, nel caso fosse esondato, non avesse potuto recare danni al patrimonio culturale.

Tra di essi il giovane Loris Donda, classe 1999 di Medea, che racconta come la situazione non sia stata particolarmente felice. “Ci siamo mossi subito – racconta – mentre l’esercito ha montato le paratie sugli argini. Se fosse esondato sarebbe stato un vero disastro”. Per quanto riguarda le operazioni di ‘salvataggio’, “ci siamo mossi in circa 150 spostando i libri di tutte le biblioteche e i fondi fino al terzo scaffale. Se fosse uscita l’acqua fino al metro non ci sarebbero dovuti essere grossi danni”. Fatto particolare, che ha destato non poca preoccupazione, è che se la Normale si è mossa altri enti non lo hanno fatto. “Non c’è stata mobilitazione” tra gli altri studenti. Mentre nelle parole del giovane di Medea si è sentita la preoccupazione sia per la città che per le numerose opere e fondi custoditi, per i quali, fortunatamente, dopo una notte di paura e preoccupazione, si può tirare un sospiro di sollievo.

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