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Arriva in Fvg la campagna #NoEasyRiders

Arriva in Fvg la campagna #NoEasyRiders

Presidio Cgil oggi al McDonald’s di Trieste contro la schiavitù del ‘food delivery’

Sbarca in Friuli Venezia Giulia #NoEasyRiders, la campagna nazionale promossa dalla Cgil contro la schiavitù del ‘food delivery’, per costruire insieme ai ciclo-fattorini, impegnati ogni giorno a bordo dei loro mezzi per le piattaforme delle consegne di cibo a domicilio, un futuro di dignità, diritti, tutele e sicurezza, e per sensibilizzare le persone che utilizzano tale servizio sulle condizioni lavorative degli stessi rider.

Nel capoluogo giuliano l'appuntamento della Cgil Fvg e delle categorie interessate, Nidil, Filcams e Filt, è per oggi, dalle 18.30, davanti al McDonald’s di piazza Goldoni.

“La Cgil scende in strada per essere accanto ai lavoratori del food delivery affinché non restino soli e sappiano che il sindacato è da mesi in campo con proposte legislative e contrattuali”, spiegano dall’organizzazione. “In Italia sono ben 29 le piattaforme online che si occupano di food delivery. Più della metà di tutto il comparto è gestita dalle quattro società più grandi (Just Eat, Uber Eats, Deliveroo, Glovo), per un totale che oscilla intorno ai 1.000/1.500 lavoratori ad alto ricambio; le aziende sono per lo più gruppi multinazionali che, solo in rarissimi casi, hanno sede legale nel nostro Paese”.

“Lavoratori per lo più giovani, ma anche ultra cinquantenni che tentano di rientrare nel mondo del lavoro dopo esserne stati estromessi dalla crisi. La storia di questi ciclofattorini ci porta a scoprire che spesso il loro lavoro nasconde sfruttamento e deprivazione dei diritti, ed è per questo motivo la Cgil del Fvg insieme a Nidil, Filt, Filcams hanno deciso di andare nei loro luoghi di lavoro. Per noi – prosegue la Cgil - è chiarissimo che queste prestazioni lavorative sono a carattere dipendente ed è quindi fondamentale che rientrino nei contratti collettivi nazionali, a partire da quello della logistica. Inoltre, tutto il mondo del lavoro deve avere stessi diritti e protezioni sociali, come una retribuzione equa, il diritto al riposo, alle ferie, al Tfr, alla disconnessione, alla previdenza, alla salute e alla sicurezza. Un lavoro senza stipendio, senza sicurezza, senza dignità è un lavoro in salita, un lavoro che non può circolare per le strade del nostro Paese”.

“Alle imprese – conclude Cgil - chiediamo di scommettere su un modello di sviluppo in cui vengano garantiti i diritti dei lavoratori. Al governo chiediamo di fare quello che promette da mesi ovvero occuparsi seriamente della vertenza di questi lavoratori”.

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