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Atti vandalici al Presepe di piazzetta del Pozzo: non si placano le polemiche

Dure critiche al commento del Sindaco Fontanini che ha parlato di un preoccupante atto di blasfemia legato ad ambienti Lgbt

Atti vandalici al Presepe di piazzetta del Pozzo: non si placano le polemiche

“Il sindaco si fermi e usi saggezza”. “Il clima di tensione che si respira a Udine è diretta conseguenza delle politiche di odio e repressione di cui la giunta comunale si è fatta portavoce”. Ad esprimersi così su Pietro Fontanini, dopo le sue dichiarazioni sugli atti vandalici nel presepe di piazzetta del Pozzo, sono rispettivamente il segretario provinciale del Partito Democratico, Roberto Pascolat, e le associazioni Lgbt.

Tutto ha origine dalla reazione del primo cittadino di Udine all’imbrattamento e alle scritte ingiuriose comparse sulle statuine. Fontanini, infatti, avrebbe ipotizzato il coinvolgimento "di gruppi che fanno riferimento al mondo anarchico o Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender), che hanno preso di mira questo presepio per la vicenda della panchina, rimossa per dare spazio alla rappresentazione della Natività".

La prima reazione è quella del segretario del Pd Pascolat. "Fontanini – afferma - toglie panchine consapevole del messaggio che vuole mandare e, quando qualche sciagurato compie un gesto esecrabile, dice che potrebbe essere colpa di qualcuno del mondo gay, senza distinguere. Questo è l'inferno della generalizzazione, una violenza morale che spezza ogni legame di comunità e di socialità, instilla l'odio e getta la colpa sempre sugli 'altri'".

Indignate si dicono Arcigay Friuli, Lune-Alfi e l’associazione Universitaria Iris, che parlano di accuse gratuite e infondate da parte del sindaco. “Non chiarisce in base a quali elementi ci muove queste gravissime accuse – scrivono in una nota -  e noi non riusciamo a capire in che modo un atto simile, rispetto al quale ci dichiariamo estranei, avrebbe dovuto giovare alle nostre istanze. Accusare pubblicamente, diffamando e calunniando, con tale leggerezza – aggiungono le associazioni Lgbt - non è affatto un comportamento consono a chi ricopre ruoli istituzionali, specialmente a un Sindaco: così facendo, Fontanini svela palesemente la sua volontà di renderci un bersaglio per l'opinione pubblica”.

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