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Bimba di 11 anni costretta a subire violenza sessuale dal patrigno

Scattate le misure cautelari nei confronti del 55enne, residente nell'ex provincia di Pordenone

Bimba di 11 anni costretta a subire violenza sessuale dal patrigno

Arriva dal Friuli Occidentale un'orribile storia di abusi nei confronti di una minore. La bimba, 11 anni, da tempo era sottoposta a violenza sessuale da parte del patrigno. Per l'uomo, un 55enne residente nell'ex provincia di Pordenone, è scattata una misura cautelare.

La vicenda è emersa nelle scorse settimane, quando alla Polizia di Stato di Pordenone è stato segnalato lo stato di grande sofferenza vissuto dalla bambina che “era costretta a fare alcune cose brutte con il compagno della mamma”.

Il personale della Squadra Mobile della Questura di Pordenone, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pordenone, hacosì avviato immediatamente un’indagine che ha consentito di accertare come l'uomo avesse abusato sessualmente della piccola fin da quando aveva solo otto anni.

Al riguardo, il Gip del Tribunale di Pordenone ha disposto nei confronti del 55enne l’esecuzione di una misura cautelare, per i reati di violenza sessuale nei confronti di minorenne, che prevede il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri alla persona offesa, con il divieto di comunicare con la stessa con qualsiasi mezzo. Al patrigno è stato, inoltre, applicato il braccialetto elettronico.

"Una condanna esemplare per chi si macchia del reato di pedofilia, ma anche percorsi di assistenza e accompagnamento per i bambini abusati e le loro famiglie". E' quanto chiedono la Cisl Fvg e il suo Coordinamento Donne, appresa la terribile notizia degli abusi nel Friuli Occidentale.

“Quando si viene a conoscenza di fatti così gravi e ignobili, come la violenza sessuale ai danni di minori, anche per chi si batte per contrastare la violenza nei luoghi di lavoro e nell’ambito familiare, è difficile trovare le giuste parole senza farsi prendere da una profonda rabbia”, commenta a caldo la segretaria regionale Cisl Fvg con delega alle politiche di genere Claudia Sacilotto. "Il primo nostro pensiero – si legge in una nota del Sindacato, da tempo in prima linea contro ogni forma di violenza a danno di donne e bambini - va alla piccola e alla sua famiglia, a cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Per chi compie atti così gravi e spregevoli la condanna, invece, è a prescindere. Le Forze dell’Ordine – su cui riponiamo la massima fiducia, continua Sacilotto – porteranno a termine le indagini per consegnare alla Magistratura il colpevole. Ma le pene, in casi simili, devono essere severe, esemplari e senza attenuanti né sconti”.

"Nel frattempo - spinge Alessia Cisorio, coordinatrice donne della Cisl Fvg – confidiamo che la piccola e la sua famiglia vengano supportati ed accompagnati, anche dalle strutture pubbliche, in un percorso condiviso per elaborare e superare il trauma subito”.

“La violenza o abusi sessuali– concludono Sacilotto e Cisorio - hanno un effetto devastante sui bambini esponendoli a conseguenze importanti per la salute, lo stato emotivo, cognitivo e sociale. Quando poi sono compiuti da familiari o da un conoscente stretto e per di più adulto, la condanna nelle aule del Tribunale deve essere esemplare”.

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