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Brigate Rosse, arrestati in Francia sette ex terroristi

Tra i nomi di spicco delle ex Br, anche Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua. In fuga, invece, Luigi Bergamin dei Pac, lo stesso gruppo a cui apparteneva Cesare Battisti

Brigate Rosse, arrestati in Francia sette ex terroristi

Sono stati arrestati questa mattina in Francia, su richiesta dell'Italia, sette ex membri delle Brigate Rosse, come annuncia lo stesso Eliseo. Si tratta di persone condannate in Italia per atti di terrorismo commessi tra gli Anni '70 e '80. Tre di loro sono ancora ricercati.

In manette sono finiti Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua, mandante dell’omicidio del commissario Calabresi, condannato a 22 anni di carcere (deve scontare 14 anni e 2 mesi di carcere), Enzo Calvitti che deve scontare 18 anni e 7 mesi di carcere e 4 anni di libertà vigilata, Giovanni Alimonti, condannato a 22 anni nel processo Moro-Ter (deve ancora scontare 11 anni e mezzo di carcere e 4 anni di libertà vigilata), Roberta Cappelli, ex membro della colonna romana delle BR, condannata a più ergastoli per gli omicidi del generale Galvaligi, dell’agente di polizia Michele Granato, del vice questore Sebastiano Vinci e dei ferimenti di Domenico Gallucci e di Nicola Simone, commessi con la complicità del suo ex marito Enrico Villimburgo, Marina Petrella, condannata nel Moro-Ter all’ergastolo per l’omicidio del generale Galvaligi, il sequestro del giudice D’Urso, l’attentato a Nicola Simone, il sequestro dell’Assessore Ciro Cirillo, e Sergio Tornaghi, ex capo del gruppo milanese Walter Alasia, condannato all’ergastolo per l’omicidio del direttore del Policlinico di Milano Luigi Marangoni e del maresciallo Francesco Di Cataldo, un secondino di San Vittore, tutti delle Brigate Rosse. Tra gli arrestati anche Narciso Manenti dei Nuclei Armati contro il Potere territoriale, condannato all’ergastolo per l’omicidio del carabiniere Giuseppe Gurreri (deve scontare altri anni di reclusione per ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi, associazione sovversiva).

In fuga, invece, altri pezzi da novanta come Luigi Bergamin, ex militante dei Pac, lo stesso gruppo a cui apparteneva Cesare Battisti, e condannato all’ergastolo per l’omicidio del macellaio Lino Sabbadin nel 1979, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura, esponente delle Formazioni Comuniste Combattenti.

Gli ex brigatisti sono stati arrestati a Parigi dall'Antiterrorismo della polizia nazionale francese (Sdat), in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol, con l'Antiterrorismo della polizia italiana e con l'esperto per la sicurezza della polizia italiana nella capitale francese.

La decisione di procedere all'arresto di questi dieci ex terroristi, a fronte delle 200 persone che l'Italia reclama da molti anni, è stata presa dal premier francese, Emmanuel Macron, ed è "in linea con la dottrina Mitterand" di accordare l'asilo politico agli ex brigatisti eccetto che per i crimini di sangue, ha precisato l'Eliseo. 

Dagli anni 2000, il governo francese ha avviato un dialogo con le autorità italiane sulla questione degli ex terroristi condannati in Italia e rifugiatisi in Francia, all'ombra della dottrina Mitterand. Le domande di estradizione presentate dall'Italia riguardano ex membri delle Br e i casi sono stati riesaminati dalla giustizia francese, in particolare per quanto riguarda i reati più gravi.

Il presidente ha sottolineato che "la Francia, a sua volta colpita dal terrorismo, comprende l'assoluto bisogno di giustizia da parte delle vittime". L'azione di estradizione, pertanto, si inscrive "nell'imperiosa necessità di costruire un'Europa della giustizia, dove la fiducia reciproca deve essere al centro dei rapporti" ha concluso il presidente Macron.

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