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Buona gestione e rispetto per i pionieri delle feste: così le sagre riaprono

A Majano, Ariis e Martignacco le prime aperture dopo l’emergenza Covid-19. Organizzazione certosina e visitatori molto ligi e pazienti stanno facendo il miracolo dimostrando che si può fare

Buona gestione e rispetto per i pionieri delle feste: così le sagre riaprono

Appena un mese e mezzo addietro anche solo immaginare di andare a mangiare qualcosa in sagra era velleitario, data la forte incertezza causata dalla pandemia. Poche Pro Loco erano disposte a correre rischi, non solo dal punto di vista della responsabilità personale, ma pure in termini economici. Come sempre però ci sono i pionieri, che gettano il cuore oltre l’ostacolo e decidono di dare comunque un segnale. E’ il caso delle Pro Loco di Majano, e del Cuore dello Stella di Ariis oltre che del Comitato parrocchiale di Martignacco, che hanno fatto da apripista, organizzando il Festival ora in corso, la Sagra dell’anguilla, che si è svolta lo scorso 25 luglio, e la Sagre d’Avost, inaugurata il 23 luglio e conclusa il 2 agosto. Tutte e tre queste realtà, seppure con capienze e organizzazioni differenti, sono riuscite ad aprire. Ingresso solo su prenotazione e niente spettacoli ad Ariis, dove la sagra è durata una sola giornata e i piatti sono stati serviti direttamente a tavola. Numeri decisamente più importanti a Majano dove è stata fatta la scelta dell’ingresso controllato con addetti che illustrano i percorsi e le aree tematiche per la degustazione, delle quali forniscono i menù da compilare. Si resta seduti al tavolo assegnato e si consegna al volontario il menù compilato in attesa di essere serviti. Ingresso unico e posti quasi dimezzati invece a Martignacco, dove “le ordinazioni - sottolinea Roberto Grion del Comitato parrocchiale organizzatore - sono trasmesse per via telematica direttamente alle cucine e il visitatore verifica su un tabellone luminoso quando ritirare la portata”. A vigilare sul rispetto delle norme anti Covid i volontari dell’Associazione nazionale carabinieri, ma come ricorda Grion, la gente è rispettosa delle regole e non ci sono mai stati problemi.


RIVOLUZIONE COPERNICANA - Niente più code, organizzazione minuziosa del servizio e degli spazi per evitare al massimo ogni assembramento, numeri controllati. Una sorta di rivoluzione copernicana per questo tipo di eventi, pur con le incognite legate al forte aumento dei costi. “A inizio giugno, quando ormai era chiaro che la situazione dei contagi era migliorata - come spiega Daniele Stefanutti, presidente della Pro Majano - abbiamo atteso ancora un paio di settimane per vedere come si evolveva la situazione e poi abbiamo iniziato a lavorare. Il lavoro più impegnativo è stato riprogettare gli spazi e l’evento nel suo complesso: abbiamo puntato molto sulla sicurezza, creando tre distinte aree tematiche con tavoli che rispettano le regole del distanziamento e piatti serviti direttamente al tavolo. Ogni area è vigilata da più addetti alla sicurezza. Non è stato facile rispettare tutte le normative, già complicate prima dell’emergenza Covid-19. Se prima su una tavola si sedevano fino a otto persone oggi sono la metà con la sola esclusione dei nuclei famigliari, mentre la pulizia dei piani di lavoro, dei banchi e dei bagni avviene in maniera continua”.

INGRESSI REGOLATI - “Abbiamo anche scelto - spiega Stefanutti - di regolare gli ingressi: se un’area è satura si attende o si sceglie un’area alternativa. In totale abbiamo 1.650 posti a sedere e dunque c’è molto posto. Nell’evento sono impegnate circa duecento persone. Per ovvie ragioni accede all’interno dell’area del Festival soltanto chi è provvisto di mascherina, ma nei primi tre giorni del Festival la gente si è comportata in maniera inappuntabile”.

Inevitabile la domanda su quanto costino tutte queste misure: “Abbiamo preventivato maggiori spese sulla sicurezza per diecimila euro, ma la cifra non sarà sufficiente e probabilmente raddoppierà, anche perché abbiamo integrato ai nostri volontari degli specialisti. Una mano speriamo la daranno i contributi, anche della Regione. I primi dati sull'afflusso sono molto positivi, anche se ovviamente i numeri non sono paragonabili a quelli delle edizioni precedenti. Siamo stati contattati da diverse Pro Loco che vogliono ripartire. Volevamo lanciare un segnale: ripartire è possibile. Sono lieto che non sia caduto nel vuoto”.

 

AD ARIIS HANNO SFIDATO LA PAURA E HANNO VINTO - Una sola giornata, tutta dedicata all’anguilla in umido e su prenotazione. Così Ad Ariis hanno deciso di sfidare le paure, partendo a scartamento ridotto: “Abbiamo fatto questa scelta - racconta il presidente della Pro Loco Cuore dello Stella di Ariis, Sandro Zoccolan - puntando su pochi piatti e numeri limitati. Abbiamo scelto di partire comunque, ma con cautela, perché non avevamo ben chiaro cosa sarebbe accaduto. Devo dire che è andata davvero bene. Le porzioni servite nel corso della giornata sono state equiparabili a quelle di una normale giornata di sagra degli anni scorsi. La prenotazione, le pietanze servite direttamente al tavolo e il comportamento sempre molto corretto delle persone ci hanno dato una mano enorme. Aaver utilizzato il sistema della prenotazione ci ha permesso poi di evitare il controllo degli accessi. Abbiamo avuto anche la fortuna di avere a disposizione grandi spazi, ma abbiamo comunque ridotto il numero degli addetti alle cucine per rispettare le norme senza eccessivi problemi. Quanto ai costi per la sicurezza, avendo realizzato un evento di un solo giorno non hanno inciso più del dovuto, anche se l’atmosfera non era quella delle sagre alle quali siamo abituati”.

Un messaggio da Ariis però arriva forte e chiaro: “La gente si è comportata con grande diligenza - afferma Zoccolan -, niente fretta o insoerenza di chi doveva aspettare. A chi sta valutando se organizzare o meno la sagra dico: non abbiate paura. Credo che le esperienze fatte in quest’occasione potrebbero essere recepite anche in futuro, come nel caso della prenotazione o dei piatti portati direttamente a tavola, perché hanno dimostrato di funzionare molto bene”. 

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