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Cambia l’uniforme di oltre 98mila poliziotti

Arrivano i nuovi distintivi di qualifica, disegnati dall’esperto di araldica Michele D’Andrea

Cambia l’uniforme di oltre 98mila poliziotti

Nell’anniversario dell’istituzione della Polizia di Stato, si è tenuta a Roma, al Palazzo della Consulta, alla presenza delle più alte cariche istituzionali la cerimonia ufficiale di presentazione dei nuovi distintivi di qualifica.

Un giorno molto atteso: dopo 38 anni, in modo tangibile, si riafferma l’identità della Polizia di Stato, quale amministrazione civile a ordinamento speciale, che ha sublimato i valori del motto “sub lege libertas”. Fu la legge 121 del 1981 a ridisegnarne lo status giuridico, segnandone il distacco dal mondo militare. Con tale riforma la Polizia di Stato si apre alle donne, prevede una maggiore specializzazione attraverso selezioni sempre più rigorose e corsi di formazione per professionalità differenziate, cambia i nomi dei gradi che vengono ristrutturati e arricchiti dal ruolo di ispettori, anello di congiunzione tra dirigenti e collaboratori.

Un’epocale conquista che andava suggellata attraverso un segno visibile che ricordasse a tutti, appartenenti e non, il significato profondo di una trasformazione lunga, laboriosa, e fortemente voluta. Ed è proprio recuperando quello spirito riformista che l’uniforme di oltre 98mila poliziotti da oggi cambierà aspetto, vestendo i nuovi distintivi di qualifica, disegnati dall’esperto di araldica professor Michele D’Andrea.

Ad accomunare passato e presente l’immagine, rivisitata stilisticamente, dell’aquila, emblema dell’Istituzione, che quest’anno compie 100 anni dalla sua prima apparizione sulle divise del Corpo della Regia Guardia di Pubblica Sicurezza risalente al 1919.

Ali spiegate, zampe libere e divaricate disposte ai lati della coda folta e stilizzata come il restante piumaggio, testa rivolta a sinistra ornata dalla corona murata di cinque torri, scudo sannito con il monogramma RI in petto. L’aquila continua ad esprime il legame identitario, il coraggio e la dedizione con cui quotidianamente ciascun poliziotto difende diritti e libertà.

Compaiono, invece, per la prima volta, a caratterizzare le diverse qualifiche: il plinto araldico, costituito da una barretta orizzontale di colore rosso che rappresenta la struttura portante di un edificio, per gli agenti ed assistenti; il rombo dorato, con il suo profilo fusiforme che ricorda la punta di una lancia simbolo del dinamismo operativo temperato dall’esperienza, per i sovrintendenti; la formella, alto esempio di architettura gotico-rinascimentale, richiamo alla bellezza ed all’eleganza proprie del patrimonio di civiltà e cultura del nostro Paese, per i funzionari.

I distintivi uguali per tutti i ruoli differenziano le funzioni tecnico-scientifiche, tecniche e le attività professionali attraverso il diverso colore delle mostreggiature.

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