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Caso mense, tre indagati su cinque tornano in libertà

Il Tribunale del Riesame ha annullato gran parte delle misure cautelari, compresa quella per il fondatore della società al centro dell'indagine

Caso mense, tre indagati su cinque tornano in libertà

Tre dei cinque indagati nell’inchiesta sui pasti serviti nelle mense scolastiche di Udine e di altri sei Comuni friulani sono stati rimessi in libertà. Il Tribunale del Riesame di Trieste ha accolto la richiesta di annullamento delle misure cautelari a cui erano stati sottoposti dal gip udinese Emanuele Lazzaro il fondatore e due dirigenti della Ep spa, la società con sede operativa a Napoli finita al centro dell’inchiesta condotta dai carabinieri del Nas di Udine e coordinata dal sostituto procuratore Elisa Calligaris.

Sono state confermate, invece, le misure preventive per altri due dirigenti. Tutti sono indagati per frode in pubbliche forniture.

Il Riesame ha rimesso in libertà il fondatore dell’azienda Pasquale Esposito, il direttore d’area Ketty Bandiera - entrambi erano agli arresti domiciliari - e il responsabile commerciale per il Nord Est Rocco Ruggiero, al quale era stato imposto l’obbligo di dimora. Nulla da fare, invece, per il capo divisione Food service Massimo Vaccariello e per il direttore d’area Agostino Cascone, che restano ai domiciliari. Per ora, il Tribunale ha comunicato ai difensori le ordinanze e si è riservato di depositare le motivazioni nei prossimi giorni.

“Attendiamo le motivazioni – afferma il legale di Agostino Cascone, l’avvocato Massimiliano Sartore di Torre Annunziata – per valutare un eventuale ricorso in Cassazione”.

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