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Cavarzerani 'zona rossa' fino al 15 agosto. E scoppia la rivolta

Il sindaco Fontanini ha prorogato l'ordinanza per la quarantena dei migranti, che hanno inscenato una violenta protesta

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È stata firmata dal Sindaco Pietro Fontanini l’ordinanza con la quale viene estesa fino al 15 agosto la quarantena già disposta dal 25 luglio per tutti gli ospiti dell'ex caserma Cavarzerani a causa di alcuni casi di positività al Coronavirus. Nessuno potrà entrare o uscire dalla struttura per prevenire una diffusione dell’epidemia. La decisione è stata presa nella mattinata in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza alla luce del fatto che, sabato, un nuovo migrante è risultato positivo al Covid-19.

“Questa decisione - ha commentato il Sindaco - si è resa necessaria perché la città di Udine, che ha saputo gestire al meglio la fase acuta dell’epidemia, non può diventare focolaio oggi, quando la situazione è quasi ovunque sotto controllo, a causa dell’assenza del Governo nei controlli al confine di stato e della riapertura della rotta balcanica”.

“Quanto è avvenuto lunedì mattina - ha aggiunto a proposito dei disordini scoppiati alla notizia della proroga dell’ordinanza - è di una gravità assoluta e dimostra ancora una volta che a questi giovanotti delle nostre regole non interessa nulla e che non hanno alcuna intenzione di integrarsi, ma solo farsi mantenere a spese della collettività. Ma soprattutto dimostra la totale assenza del Governo nella gestione dei flussi migratori. Una città come la nostra non può essere tenuta in ostaggio da questi scalmanati e non può certo permettersi un nuovo lockdown”.

“Fortunatamente ora la situazione è tornata sotto controllo e ho già provveduto, attraverso la Net, alla rimozione del materiale bruciato e alla pulizia dell’area. Ringrazio infine le Forze dell'ordine impegnate 24 ore su 24 nel presidio della struttura e in particolare il reparto mobile di Padova per il supporto che ci sta dando”, ha concluso Fontanini.

Sul caso della rivolta, scoppiata intorno alle 9.30 con lancio di sassi e poi vari roghi di materassi e suppellettili varie, sono arrivate durissime prese di posizione non solo dall'Amministrazione comunale, ma anche dalla Regione. Il governatore Massimiliano Fedriga, in una diretta Facebook, ha chiesto di allontanare i responsabili delle proteste, ribadendo che per chi non rispetta le regole non può esserci alcuna possibilità di richieste d'asilo.

Altrettanto netto il commento del vicepresidente Riccardo Riccardi, che ha posto l'attenzione sui problemi di natura sanitaria. “Lo ribadisco ancora una volta – ha detto Riccardi – qui siamo di fronte a un problema di sorveglianza sanitaria, che viene prima di qualsiasi ragionamento sull’accoglienza. C’è il tema delle quarantene obbligatorie: prima dei 14 giorni di isolamento nessuno, anche se risultato positivo al primo test, può andarsene in giro liberamente”.

“Lo voglio sottolineare ancora: il Fvg, durante l’emergenza Covid, è stato un esempio per l’intero Paese per come i cittadini, rispettando le regole, hanno affrontato il lockdown. Quindi non è ammissibile che qualcuno ci venga a spiegare come fare la sorveglianza. Le regole sanitarie vanno rispettate da tutti, così come la quarantena”, ha aggiunto Riccardi, ricordando come i migranti rintracciati negli ultimi giorni arrivino dalla rotta balcanica, quindi dopo aver attraversato Paesi che l’Italia ha inserito nella lista nera, ovvero vietando l'ingresso e il transito sul territorio nazionale.

“Dovremo lavorare con urgenza per trovare altre soluzioni”, ha poi spiegato il vicepresidente. “Queste grandi strutture vanno alleggerite. E’ un compito delle Prefetture e quindi serve una risposta immediata del Governo all’emergenza”.

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