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Coronavirus, contagi in aumento. In Slovenia scattano le zone rosse

Anche nei Paesi dell'ex Jugoslavia si registra un'impennata di positivi al Covid. Lubiana ha emesso nuove restrizioni

Coronavirus, contagi in aumento. In Slovenia scattano le zone rosse

Salgono i positivi al Coronavirus nell'area balcanica, dalla Slovenia alla Serbia, passando per Croazia e Bosnia. Il trend di positivi al Covid 19 è in netta e preoccupante crescita e i governi dei Paesi dell'ex Jugoslavia sono pronti a inasprire le misure per contenere i contagi, dall'obbligo della mascherina alla sospensione di eventi per evitare pericolosi assembramenti. La Slovenia è già corsa ai ripari con un'ordinanza che suddivide il Paese in zone rosse e arancioniIeri in Slovenia sono stati registrati 745 positivi, in Croazia 748, in Bosnia 174 e Serbia 245, ma i numeri crescono di giorno in giorno e c'è allarme anche a Belgrado. Slovenia e Croazia, poi, registrano un aumento esponenziale dei pazienti che necessitano di ricovero in ospedale, mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale. Una situazione potenzialmente esplosiva e tutta in divenire.

Il governo sloveno in tarda mattinata ha adottato nuove misure per frenare la diffusione del Covid, istituendo nel paese zone rosse, dove da mezzanotte entrerà in vigore il divieto generale di raduni con più di 10 persone. Vietate cerimonie religiose, matrimoni e gli eventi programmati nelle regioni rosse. Inoltre è vietato spostarsi dalla regione rossa in cui ci si trova, sebbene siano ancora consentiti gli spostamenti tra zone arancioni, anche se sconsigliati. Sono previsti controlli capillari della polizia tra le regioni, poi entrano in gioco le multe, previste dalla legge sulle malattie infettive e che vanno dai 200 alle diverse migliaia di euro.
"I numeri sono altissimi, siamo su una curva esponenziale difficile da fermare. Indossare maschere è efficace, su questo non ci sono dubbi", ha detto il sottosegretario di Stato al ministero della Salute Tina Bregant -”.

Al momento non sono in vigore nuove restrizioni che limitino gli spostamenti tra Italia, Slovenia e Croazia, ma in caso di spostamento ecco un piccolo 'ripasso' delle norme attualmente in vigore e i link per rimanere costantemente aggiornati. Prima di partire è utile consultare sempre il sito http://www.viaggiaresicuri.it/.

In Slovenia, dal 12 ottobre, sono state aggiornate le liste dei Paesi considerati epidemiologicamente a rischio o sicuri (lista verde, arancione e rossa). Il livello di controllo e le limitazioni all’accesso dipendono dalla lista in cui il Paese di provenienza si trova. Dettagli a questo link: https://www.gov.si/it/argomenti/sars-cov-2/attraversamento-dei-confini/.
L’Italia, con la maggior parte dei Paesi UE, resta in lista arancione. Per i residenti in Italia ed in altri Paesi UE – Schengen inseriti in lista arancione le condizioni di accesso al territorio sloveno non cambiano. Pertanto non sussiste alcun obbligo di quarantena né di esibizione di un test negativo al Covid-19 all’ingresso in Slovenia.
Le Autorità slovene hanno disposto, salvo alcune eccezioni, l’obbligo di isolamento fiduciario di 10 giorni per chi proviene dai Paesi inclusi nella lista “rossa.
Tra le eccezioni è previsto anche il transito entro 12 ore, a condizione di poter accedere senza problemi al successivo Paese di transito o destinazione. Dettagli sono reperibili sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Lubiana.

Le persone che entrano dall'Italia possono entrare in Slovenia senza restrizioni e quarantena.

Nella zona di confine con l’Italia sono stati stabiliti i punti di controllo nei collegamenti stradali di Vrtojba, Fernetti, Scoffie, Krvavi Potok, ma i cittadini della Slovenia e dell’Italia possono attraversare il confine di Stato anche al di fuori dei punti di controllo.


In Croazia, a partire dall’1 luglio, tutti i cittadini dei Paesi UE e SEE e le persone ivi residenti a lungo termine possono liberamente fare ingresso senza restrizioni. E'raccomandato di comunicare l’intenzione di recarsi nel Paese prima della partenza, compilando un modulo pubblicato sul sito https://entercroatia.mup.hr/, al fine di velocizzare l’attraversamento del confine nonché di agevolare il monitoraggio di un’eventuale diffusione dei contagi.
All’ingresso nel Paese, vige l’obbligo di autoisolamento per 14 giorni per i cittadini provenienti da Paesi extra UE/Schengen; tale misura può esser ridotta a 7 giorni in caso di effettuazione in loco, a proprie spese, di un test nasale e faringeo che risulti negativo al Covid-19. La misura di autoisolamento per cittadini provenienti da quelle aree non verrà applicata se la finalità del viaggio è turistica o coinvolge altro interesse economico, a patto che si esibisca un test nasale e faringeo, negativo al Covid-19, effettuato nelle precedenti 48 ore. I transiti attraverso il territorio della Croazia sono comunque consentiti.
Inoltre, possono entrare in Croazia i cittadini di Paesi terzi appartenenti alle seguenti categorie: a) personale medico; b) persone che necessitano di urgenti cure mediche; c) lavoratori transfrontalieri; d) conducenti di veicoli per il trasporto internazionale di merci; e) personale diplomatico; f) viaggiatori in transito; g) persone che viaggiano per turismo, commercio o affari (effettuando in anticipo una prenotazione a pagamento presso una struttura ricettiva); h) persone che viaggiano per motivi di studio o altre necessità di carattere privato. E’ possibile verificare sul sito https://mup.gov.hr/uzg-covid/286210 se le proprie motivazioni rientrano tra quelle consentite per l’ingresso.
Ulteriori informazioni possono essere reperite sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Zagabria:
https://ambzagabria.esteri.it/ambasciata_zagabria/it/ambasciata/news/dall_ambasciata/emergenza-covid-19-nuove-misure_0.html

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