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Devastante esplosione a Beirut, la testimonianza di una friulana

Veronica Pecorella, che gestisce un locale in città, racconta come lei e la sua famiglia si siano salvati per miracolo

Devastante esplosione a Beirut, la testimonianza di una friulana

Per controllare la cottura del frico, dalla terrazza del suo locale è tornata in cucina. Se non l'avesse fatto, probabilmente sarebbe morta. Il racconto di Veronica Pecorella, ristoratrice friulana che da dieci anni gestisce un locale a Beirut, a poca distanza dall'area devastata dalle violente esplosioni che hanno provocato almeno 135 vittime e circa cinque mila feriti, distruggendo un numero non ancora calcolabile di edifici. 

"Quando è esploso tutto, avevo qui a mangiare le forze Unifil e stavo servendo a tavola. Un momento prima della tragedia, avevo pensato di uscire a prendere una boccata d’aria, poi mi è venuto in mente che dovevo fare una cosa in cucina e in quel momento c’è stata la deflagrazione. I miei figli erano a casa con mio marito e hanno udito chiaramente la prima esplosione, minore, tipo un terremoto, e poi il fortissimo botto".

"La situazione nella zona vecchia della città è davvero sconvolgente: è crollato tutto. E’ come se il cuore di Beirut fosse imploso", racconta ancora la ristoratrice friulana.

"Le sensazioni che si respirano sono difficili da descrivere: prima c’è stata la rivoluzione, poi l’emergenza Coronavirus, quindi di nuovo scontri legati alla rivoluzioni. Ma questa tragedia non se l’aspettava nessuno".

"Noi viviamo qui da 10 anni e il locale è già stato danneggiato due volte dagli scontri. Ma in questo momento pensiamo di rifarlo di nuovo, magari all’aperto".

"Noi siamo stati fortunati: i miei figli erano in cucina nel momento dell'esplosione. Se fossero stati in camera, probabilmente non sarebbero ancora vivi. Quindi devo solo ringraziare che nessuno di noi si è fatto male", conclude Veronica Pecorella.

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