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False vaccinazioni, l'AsuFc chiede 662mila euro di danni

L'azienda sanitaria ha calcolato il costo delle mancate immunizzazioni di cui è accusata l'infermiera Emanuela Petrillo

False vaccinazioni, l\u0027AsuFc chiede 662mila euro di danni

Oltre 662mila euro. A tanto ammontano i danni patrimoniali calcolati dall’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale per l’emergenza nata dopo lo scoppio del caso Emanuela Petrillo, l’infermiera accusata di aver finto di vaccinare centinaia di bambini tra Treviso, Udine e Codroipo. Il tema è emerso davanti al Tribunale collegiale di Udine, presieduto da Paolo Milocco, quando è stata chiamata a testimoniare Donatella Fiappo, responsabile dell’Azienda sanitaria nata nel 2020 dalla fusione dell’ex Azienda per l’assistenza sanitaria 3 Alto Friuli, che comprendeva Codroipo all’epoca dei fatti, e dall’Azienda sanitaria universitaria di Udine.

La testimone ha spiegato le modalità con cui sono stati calcolati i costi per il personale sostenuti dall’ex Azienda 3 per l’emergenza. Stando alle cifre elaborate, per medici, assistenti sanitari e amministrativi sono stati spesi 172mila euro, 120mila dei quali per la somministrazione dei vaccini e 13mila per il numero verde.

Nel complesso, per l’ex Azienda dell’Alto Friuli è stato calcolato un danno di disservizio di 565mila euro, ai quali vanno aggiunti i 97mila euro dell’ex Asu di Udine, per un totale di 662mila euro. Cifra, questa, che la Sanità friulana ha chiesto come risarcimento per il danno patrimoniale a Petrillo davanti al giudice penale.

Durante l’udienza in Tribunale, sono stati sentiti anche l’ordinario di Statistica dell’Università di Udine Luigi Pace e Mariarita Forgiarini, che nella task force costituita per affrontare l’emergenza si occupò del coordinamento di infermieri e assistenti sanitari. Forgiarini ha raccontato le difficoltà incontrate soprattutto nel primo mese di lavoro, quando il personale dovette riallacciare il rapporto con le famiglie, talmente sfiduciate da arrivare a filmare le vaccinazioni e registrare le parole degli operatori. Il clima pesante determinò lo spostamento di tre assistenti che non sopportavano l’impatto emotivo delle proteste dei genitori. Nella prossima udienza, fissata per metà settembre, comincerà l’audizione dei testi della difesa.

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