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Fanno entrare in Italia otto minori, fermati tre passeur

Ai giovanissimi migranti, tutti del Bangladesh, avevano chiesto almeno 1.600 euro per il viaggio

Nella serata di mercoledì 3 marzo, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Trieste, coordinati dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno arrestato un macedone classe 1978 e sottoposto a fermo d'indiziato di delitto un cittadino kosovaro classe 1980 e un cittadino macedone classe 1978, poiché ritenuti responsabili, in concorso tra loro e con altri soggetti in corso d'identificazione, dei reati di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina di otto minori bengalesi.

La vicenda si origina nell'operazione di contrasto all’immigrazione clandestina nell’ambito del fascicolo processuale il cui titolare è il sostituto procuratore Federico Frezza; durante le attività investigative la Squadra Mobile giuliana, il 2 marzo, aveva individuato una Volkswagen Passat con targa italiana e un Fiat Ducato con targa slovena, che avrebbero potuto essere impiegati per un imminente trasporto di migranti.

I mezzi sono stati, quindi, monitorati ininterrottamente dagli investigatori quando, nel centro città, è stato osservato uno scambio sospetto di veicoli tra gli utilizzatori della Passat e quelli di una Ford Focus. Entrambe le vetture, poi, hanno raggiunto un piazzale nei pressi di Opicina dove era stato parcheggiato il furgone.

La successiva attività di osservazione ha permesso di rilevare come nel pomeriggio del 3 marzo il Ducato lasciava il territorio nazionale per recarsi nella vicina Repubblica di Slovenia seguito dalla Passat. Dopo circa cinque ore, la berlina rientrava in Italia attraverso il valico di Monrupino, seguita a pochi minuti di distanza dal Ducato.

Ritenendo, dunque, che il furgone – anticipato dalla “staffetta” della Passat con il compito di segnalare per tempo la presenza di forze dell'ordine lungo il tragitto – potesse trasportare dei clandestini, gli agenti lo hanno fermato per un controllo. A bordo dell'auto civetta i poliziotti hanno fermato senza alcun inconveniente la Passat nei pressi di Prosecco, all’intero della quale veniva identificato l'uomo macedone poi arrestato.

L’autista del furgone, invece, si è dato alla fuga, imboccando a fortissima velocità la strada provinciale in direzione della località di Col; l’inseguimento è proseguito fino a che il passeur, sempre a velocità sostenuta, imboccava una strada privata d’accesso a una villetta in località Monrupino dove è stato costretto a fermare definitivamente la propria corsa, andando a sbattere contro un albero di palma nel giardino.

Il conducente, abbandonato il veicolo, è scappato a piedi nella vicina area boschiva facendo perdere le proprie tracce.

All’interno del furgone erano presenti otto ragazzi del Bangladesh, tutti minorenni, che avevano pagato per il viaggio illegale cifre comprese tra i 1.600 e i 1.800 euro. I giovani migranti sono stati poi condotti al Burlo per essere sottoposti agli accertamenti del caso e dimessi con alcuni giorni di prognosi per le contusioni riportate nella fuga del furgone e nell'impatto contro l'albero. Sei sono quindi stati affidati a una struttura di accoglienza per minori, mentre due sono rimasti in osservazione a causa dei traumi violenti e delle fratture riportate.

Poco più tardi, gli agenti hanno rintracciato la Ford Focus a bordo della quale venivano identificati gli altri due uomini che, nel pomeriggio precedente, avevano fornito la Passat utilizzata per fare da staffetta al carico di migranti.

Sulla scorta degli elementi acquisiti, il macedone è stato arrestato per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso mentre gli altri due uomini sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto. Il kosovaro è stato anche arrestato in flagranza per il possesso di un documento identificativo falso avendo la disponibilità di una carta d’identità croata contraffatta.

Gli arrestati sono stati condotti presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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