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Fondamenta friulane per il nuovo ponte Morandi a Genova

Icop di Basiliano partecipa alla ricostruzione del viadotto crollato lo scorso agosto

Fondamenta friulane per il nuovo ponte Morandi a Genova

Il nuovo ponte Morandi poggerà su fondamenta friulane. I.CO.P. Spa, infatti, partecipa alla ricostruzione del nuovo viadotto di Genova. L’azienda di Basiliano s’inserisce nella cordata pubblico-privata formata da Salini Impregilo, Fincantieri e Italferr (in qualità di realizzatore del progetto) che ha ottenuto l’affidamento del cantiere.

Il nuovo ponte sul Polcevera è un’opera strategica per il capoluogo ligure, essenziale per la gestione del traffico veicolare proveniente dalla rete autostradale e di passaggio tra le due sponde del fiume. Interamente realizzato in acciaio, con impalcato collaborante in calcestruzzo armato, poggia su pile fondate su pali trivellati di profondità fino a 50 metri e diametro 1500 mm. Il ponte è composto da 18 pile e 2 spalle e si sviluppa nella direttrice est-ovest. Il lavori relativi alle opere di fondazione sono stati suddivisi in due lotti, uno relativo alle opere di Ponente e uno per quelle a Levante.

“La I.CO.P. Spa – spiega Piero Petrucco, vice presidente e consigliere delegato della società - ha vinto l’appalto per il lotto di Levante, per un importo complessivo di circa 3,4 milioni per un totale di 5.120 metri lineari di pali trivellati. I lavori inizieranno il 16 aprile e le opere fondazionali dovranno essere completate entro la metà di settembre. Nell’esecuzione delle opere saranno coinvolte circa 50 persone tra tecnici, maestranze specializzate e qualificate, impegnate 6 giorni su 7 e 24 ore su 24 per poter garantire il rispetto dei tempi richiesti e permettere l’apertura al traffico dell’opera il prossimo 20 aprile 2020”.

I pali trivellati del diametro 1500 mm, parzialmente rivestiti (rivestimento temporaneo di lunghezza 7 metri, diametro esterno 1640 mm, spessore 10 mm) e scavati in bentonite, hanno profondità variabili fino a 50 metri. Il numero dei pali è variabile, a seconda della pila: da 8 per quelle di estremità (pila 1 e 18) a 16 per quelle centrale (pila 9 e 10) sulle quali poggiano le campate da 100 metri.
“Partecipiamo con particolare piacere - commenta Piero Petrucco - alla realizzazione di un’opera rilevante nel panorama nazionale, anche per il valore simbolico che riveste. Questo progetto, infatti, assume un significato speciale e il fatto che ci sia anche un’impresa friulana all’opera è per noi motivo di innegabile orgoglio”.

Fondata nel 1920 e trasformatasi in società per azioni nel 1987, nel 1991 I.CO.P. ha introdotto in Italia le tecnologie del microtunnel e da allora ha proseguito nello sviluppo di tecniche innovative nel campo delle fondazioni e di altri sistemi costruttivi innovativi, tanto da diventare uno dei principali operatori nel settore delle fondazioni speciali ad alto contenuto tecnologico a livello europeo.
Oggi l’azienda conta oltre 350 addetti, impegnati in varie commesse in Italia (in FVG si segnala il cantiere della Piattaforma logistica di Trieste) e all’estero (sotto i riflettori, tra gli altri, il progetto della metropolitana parigina Grand Paris Express Ligne 15 e 16 e l’estensione della metropolitana di Copenaghen), che realizzano una produzione media annua superiore a 100 milioni di euro.
Nonostante il settore edile nel suo complesso continui a segnare una sostanziale stagnazione nei volumi e nel personale impiegato, il Gruppo I.C.O.P. è in assoluta controtendenza, aumentando costantemente organico e commesse (il portafoglio è più che raddoppiato nell’arco dell’ultimo quinquennio).

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