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Gorizia in lutto per l'uccisione di Vittorio Iacovacci

Dopo Nassiriya, nuovamente colpito il 13° Reggimento. Il sindaco Ziberna: “Il pianto e l’orgoglio della città per chi si è sacrificato in nome della pace”

Gorizia in lutto per l\u0027uccisione di Vittorio Iacovacci

Gorizia si ritrova a vivere lo stesso dolore di 17 anni fa, quando, a Nassiriya, vennero assassinati tre carabinieri del 13° Reggimento, lo stesso a cui apparteneva Vittorio Iacovacci, ucciso in Congo insieme all’ambasciatore italiano, Luca Attanasio, e all’autista del convoglio.

Il sindaco Rodolfo Ziberna, annunciando il lutto cittadino per il giorno dei funerali, esprime il cordoglio della comunità e la vicinanza alla famiglia e alle donne e gli uomini dell’Arma dei Carabinieri, rappresentati anche da una sua lettera inviata al Comandante regionale e al Comandante generale dell’Arma.

Si è sentito, già in mattinata, con il comandante del 13° Reggimento, il colonnello Saverio Celie, annunciando una sua visita in caserma per esprimere di persona il dolore della città.

Vorrei che il sacrificio di chi, ogni giorno, rischia la propria vita per cercare di difendere la pace in Paesi feriti dalla guerra non fosse vano, ma servisse per far crescere questo grande valore nelle giovani generazioni", sottolienea Ziberna.

"Accanto al dolore, dobbiamo esprimere con forza il nostro orgoglio per questi servitori dello Stato che non temono di mettere a repentaglio le loro vite per salvare quelle di tante altre persone. Parteciperò personalmente ai funerali, se le misure anti-Covid lo consentiranno e, in ogni caso, la Città sarà presente con una corona di fiori. Gorizia conosce il significato profondo delle devastazioni di una guerra, devastazioni anche psicologiche ed emotive di cui ancora oggi porta le cicatrici, ma conosce anche la forza della speranza e della volontà di reagire che l’hanno spinta a partecipare alla costruzione di un nuovo futuro di pace. Uno sforzo premiato con la nomina a Capitale europea della cultura 2025 che oggi mi sento di dedicare a questi nostri ambasciatori di pace morti mentre cercavano di costruire un mondo migliore”.

Anche il Presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, esprime il cordoglio di tutti gli imprenditori isontini alla famiglia, all'Arma dei Carabinieri e al Tredicesimo Reggimento Carabinieri Friuli Venezia Giulia di Gorizia per la morte di Vittorio Iacovacci. “Confindustria guarda da sempre con rispetto all’Istituzione dell’Arma e ne riconosce il fondamentale ruolo nella salvaguardia di valori irrinunciabili come quelli della sicurezza, della legalità, della tutela dell’ambiente e della sostenibilità, come è testimoniato anche dal più recente protocollo nazionale tra le parti firmato a novembre 2020", ha affermato il Presidente Agrusti. "I Carabinieri sono uno dei simboli del nostro Paese e incarnano il più profondo “spirito di servizio” di chi per tutelare l’Italia e i suoi valori è disposto a rischiare anche la propria vita. Iacovacci era un servitore dello Stato, in questo periodo operativo all’estero, che a Gorizia, presso il XIII Reggimento, aveva perfezionato il suo addestramento e prestato servizio prima del suo distaccamento temporaneo in Congo”.

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