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Gradisca, nuovo corteo contro il Cpr

Principio d'incendio, subito domato, durante la manifestazione, che ha richiamato 200 persone

Gradisca, nuovo corteo contro il Cpr

Una colonna di fumo si alza dal Cpr di Gradisca d’Isonzo. Benché spento quasi subito, il principio d’incendio è stato uno dei momenti di più alta tensione durante il corteo organizzato, in poco meno di un giorno, dall’assemblea No Cpr-No Frontiere e che ha visto la partecipazione di circa duecento persone.

Il tutto è scaturito dalla notizia della morte di un ospite dell’ex caserma Polonio, un georgiano. “Assassini”, questo lo slogan del corteo, che ha accusato le forze dell’ordine di violenza all’interno della struttura.

Come accaduto una settimana fa, ci sono stati nuovamente contatti con alcuni ospiti all’interno della struttura.

Il Prefetto di Gorizia, Massimo Marchesiello, ha sottolineato che le forze dell'ordine erano preparate a un eventuale tentativo di incendio. Escluso categoricamente, invece, che il decesso del georgiano sia potuto avvenire come conseguenza delle violenze di agenti e militari schierati a presidio del Cpr. La Procura di Gorizia, nel frattempo, ha aperto un fascicolo contro ignoti per fare chiarezza sulla morte del migrante.

“Siamo in costante contatto con la Prefettura – precisa il sindaco di Gradisca, Linda Tomasinsig – e domani il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, visiterà la struttura assieme a me e al Prefetto. La situazione è piuttosto agitata”, sottolinea Tomasinsig, che aggiunge: “La Prefettura sta lavorando per mantenere l’ordine all’interno del centro”.

“È stato attivato il magistrato e procederanno con gli accertamenti. Io mi auguro che, così come è stato richiesto da più voci, venga fatta massima chiarezza su quanto è successo, perché le circostanze della morte di una persona nelle mani dello Stato devono essere sicuramente accertate”, conclude.

La manifestazione, dopo i primi contatti con i migranti all'interno del centro, ha avuto un momento di stallo; dal microfono è stato annunciato che era stato interrotto il contatto telefonico con i reclusi. Dal corteo, poi, attacchi sono stati rivolti anche nei confronti dei giornalisti che “hanno diffuso solamente la velina della Prefettura" e che non hanno riportato quanto scritto sul blog dell’assemblea.

Il corteo si è poi sciolto attorno alle 17; poco dopo è stata riaperta via Udine al traffico veicolare, interrotto durante lo svolgimento della manifestazione.

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