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I roghi che hanno devastato il Carso finiscono in Procura

Aperto un fascicolo contro ignoti per incendio doloso per chiarire come si siano innescati i focolai tra Devetachi e San Michele

I roghi che hanno devastato il Carso finiscono in Procura

Gli incendi che hanno devastato migliaia di ettari di vegetazione sul Carso, tra Italia e Slovenia, ora finiscono in Procura. Mentre si continua a lavorare per le bonifiche e la messa in sicurezza, la Procura della Repubblica di Gorizia ha aperto un fascicolo contro ignoti per incendio doloso.

Si tratta di un atto dovuto che consentirà di cercare di fare luce sulla seconda parte dei roghi che hanno divorato i boschi, in particolare tra i comuni di Doberdò del Lago e Savogna d’Isonzo, costringendo centinaia di persone – residenti nelle frazioni più prossime alla linea del fuoco – a lasciare le loro case, in alcuni casi anche per due giorni.

In merito al primo devastante incendio – che aveva costretto alla chiusura dell’autostrada e del tratto ferroviario, lasciando di fatto isolata Trieste - anche grazie alle immagini di un satellite, è stato accertato che l'innesco è stato accidentale, dopo il passaggio di alcuni treni lungo la ferrovia. Probabilmente qualche scintilla - scaturita dall'azione dei freni dei convogli - aveva attecchito sulla vegetazione, particolarmente provata dal periodo di siccità.

La Polizia scientifica ha anche analizzato alcune delle bottiglie rinvenute non lontano dal secondo rogo: i rilievi, però, hanno dato esito negativo. C'è attesa, infine, per la riapertura della strada del Vallone, unica grande arteria ancora interdetta alla circolazione per permettere di completare la bonifica degli alberi a rischio caduta.

Lungo la statale 55 dell’Isonzo si continua a lavorare, per ripristinare i punti dove gli incendi hanno creato i maggiori danni ad asfalto, alberi e segnaletica stradale. Per questo il Prefetto di Gorizia, Raffaele Ricciardi, nell'ultimo vertice di coordinamento ha preferito mantenere un po’ di prudenza e posticipare la riapertura al transito.

Prima di dare l’ok, dovranno essere abbattuti tutti gli alberi pericolanti presenti su suolo pubblico e all’interno di proprietà private, e dovrà essere ripristinata la segnaletica verticale da parte di Anas.

Proseguono nel frattempo le operazioni di bonifica a terra, coordinate dal presidio avanzato dei Vigili del fuoco a San Michele del Carso. La situazione, al momento, è tenuta sotto controllo: i roghi sono domati, anche grazie alla pioggia caduta nelle ultime ore, ma focolai improvvisi potrebbero riaccendersi da un momento all’altro. L'attenzione, insomma, resta alta.

1 Commenti
Mag64

Spero che li prendano..

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