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Il Friuli piange la morte di Gianfranco D'Aronco

Si è spento all'età di 99 anni uno dei grandi intellettuali della cultura friulana

Il Friuli piange la morte di Gianfranco D\u0027Aronco

Si è spento, all’età di 99 anni, il professor Gianfranco D'Aronco, uno dei padri nobili dell'autonomismo friulano. Nato a Udine nel 1920 da genitori gemonesi, era considerato uno dei maggiori critici e conoscitori della letteratura friulana. Unico rappresentante per l'Italia, aveva fatto parte del gruppo di studi etnografici istituiti dal Comitato per la cooperazione culturale del Consiglio d'Europa.

Socio fondatore della Societé internationale d'ethnologie di Parigi e membro dell'International society for folk-narrative research di Göttingen, D’Aronco aveva ricevuto, tra gli altri riconoscimenti, nel 1964 e nel 1973 il premio della Presidenza del Consiglio.

Fin dalla gioventù si era votato alla causa dell'autonomismo, fondando, nel 1947, assieme ad altri intellettuali friulani come Pier Paolo Pasolini e Chino Ermacora, il Movimento popolare friulano per l'autonomia regionale.

Nel 2017, aveva ricevuto la laurea ad honorem in italianistica dell'Università di Udine. Un tributo "per il rilevante contributo da lui arrecato alla vita culturale, politica e istituzionale del Friuli, per oltre un settantennio – riporta la motivazione - di seguito al Secondo Conflitto Mondiale e per gli spiccati meriti accademici e scientifici espressi nell’instancabile opera di docenza e ricerca universitaria, nonché di comunicazione culturale; inoltre, per il ruolo primario nella proposta e realizzazione di un ateneo friulano, con sede a Udine".

Nella sua lectio magistralis, D’Aronco aveva ricordato con gratitudine i suoi maestri: Luigi Sorrento, Alberto Chiari, Aristide Calderini, Lorenzo Bianchi a Milano, Diego Valeri, Carlo Tagliavini, Vittore Branca, Gianfranco Folena a Padova e Aurelio Roncaglia a Trieste. Orgoglioso dell’ateneo friulano, aveva sottolineato che "il particolare interesse che la nostra Università mostra verso la cultura dell’Est pare quasi sia nato dalla volontà di fare propria l’antica missione per la quale era sorto il glorioso Studium, con sede a Cividale, che il patriarca Bertrando aveva voluto e che Carlo IV di Lussemburgo riconobbe con un documento che reca la data 1353 e che si può leggere ancora".

D'Aronco aveva collaborato anche con la nostra testata, pubblicando a puntate, su Il Friuli, i suoi scritti dedicati alle vie di Udine.

Il cordoglio

“Oggi se n’è andato un gigante del nostro Friuli. Rimane, però, la sua eredità fatta di grandi battaglie, come l’idea di istituire una Regione friulana sulla base della nostra unicità storica, culturale e linguistica, e di una produzione intellettuale che ancora oggi serve da vera e propria bussola per chiunque, in qualunque regione d’Europa, sia impegnato nella difficile sfida dell’autonomismo”, ha detto il Sindaco di Udine Pietro Fontanini. “Riuscire a fare tesoro dei suoi insegnamenti credo sia il modo migliore per ringraziarlo, di certo il modo che lui avrebbe apprezzato di più. Ed è con profonda tristezza, ma allo stesso tempo con la certezza che come friulani, grazie al suo lavoro e al suo amore per la nostra terra, siamo più forti, che voglio esprimere al figlio Antonio le più sincere condoglianze da parte mia e di tutti i friulani”, conclude Fontanini.

Anche l’Università di Udine ricorda con estrema gratitudine il professor Gianfranco D’Aronco, "uomo – sottolinea il rettore Roberto Pinton – che ha dato un rilevante contributo alla vita culturale, politica e istituzionale del Friuli; è stato fervido sostenitore della cultura, della lingua e dell’identità friulana, quali strumenti di apertura, crescita, confronto e mai di chiusura campanilistica. È indimenticabile il suo ruolo primario nella proposta e realizzazione di un ateneo friulano, con sede a Udine".

"Della laurea ad honorem – dice Pinton –  ricordo la sua lectio in cui esprimeva, citando con riconoscenza i suoi maestri e gli altri padri fondatori dell’Università, tutta la sua soddisfazione per aver visto nascere e crescere negli anni la nostra Università, e con grande onestà intellettuale ricordava chi aveva dedicato anima e corpo a una tenace e disinteressata azione volta a rivendicare i diritti di una terra".

"Con particolare emozione – conclude Pinton – ricordo la sua affermazione sulla necessità di rimanere scolari in quanto c’è sempre qualcosa da imparare. Un grande insegnamento per tutti. Ci lascia un’eredità culturale e umana che non deve andare dispersa".

"Gianfranco D’Aronco è stato un autonomista di grande caratura intellettuale e gli va riconosciuto di aver profuso tanta parte delle sue energie al servizio della causa in cui credeva, fino a diventare uno dei padri della nostra Regione e della sua specialità". Lo afferma il segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli, esprimendo il cordoglio del partito per la scomparsa dell'intellettuale, impegnato in politica e uno dei padri dell'autonomismo friulano. "Per molti come me che si sono avvicinati alla politica - ricorda Shaurli - è stato un punto di riferimento e di confronto, un pungolo spesso critico, sempre capace di mettere al centro non se stesso o la ricerca di consenso ma - sottolinea - una visione del suo Friuli e del suo ruolo nel mondo".

"Si è spenta una voce autorevole, indipendente, a volte scomoda, mai banale. D'Aronco ha attraversato tutta la seconda metà del secolo scorso interrogando, sollecitando, stimolando per primi i friulani a un protagonismo prima che a un antagonismo. Insieme a uomini di grande cultura da pre Checo Placereani a Tessitori a Pier Paolo Pasolini e tanti altri, siamo debitori a D'Aronco di una storia che si incarna nel territorio e traguarda il futuro", così la deputata Dem Debora Serracchiani.

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