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Insulti razzisti al medico nel pronto soccorso di Lignano

Il dottor Andi Nganso ha deciso di sporgere denuncia nei confronti del paziente, che ha rifiutato le cure

Insulti razzisti al medico nel pronto soccorso di Lignano

Arriva da Lignano Sabbiadoro un'incredibile vicenda di insulti razzisti ai danni del dottor Andi Nganso, in servizio al punto di primo intervento della cittadina balneare.

A raccontare l'accaduto, in un post sul suo profilo Facebook, al quale è allegato anche un inequivocabile audio, è lo stesso medico, che riferisce come, nella notte del 17 agosto, abbia subìto "la violenza verbale razzista più feroce della mia vita e ho deciso, di concerto con il mio legale, di sporgere denuncia".

Il medico 35enne di origine camerunense ha presentato querela scritta al Comando dei Carabinieri di Lignano. Una decisione, spiega ancora il dottor Nganso, "che non è legata al desiderio di una giustizia unicamente personale, ma è l’esigenza di manifestare un atto di resistenza a un odio e a un razzismo che non solo esistono in questo Paese, ma che si fanno forti quando la prossimità di un appuntamento elettorale suggerisce che certe posizioni saranno tutelate".

"Intorno alle 4 di notte - racconta il dottor Nganso - arriva un’ambulanza con un paziente sessantenne che riportava presunte lesioni multiple, in seguito a una lite avvenuta poco prima in centro città. Dopo aver ricevuto le consegne dall’infermiera che lo aveva soccorso e che già lamentava aggressioni verbali misogine nei suoi confronti, ho provato a entrare in comunicazione con il paziente. Da lì è iniziata una brutale e violenta valanga di insulti e minacce razziste di ogni tipo. Considerando la gravità di questa violenza ho ritenuto opportuno chiamare le forze dell’ordine che sono intervenute in tempi brevi".

Andi Nganso ripercorre poi le tappe della sua formazione: arrivato in Italia 19enne per studiare nel nostro Paese, si è laureato in medicina e chirurgia e, per molti anni, ha lavorato nella Croce Rossa, proseguendo poi il suo percorso professionale - vocato a salvare vite - nella medicina d’urgenza.

Nganso invoca, quindi, una netta presa di posizione della politica perché "il razzismo è nell’aria. Lo respiriamo quotidianamente in ogni luogo della nostra società. Le aggressioni (verbali e fisiche) nei confronti di soggetti neri in questo Paese stanno aumentando e, per tutti noi ormai, il timore di essere il prossimo Alika (l'uomo brutalmente soffocato in piena luce a Civitanova Marche, ndr) è sempre piu reale".

In un post sui suoi canali social, il vicepresidente Riccardo Riccardi condanna l'accaduto: "E' un gesto che va totalmente condannato. Al più presto voglio stringere la mano al medico, che spero di incontrare già nelle prossime ore".

"Non c’è paura o sofferenza del paziente che possa giustificare né spiegare questo attacco, ma solo profonda ignoranza e inciviltà che trova espressione in esecrabili insulti razzisti", commenta Lorenzo Iogna Prat, presidente Simeu, Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza del Fvg. "E' davvero incredibile che un cittadino ritenga di poter abusare impunemente dei servizi di pronto soccorso, proprio nel momento in cui il sistema dell’Emergenza-Urgenza è vicino al collasso e rischia di trascinare con sé tutto il sistema sanitario pubblico".

"Ci auguriamo che venga fatta giustizia, ricordando la legge 113/2020 sulla sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni, entrata in vigore due anni fa ma i cui effetti concreti - oggettivamente - ancora non si vedono. Ringraziamo il dottor Nganso e tutti gli operatori che con il loro lavoro stanno permettendo al nostro sistema regionale di Emergenza-Urgenza di continuare a dare risposte di salute alle nostre comunità anche in questi difficilissimi mesi estivi, con la speranza che episodi come questo non si verifichino mai più", conclude Lorenzo Iogna Prat, esprimento la solidarietà e il sostegno al collega di tutto il Simeu Fvg.

Anche l’Ordine dei medici di Udine esprime la massima solidarietà al collega di Lignano che si è sentito insultare pesantemente da un utente, senza alcuna motivazione mentre era in servizio. “Condanniamo fermamente questi comportamenti da parte dell’utenza – sostiene il Presidente dell’Ordine, GianLuigi Tiberio – ed esprimiamo solidarietà a questo collega e a tutti gli operatori sanitari che, purtroppo, vivono queste situazioni sempre più frequentemente. Siamo consapevoli del clima di tensione che tutti stiamo vivendo, ma non è accettabile attaccare un medico durante lo svolgimento del suo lavoro con espressioni ingiuriose che offendono tutta la categoria e soprattutto in un periodo in cui il personale sanitario è sottoposto a un forte stress".

"Questa situazione ci preoccupa, perché simili episodi, di aggressioni verbali e fisiche, le registriamo da tempo. Per questo – conclude Tiberio – ci appelliamo alle autorità competenti, affinché ci sia un’adeguata tutela ai professionisti della sanità mentre esercitano la loro professione. Non facciamo mai venire meno l’assistenza a tutti i nostri pazienti e non possiamo tollerare simili atteggiamenti, lesivi della nostra dignità, non solo di medici, ma anche di esseri umani”.

"La violenza verbale, razzista e fascista, subìta dal medico Andi Nganso in servizio notturno al centro di primo intervento di Lignano è un fatto gravissimo", sono le parole di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg). "Non solamente dimostra arroganza e ingratitudine verso chi è disponibile a dare un servizio medico indispensabile e immediato, ma è

la prova di quanto abbia fatto presa il discorso di odio che viene cavalcato dai partiti di destra a tutte le elezioni politiche da oltre dieci anni".

“Che senso ha che l'Assessore Riccardi, nominato da Fedriga, adesso voglia stringere la mano al medico, quando la foto di Fedriga che stringe la mano a Salvini compare da giorni sui furgoni elettorali e sui manifesti appesi ai muri? Ricordiamo – sottolinea Honsell - cosa diceva Salvini nelle dirette Facebook da Gradisca”.

“La Destra ha fatto leva sull'odio per i migranti senza rendersi conto che possono, invece, essere gli unici che la notte ci aiutino quando abbiamo bisogno. Gli Andi Nganso sono la maggioranza, indispensabile al nostro sistema sociale ed economico. Andi Nganso ha saputo, malgrado le umiliazioni, dare un aiuto generoso e umano e non ha allungato la lista d'attesa o ha detto di rivolgersi al privato, come ormai avviene troppo spesso nella Sanità di Riccardi e Fedriga".

“Il rischio di vedere vincere il discorso d'odio è però molto serio. E' necessario – conclude il consigliere - diffondere un discorso di valori diametralmente opposti per riuscire ad affrontare insieme i problemi del futuro. Grazie Andi Nganso".

"L'aggressione razzista al medico di guardia di Lignano, Andi Nganso, deve essere condannata nella maniera più severa possibile. Bene ha fatto il dottore a denunciare il fatto. Le istituzioni della nostra Regione staranno dalla sua parte, contro la violenza e il razzismo", commenta Sandra Savino, deputata e coordinatrice per il Friuli Venezia Giulia di Forza Italia.

"Un episodio indegno su due piani, distinti ma entrambi importanti. Le aggressioni, verbali quando non fisiche, nei confronti di medici infermieri e oss non sono purtroppo una novità. Tanti, troppi i casi verificatesi nell’ultimo decennio: tra i miei primi atti parlamentari, raccogliendo le segnalazioni di ordini e associazioni sindacali, sollecitai il Governo a intervenire", ricorda Roberto Novelli, deputato di Forza Italia e componente della commissione Affari sociali della Camera.

"Esattamente due anni fa il Parlamento approvò una legge a tutela degli esercenti delle professioni sanitarie, che purtroppo poco può fare di fronte all’inciviltà di alcuni individui, come dimostra il caso di Lignano Sabbiadoro, figlio di una subcultura gretta e ignorante. Fortuna vuole per l’aggressore che il nostro sistema sanitario preveda che tutti abbiano il diritto di essere curati, gratuitamente o quasi. Quello stesso sistema che si avvale anche della professionalità di medici stranieri formatesi nelle nostre università. A loro,e a tutti coloro che lavorano nei nostri ospedali va la nostra gratitudine, al dottor Nganso la mia solidarietà, al sessantenne razzista e dedito alle risse l’augurio che la causa che dovrà affrontare gli serva da lezione", conclude Novelli.

“La denuncia del medico di Lignano è la risposta civile e responsabile di un cittadino a una gravissima aggressione verbale razzista: dobbiamo essere fieri che simili persone lavorino nella nostra sanità e facciano parte della nostra comunità. Preoccupa molto, invece, il fatto, riferito dallo stesso medico, che siamo di fronte a un episodio non isolato ma ricorrente, purtroppo ciò testimonia l’ignoranza, la discriminazione e la deriva violenta ben presente anche nel ricco Nord Est che non va sottovalutata. Addirittura agghiacciante l’audio con gli insulti rivolti al medico: scoperchia uno strato di pregiudizi e odio che va combattuto in nome dei diritti umani basilari e della civiltà. E attenzione a non fare distinzioni sociali, per cui il medico camerunense è da difendere, il muratore o l’operaio camerunense un po’ meno”. Lo afferma il segretario regionale Pd Fvg e candidato alla Camera Cristiano Shaurli, in merito agli insulti razzisti ai danni del medico originario del Camerun.

3 Commenti
Basu

Il fatto che avesse cominciato a maltrattare prima l’infermiera denota la pochezza del personaggio!!
Forse chi l’ha menato aveva qualche motivo

Anonimo

Lo penso anch'io..oltre il medico dovrebbe denunciarlo anche l'infermiera.

Sevi

Bella gente in italia, davvero! Datemi 100 migranti in cambio di un italiano razzista!

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