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L'Aned ricorda 13 deportati con le pietre d'inciampo

A Fogliano e Ronchi i sampietrini non sono arrivati a causa di un ritardo nella spedizione

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Giornata dedicata interamente alla memoria nell’ex provincia di Gorizia. Da Fogliano Redipuglia a Ronchi dei Legionari fino a Doberdò del Lago, sono state tredici le pietre d’inciampo che avrebbero dovuto essere posizionate. Ma un problema con la spedizione ne ha ritardato l’arrivo e ha costretto l’organizzazione a procedere alle cerimonie senza il posizionamento vero e proprio.

Unica località in cui i sampietrini sono giunti a destinazione in tempo è stata Doberdò del Lago. Alta, in ogni caso, è stata la commozione dei vari presenti, sia di coloro che hanno vissuto in prima persona la guerra sia delle giovani generazioni, presenti con le scolaresche locali. A farsi portavoce delle varie realtà e delle persone da ricordare l’Aned di Ronchi dei Legionari, unica sezione in provincia dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi Nazisti.

Ad essere ricordati sono stati Giuseppe Zanet, Antonio Franzi, Giuseppe Zamar, Giovanni Olivo, Armando Maturo, Angelo Ghergolet, Annamaria Magnassi, Eufemia Brumat, deportati da Ronchi dei Legionari il 24 maggio 1944, e Fiorenzo Visintin e Augusto Fontanin, arrestati sempre nel 1944 ma residenti a Fogliano Redipuglia. A Doberdò del Lago sono stati ricordati Alojz Jelen e Jožef Ferletič e nella frazione di Bonetti Jožef Boneta.

“È importantissimo tramandare la nostra storia ai giovani, specialmente raccontando cosa successe più di settanta anni fa”, sottolinea la presidente dell’Aned Ronchi dei Legionari, Ada Bait. “È un nodo che dovrebbe essere sciolto dalle scuole, specialmente sottolineando cosa hanno sofferto i nostri padri, i nostri nonni e soprattutto le nostre madri che hanno visto perire i propri figli nella tragica esperienza della guerra. L’Aned si è presa l’impegno di proseguire nei prossimi anni ricordando tutti coloro che sono deceduti nei campi di concentramento, perché ce ne sono molti, coinvolgendo anche i paesi limitrofi perché la nostra sezione di Ronchi dei Legionari, essendo l’ultima sezione rimasta in organico all’associazione in tutta la provincia di Gorizia”, conclude.

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