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L'ultimo abbraccio a monsignor Pietro Brollo

Folla commossa di fedeli in Duomo per i funerali del vescovo emerito di Udine. Numerosi i confratelli vescovi e le autorità civili e militari

L\u0027ultimo abbraccio a monsignor Pietro Brollo

In una Cattedrale gremita di fedeli e sacerdoti, la Chiesa udinese ha dato – in un clima denso di profondo affetto e di sincera riconoscenza –, l’ultimo saluto a monsignor Pietro Brollo, arcivescovo emerito di Udine, che si è spento all’età di 86 anni.

Nella sua omelia, l’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato ha sottolineato il grande  impegno di monsignor Brollo, durante il suo episcopato, a "promuovere una pastorale di comunione con attenzione particolare alla presenza attiva e ministeriale dei laici", temi rispetto ai quali dedicò per altro i principali documenti del suo magistero. "Da vescovo di Udine – ha proseguito – percorse in modo instancabile il territorio della diocesi che gli era stata assegnata. È rimasta nella memoria la sua presenza nelle varie comunità grandi e piccole o per celebrare il sacramento della cresima o altre occasioni di incontro con i sacerdoti e i laici". E nel tratteggiare il ricordo di monsignor Brollo, Mazzocato ha evidenziato come tra le persone portasse "il suo sorriso genuino e semplice che rivelava un animo gentile e  delicato e un velo di umiltà che rendeva facile il rapporto con lui anche alle persone più semplici. Confesso – ha aggiunto – che ha colpito subito anche me il suo modo di rapportarsi nobile e rispettoso".

Non è mancata poi nelle parole dell’Arcivescovo la grande riconoscenza nei confronti dei familiari di monsignor Brollo: "Negli ultimi tempi, ha attraversato una crescente e faticosa debolezza del suo corpo che lo ha portato alla morte, accudito e sostenuto da persone che con affetto gli sono state vicine. Ad esse va il nostro profondo ringraziamento: a Pia, sorella non solo di sangue, ma anche spirituale, agli altri fratelli e sorelle, ai confratelli sacerdoti, ai medici e ai tanti amici".

Numerosi i confratelli vescovi della Conferenza Episcopale del Nordest che hanno voluto essere presenti alla celebrazione delle esequie: monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone; monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia; monsignor Claudio Cipolla, vescovo di Padova; monsignor Michele Tomasi, vescovo di Treviso; monsignor Renato Marangoni, vescovo di Belluno-Feltre; monsignor Pierantonio Pavanello, vescovo di Adria-Rovigo, e monsignor Corrado Pizzolo, vescovo di Vittorio Veneto.

Impossibilitato a partecipare il patriarca di Venezia e presidente della Conferenza Episcopale del Nordest, monsignor Francesco Moraglia, ha inviato un messaggio di cui è stata data lettura durante la celebrazione e nel quale ha messo in luce come "l’anima riservata e lo stile pacato hanno contraddistinto, in ogni circostanza, il Vescovo Pietro; la nobiltà del tratto – umano e sacerdotale – era il suo biglietto da visita. Nell’anima portava le radici della sua splendida terra: la Carnia. Per queste caratteristiche, oltreché per la sua profonda fede, fu molto apprezzato e amato".

Emozionanti le parole del vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Renato Marangoni, che nel ricordare il uso predecessore, ha spiegato: "Divenne missionario tra le mille strade tortuose delle vallate e dei passi dolomitici per suscitare sete e fame di comunione". E raccontando le testimonianze raccolte tra i suoi fedeli ha concluso: "In questi giorni, in particolare da quando è iniziata una preghiera tutta particolare – direi “preghiera del cuore” – per accompagnare questo ultimo tratto di cammino del vescovo Pietro, ho raccolto tante e tante confidenze dalla gente e dai nostri preti. Mi sembrava sgorgassero dal ricordo dei suoi occhi lucenti, istantanei, celestiali, capaci di incidere bontà e compartecipazione e dall’impressione di quel volto contenuto che liberava la bellezza di un sorriso invitante e ospitale. Mi hanno colpito queste confidenze: erano tutte a esprimere la più disarmante e la più divina riconoscenza: Il Vescovo Pietro mi ha voluto bene!”.

Numerose anche le autorità civili e militari presenti, tra queste il vicegovernatore della Regione Riccardo Riccardi, i consiglieri regionali Di Bert e Iacop, il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, il prefetto, Angelo Ciuni, il questora Manuela De Bernardin. Tra i sindaci naturalmente il primo cittadino di Tolmezzo, Francesco Brollo, nipote di monsignor Brollo, il sindaco di Ampezzo, Michele Benedetti e il sindaco di Gemona, Roberto Revelant. Presenti anche il rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton e il presidente dell’Ente Friuli nel mondo, Adriano Luci. Significativa anche la partecipazione dal vicino Veneto, a partire dal presidente della Provincia di Belluno fino al sindaco di Lorenzago.

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