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Straordinarie scoperte nel cuore dell’antica Mesopotamia

Giovedì 9, saranno presentate al pubblico gli esiti delle campagne di scavo nel Kurdistan iracheno dell'Università di Udine

Lo scavo di uno dei più antichi acquedotti della storia, la scoperta della prima area di produzione vinicola assira nel nord della Mesopotamia e il multidisciplinare lavoro di scavo, monitoraggio e conservazione del complesso archeologico di Faida, uno straordinario canale scavato nella roccia alla fine dell’VIII-inizio del VII sec. a.C., lungo la cui sponda sono stati rinvenuti dodici monumentali rilievi rupestri raffiguranti un sovrano assiro in preghiera di fronte alle statue di sette divinità stanti sui loro animali sacri: sono numerose le novità e i risultati delle ultime due campagne di scavo del 2019 e del 2021 condotte sul campo in Iraq dagli archeologi del Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive del Dipartimento di Scienze Umanistiche e del Patrimonio Culturale (DIUM) dell’Università di Udine per documentare, analizzare e conservare il patrimonio archeologico della provincia di Duhok nella regione del Kurdistan iracheno. Durante l’evento, verrà anche presentata la visita virtuale del sito di Faida, che sarà gratuitamente accessibile online sul sito internet www.terradininive.com.


Gli archeologi racconteranno a tutti gli interessati le scoperte più spettacolari durante un evento aperto al pubblico che si svolgerà giovedì 9 dicembre alle 16 nella sala convegni di Palazzo Antonini, in via Petracco, 8 a Udine. All’incontro parteciperanno il rettore Roberto Pinton, la direttrice del DIUM Linda Borean, il presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini, il presidente di ArcheoCrowd Francesco Zorgno, il Ceo di 3DTarget Paolo Girardi, l’assessore alla Cultura del Comune di Udine Fabrizio Cigolot e l’assessore al Lavoro, Ricerca e Università della Regione Friuli Venezia Giulia Alessia Rosolen. Daniele Morandi Bonacossi, professore di Archeologia del Vicino Oriente Antico all’Università di Udine e direttore del progetto presenterà le straordinarie scoperte archeologiche effettuate dall’ateneo friulano nel cuore dell’antica Mesopotamia. L’evento si svolgerà in presenza per un massimo di 60 partecipanti: per partecipare è necessario iscriversi scrivendo a francesca.simi@uniud.it e in streaming al link https://youtu.be/x5kL1NRmcD8

L’evento sarà anche l’occasione per celebrare il successo ottenuto dal progetto con il conferimento del premio International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” alla scoperta dei rilievi assiri di Faida nel Governatorato di Duhok. Il rinvenimento dei rilievi rupestri di Faida si è aggiudicato la 6° edizione del premio (migliore scoperta del 2019). Il conferimento del premio a un progetto dell’Università di Udine rappresenta un importante riconoscimento dell’eccellenza scientifica dell’ateneo friulano nel campo dell’archeologia del Vicino Oriente antico. Il premio, che è stato consegnato a Morandi Bonacossi in occasione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum lo scorso 26 novembre, rappresenta l’unico riconoscimento mondiale dedicato agli archeologi e alla più importante scoperta archeologica fatta nel mondo ogni anno.

Le attività di scavo, documentazione e conservazione a Faida sono condotte dal Kurdish-Italian Faida Archaeological Project, un progetto congiunto curdo-italiano co-diretto dal Professor Morandi Bonacossi dell' Università di Udine e dal dottor Bekas Hasan della Direzione delle Antichità di Duhok.

Il Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive è sostenuto da: Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Aliph Foundation, Gerda Henkel Stiftung, Ministero dell’Università e della Ricerca, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Lab GIS dell’Università di Roma Tre, ArcheoCrowd e 3DTarget.

Nella foto da sinistra Andrea Steiner (Direttore di Archeo), Paolo Matthiae, Daniele Morandi Bonacossi, la Principessa Dana Firas di Giordania (Presidentessa del Petra National Trust), Mohamed Saleh (ultimo Direttore del sito archeologico di Palmira), Mounir Bouchenaki (UNESCO e Presidente Onorario della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico) e Ugo Picarelli (Direttore della Borsa).

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