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Lignano, il Kursaal riapre in anticipo

Ridotto lo stop disposto dalla questura per il tavolo 'Centro stupri': la discoteca torna operativa da sabato 4 luglio

Lignano, il Kursaal riapre in anticipo

Riapre in anticipo rispetto ai 15 giorni di stop inizialmente disposti dal Questore di Udine il Kursaal di Lignano. La discoteca, sulla propria pagina Facebook, annuncia la serata di riapertura, in programma sabato 4 luglio. “Ci sentiamo in dovere di ringraziare la Questura per averci permesso di riprendere a svolgere la nostra attività d’intrattenimento in anticipo”, si legge nel post. “Ci teniamo a sottolineare che per noi il tema della violenza sulle donne è un punto molto importante, infatti stiamo organizzando un evento per sensibilizzare i ragazzi su questo argomento”.

La decisione di ridurre da 15 a 10 giorni la chiusura è maturata dopo aver esaminato l'istanza presentata dall'avvocato Vincenzo Cinque, che assiste il titolare del locale, finito nel mirino dopo il caso ‘Centro stupri’, che ha visto per protagonista un gruppo di giovani friulani che aveva scelto proprio quel nome per definirsi, anche nella prenotazione del tavolo per trascorrere la serata in discoteca.

Gravi episodi che avevano fatto il giro del web, complici le foto e i commenti postati sui social, e che hanno portato la Procura di Udine ad aprire un fascicolo, seguito dal Pubblico ministero Claudia Danelon, a carico di otto persone per istigazione a delinquere e incitamento all’odio razziale.

Lo ‘sconto’ al Kursaal riconosce la collaborazione da parte del locale nella ricostruzione di quanto accaduto, l’impegno a evitare che simili episodi possano ripetersi (i tavoli saranno identificati da un numero e non dal nome fornito al momento della prenotazione e sarà implementato il sistema di video-sorveglianza) e a organizzare un evento proprio per sensibilizzare i ragazzi sui temi della violenza e del rispetto. Inoltre, la discoteca si è immediatamente dissociata, anche sui media, dalle iniziative che hanno generato l’adozione del provvedimento di sospensione, impegnandosi a divulgare un messaggio di assoluta condanna e dissociazione verso qualsiasi forma di atteggiamento discriminatorio, sessista, violento e razzista.

Cinque degli indagati sono difesi dall'avvocato Maurizio Miculan, che segue anche il ristorante di San Daniele del Friuli, che ha subìto analogo provvedimento di chiusura per 15 giorni disposto dal Questore. "Contiamo di avere qualche novità in più all’inizio della prossima settimana”, spiega il legale. “Questa mattina ho presentato in Procura a Udine l'istanza per fissare gli interrogatori di tutti i miei assistiti perché è loro interesse presentarsi immediatamente dal pubblico ministero per fornire la propria versione dei fatti, con indicazioni degli eventuali spunti investigativi che possano consentire di dimostrare, in tempi rapidi, l'inesistenza di reati a loro carico”.

“Il problema è che si è scatenato un processo mediatico che ha già portato a una condanna dell'opinione pubblica dei diretti interessati, senza alcuna possibilità di smentita o difesa”, sottolinea Miculan. “Ma la situazione è più complessa rispetto a quanto riferito dalla stampa. 'Centro stupri' non è uno slogan coniato e finalizzato a legittimare l'istigazione allo stupro o un reato aberrante. Stiamo parlando di una frase cult di un film del 2012, ovvero ‘Il dittatore’, con Sacha Baron Cohen, che ha proprio nell'animo un intento dissacratorio e ironico. Un film e una frase noti tra gli adolescenti, tant'è che molte persone che l’hanno letta, a San Daniele prima e a Lignano poi, non solo non hanno trovato nulla di illecito e scandaloso, ma hanno condiviso, comprese una ventina di ragazze. Si trattava un momento ludico - conclude il legale - stiamo attenti a creare mostri".

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