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Lotta urgente alla carie del cemento

Parla l’esperto dell’ateneo. Le opere sono minacciate da un fenomeno ben noto ai tecnici: il calcestruzzo di copertura si deteriora e si stacca, scoprendo l’armatura che così si arrugginisce

Lotta urgente alla carie del cemento

Chi pensava che il cemento armato fosse indistruttibile, farà meglio a ricredersi. Il pensiero corre subito a quanto accaduto al ponte Morandi e poi al crollo del viadotto a seguito di una grande frana, entrambi in Liguria. Anche dalle nostre parti, tuttavia, di ponti e viadotti ne abbiamo in abbondanza, soprattutto nell’area montana. Alla luce delle immagini pubblicate in questa inchiesta, abbiamo contattato Alessandra Gubana, docente associato di Tecnica delle costruzioni dell’Università del Friuli, per avere ragguagli sul perché tanti manufatti stiano mostrando segni di invecchiamento precoce.

Le foto pubblicate sono piuttosto preoccupanti e sembrano dimostrare che il cemento armato è più fragile di quanto si immagini. Perché?
“Questo tipo di problemi sono noti da tempo ai tecnici. Oggi c’è maggiore consapevolezza sulle cause e sui rimedi e le strutture sono realizzate tenendo in debito conto di quale debba essere la vita utile delle infrastrutture. Come tecnici sappiamo che esiste un periodo di tempo oltre al quale bisogna effettuare interventi di straordinaria manutenzione. Se pensiamo a tutte le infrastrutture realizzate in passato, è evidente che si tratta di opere costruite nel dopoguerra, quando ancora non si conoscevano alcuni problemi legati all’utilizzo del calcestruzzo. Uno di questi, sicuramente è il distacco dei copri-ferri, ovvero della parte di cemento che racchiude la gabbia metallica usata per realizzare l’armatura. Il problema è causato da un fenomeno di ‘carbonatazione’: ovvero l’anidride carbonica presente nell’aria penetra all’interno del calcestruzzo e modifica l’ambiente che da basico diventa più acido. Questo comporta un processo di ossidazione dell’acciaio annegato nel cemento che causa anche l’aumento di volume della barra. La stessa si gonfia e lentamente scalza il cemento innescando quello che si definisce un processo di ‘spalling’ del calcestruzzo. Questo processo si può notare anche nelle abitazioni private realizzate una cinquantina di anni, in particolare nelle terrazze. Si tratta di un fenomeno ben conosciuto e al quale si pone rimedio nelle nuove opere ricorrendo a spessori di cemento maggiori: ovvero la gabbia metallica è molto più annegata nel cemento e quindi è meno esposta all’attacco dell’anidride carbonica. Altrimenti si può ricorrere all’acciaio inossidabile, ma si tratta di un’alternativa molto più costosa”.


Cosa si può fare per le opere esistenti?
“Bisogna naturalmente bonificare la situazione eliminando i copri-ferro lesionati, per arrivare fino alle armature intaccate dalla ruggine e applicare sostanze che le proteggano dall’ulteriore ossidazione. Quindi vanno applicate malte speciali per coprire i ferri. Ci sono però molti altri problemi ben conosciuti anche all’estero quando si tratta di manutenzione e conservazione delle opere in cemento armato. Non possiamo e non dobbiamo pensare che le strutture realizzate con questa tecnica costruttiva siano eterne. Negli Stati Uniti hanno da poco sbloccato un piano di investimenti molto importante proprio per far fronte al forte invecchiamento delle infrastrutture che hanno bisogno di costante manutenzione”.

Qual è la vita media di un ponte o di un viadotto?
“Per le strutture di civile abitazione la vita di riferimento ? di 50 anni. Se invece si tratta di infrastrutture strategiche come ospedali, viadotti o ponti, la vita di riferimento è attorno secolo o anche maggiore”.

Quanto incidono sullo stato di conservazione di un manufatto le caratteristiche del territorio sul quale sorge?
“Incidono moltissimo. Se per esempio realizziamo un’opera vicino al mare chiaramente le condizioni sono più difficili e l’opera è esposta a elementi molto più aggressivi, che accelerano il suo invecchiamento”.

Quando si tratta di opere varie, quanto incide il tipo di utilizzo? Ovvero in viadotto dura meno se attraversato da traffico pesante?
“In questo caso si innescano altre problematiche che possono essere legate all’affaticamento delle strutture, causate dalle vibrazioni dovute al continuo passaggio di mezzi”.

Quanto pesa sulla durata di un viadotto la sismicità dell’area?
“È un fattore ovviamente molto importante. Quando le sollecitazioni superano un certo grado le opere possono crollare. Orientativamente, in base alle indicazioni fornite dagli esperti, quando si verifica una scossa sismica di magnitudo superiore a 4,5 bisognerebbe fare controlli accurati”.

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