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Mascherine senza marchio Ce, condannata un'imprenditrice cinese

La maggior parte dei dispositivi era stata sequestrata a casa dell'ex vicesindaco di Udine

Mascherine senza marchio Ce, condannata un\u0027imprenditrice cinese

Le 15mila mascherine erano state sequestrate il 21 maggio 2020 a casa dell’ex vicesindaco di Udine, Agostino Maio. Per quelle stesse mascherine, oggi un’imprenditrice cinese di 29 anni, titolare di un’azienda con sede nel capoluogo friulano, è stata condannata con rito abbreviato dal Tribunale di Udine a 6 mesi di reclusione, pena sospesa, per frode in commercio.

La vicenda risale al primo lockdown. La donna è stata riconosciuta colpevole di aver venduto a due farmacie, una di Cividale e una di Caserta, e a un’azienda di Buja mascherine senza autorizzazione e marchio Ce, commercializzate come ‘dispositivi di protezione individuale’.

Nel dettaglio, le Fiamme gialle avevano sequestrato 36 mascherine facciali trovate a casa dell’imputata, altri 15.003 Dpi rinvenuti – come riporta il capo d’imputazione - a casa di Maio, tutti destinati alla farmacia casertana.

Altre 400 mascherine FFP3 erano state vendute alla farmacia cividalese e all’azienda di Buja. Il valore della merce si aggirava attorno ai 700mila euro. Il difensore della 29enne, l’avvocato Dario Paiano di Lecce che, nell’arringa, ha sostenuto che non si era trattato di frode, ha annunciato ricorso in appello.

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