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Morte nel Cpr di Gradisca, s'indaga per omicidio volontario

Gli investigatori stanno visionando le immagini della videosorveglianza, per chiarire quanto accaduto

Morte nel Cpr di Gradisca, s\u0027indaga per omicidio volontario

Restano altissime la tensione e l’attenzione sul Cpr di Gradisca d'Isonzo teatro, nei giorni scorsi, della morte di un migrante, un georgiano di 38 anni. L’uomo sarebbe stato coinvolto in una rissa con altri stranieri trattenuti e, dopo due giorni di carcerazione, sarebbe tornato all’interno della struttura dove poi le sue condizioni di salute, sabato, sarebbero peggiorate fino al suo ricovero in ospedale e al suo decesso nel primo pomeriggio.

Sul caso la Procura di Gorizia ha aperto un fascicolo, con l’ipotesi di omicidio volontario a carico d’ignoti. L’inchiesta è coordinata dal pm Paolo Ancora e affidata alla Squadra mobile. Molto probabile che sul corpo del georgiano sia eseguita l’autopsia.

Gli inquirenti stanno visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza, per chiare cosa sia successo nel Centro per i rimpatri. L’Assemblea No Cpr – No Frontiere, infatti, ha diffuso un video (filmato con il telefonino da un ospite del centro e poi girato agli attivisti) e formulato pesanti accuse nei confronti delle forze dell’ordine, colpevoli, a loro dire, di eccessiva brutalità nella repressione. Un attacco ribadito anche ieri, nel corso dell'ennesimo corteo fuori dall'ex caserma Polonio, durante il quale gli attivisti No Cpr si sono messi in contatto telefonico con alcune persone recluse all'interno della struttura.

Accuse respinte al mittente dal Sap, il Sindacato autonomo di Polizia, ma anche dalla Procura, che parla di "illazioni". Da più parti, a cominciare dal sindaco Linda Tomasinsig, da sempre contraria all'apertura del Cpr, è arrivata la richiesta di fare piena luce su quanto accaduto. Con la richiesta di valutare una chiusura della struttura che, in poco più di un mese dalla sua inaugurazione, il 16 dicembre, è stata teatro di risse, episodi di autolesionismo, fughe riuscite e tentate e, ora, anche di una morte.

Che quanto accaduto sabato a Gradisca sia sotto i riflettori lo conferma anche la visita, in giornata, del Garante nazionale per i diritti delle persone recluse, Mauro Palma, che proprio assieme a Tomasinsig farà un sopralluogo all’interno del Centro.

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