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Morto nel Cpr, il decesso non è stato causato da percosse

Questi i primi riscontri dell'autopsia eseguita questa mattina sul corpo del 38enne georgiano. Esclusa, comunque, la morte naturale

Morto nel Cpr, il decesso non è stato causato da percosse

Si è svolta questa mattina l’autopsia sul corpo di Vakhtang Ennukidze, il 38enne georgiano ospite del Cpr di Gradisca, morto il 18 gennaio per cause ancora da chiarire.

L'esame ha escluso che il migrante sia morto per le percosse subite. Nessun trauma, dunque, alla base del decesso. A darne notizia è Lorenzo Cociani, il consulente nominato dall’avvocato del garante per i detenuti, che parla di una morte non conseguente a violenze fisiche.

Analizzando il corpo di Vakhtang è emerso come non ci siano né fratture né, tantomeno, lesioni tali da provocarne la morte: solo qualche trauma superficiale o graffi, probabilmente dovuti a episodi di autolesionismo. Esclusa anche la possibilità di una morte naturale. Si attendono, dunque, gli esami istologici e tossicologici. La sorella e alcuni ospiti del Centro per i rimpatri, infatti, avevano sottolineato come gli fossero stati somministrati molti farmaci proprio il giorno prima di morire. Tempo due mesi per il perito nominato dalla procura, Carlo Moreschi, per consegnare la relazione completa.

"Non escludiamo al cento per cento cause di tipo violento. Occorre prudenza ed è presto per dare un'indicazione precisa e univoca". Queste le precisazioni fornite all'Ansa dal Procuratore di Gorizia, Massimo Lia, che non ha né smentito né confermato quanto sostenuto dai consulenti di parte e ha parlato di una "situazione complessa, che va esaminata alla luce di tutte le risultanze. Le indagini - ha aggiunto - proseguiranno perché al momento non ritengo corretto dare un'indicazione precisa e univoca di quanto accaduto anche perché nessuno ha in mano la relazione del medico legale, che si è riservato di fare i necessari approfondimenti".

Nel frattempo, il clima rimane teso, con alcuni manifestanti che, nella nottata di ieri, hanno tentato di apporre scritte al muro dell’ex caserma Polonio, fermati dalle Forze dell’Ordine. Evento quasi previsto: proprio oggi, infatti, inizia la settimana di mobilitazioni indetta dall’Assemblea No Cpr-No Frontiere che ha già annunciato per sabato 1 febbraio altre manifestazioni a Gradisca d’Isonzo.

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