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Obbligo di Green Pass, la mappa delle manifestazioni in Fvg

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI. Riflettori puntati sul porto di Trieste, con migliaia di persone in presidio. Traffico rallentato, ma non bloccato. Disagi anche nei trasporti e in altri servizi, pubblici e privati, a partire dalle scuole

Obbligo di Green Pass, la mappa delle manifestazioni in Fvg

E' arrivato il 'venerdì nero', quello dell'obbligo del Green Pass. L'introduzione del certificato verde sui luoghi di lavoro è già stata al centro di numerose manifestazioni che, nelle scorse settimane (l'ultima volta lunedì 11), hanno invaso la città di Trieste.

Proprio il porto del capoluogo regionale è diventato il simbolo della contestazione a livello nazionale. Il presidio è scattato dalle 6 del mattino e alle 7 c'era già un migliaio di persone raggruppate davanti al Varco 4 (quello del Molo VII), luogo di ritrovo della protesta. Il numero dei partecipanti è via via salito, raggiungendo circa 7mila persone.

Non si tratta solo di portuali, riconoscibili dai giubbotti gialli, ma anche di cittadini contrari al Green Pass, arrivati da tutto il Fvg e anche da fuori regione. L'accesso fino a questo momento è stato consentito e la situazione non presenta criticità, ma alcuni camion che arrivano, magari da oltre confine, si scoraggiano per la folla e tornano indietro.

L'ingresso è presidiato dai portuali, che stanno consentendo l'accesso ai dipendenti che hanno scelto di lavorare. C'è stato qualche momento di tensione quando Fabio Tuiach, ex consigliere comunale noto per le sue posizioni estremiste ed ex pugile, ha tentato d'impedire a un'auto di entrare. Subito sono accorsi gli stessi lavoratori che lo hanno convinto a desistere e a far passare la vettura. La folla intorno, per allentare la tensione, ha intonato qualche canzone tipicamente triestina e subito dopo c'è stato uno scroscio di applausi.

"Il porto di Trieste funziona: ovviamente in alcuni passaggi ci saranno difficoltà e ranghi ridotti, ma funziona. Ho chiesto di tenere bassa la temperatura evitando scontri frontali per non danneggiare l'economia di un Paese, dato che danneggiare l'attività del porto significa danneggiare un grande numero di aziende che lavorano nell'indotto", ha detto il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, a SkyTG24.

Nel corso di una conferenza stampa Stefano Puzzer, leader del Coordinamento dei lavoratori portuali, ha annunciato che lo sciopero continuerà a oltranza. I portuali - che stanno anche 'garantendo l'ordine' - hanno allontanato alcuni gruppi di estrema sinistra e di estrema destra, come CasaPound e Forza Nuova, che volevano partecipare al presidio. "Non vogliamo inquinare la protesta". Nonostante l'impegno degli organizzatori del Clpt, c'è stato qualche momento di tensione, anche nei confronti dei giornalisti.

Nel primo pomeriggio, ancora Tuiach ha sferrato un pugno a uno degli organizzatori del Comitato no Green Pass. Da quando si apprende lo avrebbe mandato a terra.

Le altre manifestazioni

Quello triestino non è l'unico appuntamento 'no Green Pass' in regione. Questa mattina è scattato un corteo anche a Monfalcone, che ha coinvolto centinaia di persone, compresi lavoratori delle principali aziende della città dei cantieri.

A Udine questa mattina è scattato un presidio all'esterno della caserma del Comando dei Vigili del fuoco in via Popone. Alle 11 ha preso il via il corteo che, da piazzale Chiavris, si è snodato fino in piazza Libertà. Quasi tremila le persone che si sono date appuntamento per la protesta. Tanti i cartelli e gli slogan intonati dai partecipanti. Non è mancato qualche momento di contestazione, con cittadini 'sì Green Pass' che, dalle finestre, hanno fischiato e, in un caso, lanciato acqua all'indirizzo dei manifestanti.

Una delegazione di cittadini, in rappresentanza del mondo del lavoro e delle categorie sociali coinvolte, sarà ricevuta dal Prefetto di Udine, che si è reso disponibile a trasmettere al Governo nazionale le istanze dei manifestanti.

Nel Friuli Occidentale il centro della contestazione è Sacile dove dalle 14 è scattato un sit-in con oltre 500 partecipanti.

Servizi a singhiozzo. Disagi in alcune scuole

Tpl Fvg, insieme con APT Gorizia, ATAP Pordenone, Arriva Udine e Trieste Trasporti, fa sapere che, in conseguenza dell’entrata in vigore dell’obbligo di certificazione, non sarà possibile garantire la regolarità del servizio di trasporto pubblico locale e potranno verificarsi interruzioni, sospensioni, ritardi e mancate coincidenze.

La logistica, ma anche molti altri settori, pubblici e privati, compresi scuola - dove questa mattina non mancano i disagi in seguito all'adesione allo sciopero di personale Ata e insegnanti - e sanità, temono contraccolpi per lo sciopero a oltranza proclamato dalla Federazione italiana sindacati intercategoriali e dalla Confederazione sindacati autonomi federati italiani. Le due organizzazioni hanno annunciato una mobilitazione ininterrotta dalla mezzanotte di venerdì 15 alla mezzanotte del 20 ottobre. Un’astensione che la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha bocciato, invitando le organizzazioni a revocarlo.

La proclamazione, infatti, non rispetta la norma sulla 'rarefazione' che impone la distanza di almeno 10 giorni da un altro sciopero generale, anche di altre organizzazioni. Inoltre, l’agitazione a oltranza - che durerebbe di fatti cinque giorni - vìola le disposizioni di settore.

"Lo sciopero non è stato convalidato dalla Commissione di Garanzia: quindi, è una manifestazione non autorizzata che impedisce l'accesso dei lavoratori al porto e blocca l'attività", spiega il Prefetto di Trieste, Valerio Valenti. "Si configura, cioè, come interruzione di pubblico servizio ed è perseguibile. Per questo reato non è previsto l'arresto, ma una denuncia per gli organizzatori. Auspico non si verifichino incidenti. L'attenzione deve rimanere alta. Ci sarà una presenza adeguata, rafforzata delle forze dell'ordine".

Presidi e scioperi nelle aziende

"Garantire l’accessibilità ai tamponi di tutti i lavoratori, compresi quelli vaccinati, e senza costi a loro carico". È la richiesta ribadita anche a livello regionale dalla Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil. "Le tensioni che si stanno manifestando dentro e fuori dai posti di lavoro sull’obbligo del Green Pass – dichiara il segretario regionale Maurizio Marcon – sono anche l’effetto di una sottovalutazione di alcune criticità che il sindacato aveva posto fin dal primo momento, spingendo per un approccio diverso, che puntasse da un lato sul rafforzamento dei protocolli di sicurezza, dall’altro su una maggiore gradualità che tenesse conto dei livelli di rischio settore per settore, desse modo a imprese e sindacati di trovare intese relative alla questione del costo dei test ed evitasse la saturazione della capacità di testing del sistema. Per questo confidiamo che si possano trovare dei correttivi, a partire dall’impianto dal decreto, ma anche individuando accordi e soluzioni a livello locale". A livello locale e aziendale, i sindacati stanno lavorando per cercare intese.

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1 Commenti
omer

La cosa più semplice è cominciare a licenziare in tronco. Reagan insegna, così imparano a rispettare le leggi. Io sono: no tass no patente di guida , eppure pago le tasse e rinnovo la patente. Certo che con la sguaita e il consumatore abituale di moito ,si sbatte conto un muro di m......

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