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Omicidio Tulissi, Calligaris condannato a 16 anni

A 11 anni dal delitto, è arrivata oggi la sentenza di primo grado, con rito abbreviato. L'imputato non era presente in aula

Omicidio Tulissi, Calligaris condannato a 16 anni

E' arrivato a sentenza, dopo 11 anni, l'omicidio di Tatiana Tulissi. Il gup Andrea Odoardo Comez ha pronunciato, poco dopo le 17, la condanna di Paolo Calligaris a 16 anni di carcere, il massimo della pena prevista con il rito abbreviato. La difesa ha già annunciato che farà ricorso. “Riteniamo il nostro cliente innocente”, ha detto, per il collegio di difesa, l’avvocato Rino Battocletti. “Ci riserviamo di leggere le motivazioni, ma fin d’ora possiamo dire che opporremo appello”.

L'imprenditore 49enne, unico imputato per il delitto dell'ex compagna, non era presente in aula oggi per l’ultima seduta del processo.

Tatiana era stata uccisa nel tardo pomeriggio dell'11 novembre 2008 sull’uscio della villa dove la coppia viveva, a Manzano. La 37enne di Villanova dello Judrio era rientrata dal lavoro e aveva acceso il camino, prima di uscire per prendere la legna. Lì, l’incontro con il suo assassino. Era nata una colluttazione e la donna aveva tentato di difendersi, prima di essere raggiunta da tre colpi sparati con un revolver Astra calibro 38 special, mai ritrovato.

Calligaris era stato già indagato una prima volta all'indomani del delitto. La sua posizione fu poi archiviata dal Gip nel 2012 su richiesta avanzata qualche mese prima dalla stessa Procura di Udine. Proseguite a carico di ignoti, le indagini sono state poi riaperte dalla Procura nei suoi confronti nel 2016. Nel 2018 il rinvio a giudizio.

Oggi alle 9 è iniziata l’ultima udienza, dedicata alle repliche delle parti, a cominciare dal pm Marco Panzeri che aveva chiesto 16 anni per Calligaris. Parola, poi, al legale della famiglia Tulissi, Laura Luzzato Guerrini, e, quindi, al collegio difensivo. Gli avvocati Rino Battocletti, Alessandro Gamberini e Cristina Salon avevano concluso le rispettive arringhe chiedendo l'assoluzione piena per l’imprenditore, che si è sempre professato innocente, per non aver commesso il fatto. Intorno alle 14.30, il giudice si è poi ritirato in camera di consiglio, prima di emettere la sentenza.

Nell'aula C del Palazzo di Giustizia c’erano i familiari di Tatiana, la mamma Meri Conchione e i fratelli Marco e Marzia, che avevano seguito tutte le udienze del processo. Commossa la madre che, subito dopo la sentenza, ha abbracciato il suo avvocato e, ai giornalisti presenti, ha detto: "Finalmente, dopo 11 anni, posso dire che l’assassino di mia figlia ha un volto".

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