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Gorizia, incontro per 'salvare' il Giudice di Pace

Riunione sindacale per denunciare la drammatica situazione, aggravata dall'apertura del Cpr

Gorizia, incontro per \u0027salvare\u0027 il Giudice di Pace

Personale amministrativo del Giudice di Pace di Gorizia ridotto all’osso e con un carico di lavoro che, dopo l’apertura del Cpr di Gradisca d’Isonzo, è ancora più pressante. A lanciare l’allarme non solo solo gli addetti ai lavori, ma anche il sindacato Confintesa Funzione Pubblica.

Alle normali procedure civili e penali - ben più di duemila in un anno - si sommano quasi 1.800 procedimenti e 3.600 richieste di liquidazione dei compensi presentati dai legali per le difese e dagli interpreti, solo per il Cpr. E gli uffici, con un solo magistrato e sei amministrativi, vivono in costante stato di urgenza che li ha portati anche a lavorare il giorno di Natale. E con la chiusura dei Giudici di pace di Monfalcone e Gradisca d’Isonzo sono aumentati i faldoni da seguire, ma non il personale.

Si parla, dunque, di una media di carico di lavoro per gli uffici goriziani di circa 2.300 fascicoli all’anno. “L’auspicio è che gli enti preposti sappiano intervenire, cogliendo la criticità della carenza di personale. Una soluzione potrebbe essere un intervento della Regione che metta a disposizione più personale rispetto all'attuale numero esiguo, in attuazione del protocollo di collaborazione in essere con la Corte d’Appello di Trieste" precisano il segretario regionale di Confintesa Funzione Pubblica, Ennio Ferrari, e il coordinatore regionale giustizia Confintesa Fp Alberto di Cicco.

Presenti alla riunione sindacale di questa mattina quasi tutti gli amministrativi: due, nel frattempo, sono rimasti a ‘presidiare’ gli uffici che non possono rimanere sguarniti. Numerose le preoccupazioni, specialmente per le operazioni al Cpr di Gradisca d’Isonzo. “Non solo le piattaforme del Ministero dell’Interno e del Dicastero di Grazia e Giustizia non dialogano tra loro, per cui bisogna caricare più volte gli stessi dati" precisa il cancelliere Roberta Zona, "ma le udienze all’interno del Cpr ci mettono in difficoltà”.

Manca, a quanto riferito dal sindacato, una connessione internet adeguata ai portali del Ministero all’interno della struttura e il personale si deve muovere con mezzi propri. E tutto si somma al lavoro ordinario. “È normale lavorare in un costante clima di emergenza e cercare di capire quale sia la pratica più urgente su cui lavorare”. Così, dal momento che il Cpr ha la priorità, è stato ridotto l’orario di apertura al pubblico degli uffici.

“Come organizzazione sindacale – proseguono Ferrari e di Cicco – vogliamo che si focalizzi l’attenzione sul ruolo imprescindibile del personale giudiziario. Perché all’interno dell’organizzazione esistono una serie di funzioni ausiliarie che solo il personale può svolgere. Non c’è ricorso senza deposito, non c’è citazione senza notifica, non c’è sentenza senza pubblicazione ed esecuzione. Le funzioni del personale amministrativo sono infungibili perché, ad esempio, per la definizione di un processo non è sufficiente l’emanazione della sentenza ma occorre darle esecuzione con tutta un’attività successiva e di contorno che non è di competenza del giudice ma del personale di cancelleria".

"Queste funzioni ausiliarie della giurisdizione non sono fungibili da altre figure. Nessun giudice può rilasciare ad esempio una copia, depositare una sentenza, attestare l’irrevocabilità, monitorare le statistiche. Ricordiamo – concludono – che sui tempi complessivi incidono considerevolmente gli adempimenti di cancelleria”.

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