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Possiede un arsenale di armi, Carabiniere in pensione a giudizio

Dovrà rispondere di peculato, falso per soppressione e detenzione di armamenti e munizioni anche da guerra

Possiede un arsenale di armi, Carabiniere in pensione a giudizio

In questi giorni la Procura della Repubblica di Pordenone - gruppo di lavoro sui reati contro la Pubblica amministrazione - ha presentato richiesta di rinvio a giudizio per un carabinieri in pensione. L’ex militare, classe 1963, già comandante di stazione nel Friuli Occidentale, dovrà rispondere di peculato, falso per soppressione, detenzione di armi da guerra e comuni e di munizioni.

In particolare, si sarebbe appropriato di due fucili e due pistole appartenute a due diversi cittadini, ma si ritiene detenesse illegalmente in Caserma e in un locale a sua disposizione un numero rilevante di armamenti, anche da guerra, fra cui numerose bombe a mano inesplose, proiettili e cartucce di vario calibro, dieci fucili, 15 pistole e munizioni varie, oltre a un numero elevato di parti di armi.

Tutto il materiale era stato sequestrato, mentre le bombe a mano erano già state fatte esplodere dagli artificieri.

Per il legale difensore, Emanuele Forner, “le armi non erano inutilizzabili come tali e servivano all’allestimento di alcune mostre”. In merito all’appropriazione, poi, “ci sarebbe stata qualche irregolarità, ma in un quadro molto ridimensionato rispetto a quello prefigurato dalla Procura”. Tesi che l’avvocato è pronto a sostenere anche in Aula.

"La Procura - si legge in una nota - ringrazia l'Arma dei Carabinieri di Pordenone per avere con serenità e alta professionalità, se pur con evidente rammarico, condotto le indagini preliminari che le erano state delegate". Per il procuratore capo Raffaele Tito "sono state raccolte prove idonee per ottenere una sentenza di condanna".

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