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Proclamato uno 'sciopero a oltranza' contro il Green Pass

La Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali ha indetto lo stato di agitazione di cinque giorni, da venerdì 15 al 20 ottobre

Proclamato uno \u0027sciopero a oltranza\u0027 contro il Green Pass

Mentre in tutta Italia proseguono le manifestazioni 'no Green Pass' che anche ieri, solo a Trieste, hanno riportato in piazza oltre 15mila persone, la Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali ha proclamato uno sciopero a oltranza contro l'obbligo vaccinale, dalla mezzanotte di venerdì 15 ottobre - giorno di entrata in vigore del Green Pass sui luoghi di lavoro - alla mezzanotte di mercoledì 20 ottobre.

Lo sciopero generale, nelle intenzioni degli organizzatori, interesserà tutti i settori pubblici, come scuola e sanità, e privati, come i trasporti. Le aziende sanitarie locali hanno già comunicato che garantiranno le urgenze e i servizi minimi essenziali, come previsto dalla normativa vigente.

Il sindacato contesta esplicitamente il decreto legge varato dal Governo sull'obbligo del certificato verde, considerato "un unicum in Europa" e una "misura discriminatoria a carico del lavoratore sotto il pretesto di incentivare la campagna vaccinale".

Il sindacato fa anche riferimento all'ottavo rapporto di sorveglianza dell'Aifa che, dal 27 dicembre 2020 al 26 agosto 2021, ha segnalato 91.360 reazioni avverse al vaccino, sostenendo, però, che si tratta di numeri non veritieri, che - sempre secondo la Fisi - sarebbero ben più alti.

Ricordiamo che in Italia sono state somministrate, a oggi, oltre 86 milioni di dosi di vaccino e sono più di 43 milioni gli italiani che hanno completato la profilassi vaccinale, pari all'80,23% della popolazione Over 12 (ovvero quella attualmente vaccinabile).

La Fisi contesta anche i provvedimenti disciplinari che hanno interessato lavoratori e professionisti del mondo della sanità che si sono rifiutati di sottoporsi al vaccino e contestano l'acquisizione dei filmati durante le manifestazioni contro il Green Pass, considerandola una "restrizione della libertà".

Il sindacato annuncia anche che, se il Governo non farà un passo indietro, dopo questo primo sciopero a oltranza, si procederà con un'altra protesta generale e l'azione sarà ripetuta fino al 31 dicembre.

Non è detto, però, che lo sciopero veda davvero la luce, anziLa Commissione di Garanzia, infatti, ha già invitato la Fisi a revocarlo. La sua proclamazione, infatti, non rispetta la norma sulla 'rarefazione' che impone la distanza di almeno 10 giorni da un altro sciopero generale, anche di altre organizzazioni, in questo caso quello di ieri indetto da Usb e sindacati di base. Inoltre, l’agitazione a oltranza - che durerebbe cinque giorni - vìola le disposizioni di settore.

La Commissione, dunque, invita l'organizzazione sindacale a "revocare lo sciopero entro cinque giorni dalla ricezione della valutazione".

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