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Raccolta differenziata a Udine, tecnici a confronto sul sistema 'Casa per casa'

Massimo Fuccaro, direttore generale di Net, spiega le luci del nuovo modello

Raccolta differenziata a Udine, tecnici a confronto sul sistema \u0027Casa per casa\u0027

Nonostante le perplessità e le polemiche, a poco più di un mese dalla partenza del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti cosiddetto ‘casa per casa’ a Udine, il direttore di Net, Massimo Fuccaro, si dice soddisfatto.
I primi dati dimostrano, secondo Fuccaro, un innalzamento sia della raccolta differenziata, sia della qualità dei rifiuti raccolti. Il direttore, però, sottolinea che le tariffe, più basse visto il nuovo metodo, dal 2020 saranno stabilite dall’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente.

Novità della gestione
“Possiamo affermare con serenità e un pizzico di orgoglio che dai primi riscontri il sistema “casa per casa” sta funzionando bene nella seconda circoscrizione, dove è partito nel mese di dicembre scorso. Evidenziamo che il modello “casa per casa” è un sistema di raccolta dei rifiuti urbani “misto”, poiché integra il classico metodo di raccolta domiciliare (cosiddetto porta a porta) a quello mediante l’utilizzo delle “isole ecologiche condominiali”, cercando quindi di andare incontro alle esigenze di utenze con necessità e possibilità diverse.


L’avvio del sistema
La fase 1 del “casa per casa” ha visto la partenza del servizio sull’intera Circoscrizione 2 (Rizzi – San Domenico – Cormor – San Rocco - Villaggio del Sole): parliamo dunque di un servizio di raccolta dei rifiuti urbani che ha coinvolto circa 21.000 abitanti residenti e oltre 12.000 utenze: una cittadina, se guardiamo alla conformazione territoriale tipica della regione Friuli Venezia Giulia.  
Abbiamo rilevato un buon recepimento delle nuove modalità di raccolta da parte dei cittadini udinesi che consegue – secondo i nostri primi dati provvisori e le relative simulazioni – un innalzamento sia della raccolta differenziata sia della qualità dei rifiuti differenziati raccolti. Conseguendo risparmi sulla bolletta dei cittadini. Anche se, come è ormai noto, le tariffe dal 2020 saranno stabilite dall’Arera.

Educazione ambientale
Dal punto di vista organizzativo, per un quartiere di ben 21.000 abitanti, tra metà ottobre e inizio dicembre Net ha redatto e distribuito 13.000 libretti informativi e 13.000 calendari, progettato e resa pubblica una app specifica, scaricata e utilizzata già da migliaia di utenti. Anche sul tema dell’educazione ambientale lo sforzo di Net è stato importante con otto incontri pubblici formativi (coinvolti oltre 800 cittadini partecipanti), sei gazebi settimanali per informazioni e distribuzione dei contenitori. Senza dimenticare le nuove generazioni: 14 istituti scolastici udinesi coinvolti, 700 studenti partecipanti con 42 laboratori sulla raccolta differenziata effettuati.

Soluzioni personalizzate
Sotto il punto di vista operativo gli addetti del servizio hanno fornito e posizionato migliaia di contenitori, avviato senza particolar intoppi fin dal primo giorno il servizio, ottimizzando costantemente tempi ed efficacia delle raccolte.
Infine, come già dichiarato fin dall’inizio di questo importante percorso di cambiamento che durerà 15 mesi, Net darà la massima disponibilità adoperandosi – qualora dovessero incorrere particolari problematiche – a trovare soluzioni personalizzate o eventuali correttivi da apportare alla fine della “messa a terra” completa del progetto”.

Aumenti inevitabili. Impossibile che la Tari resti invariata, se per la nuova raccolta serviranno manodopera e nuovi mezzi
Punta il dito contro il nuovo sistema di raccolta Marino Milesi, già amministratore delegato della Net di Udine dal 2000 al 2005 e oggi consulente nel Nordest sulle tematiche ambientali. Il tecnico è contrario innanzitutto perché il nuovo modello comporterà inevitabilmente un aumento dei costi per i residenti, passando dalla meccanizzazione della raccolta al ricorso prevalente della manodopera. Inoltre, sono altrettanto certi anche i costi iniziali per l’acquisto delle attrezzature e dei mezzi, per la progettazione del servizio, per la formazione e la comunicazione.
“La novità introdotta da Net e dal Comune è la nuova definizione del servizio: non più porta a porta ma casa per casa.

Sistema premiante
Il porta a porta, cosi come programmato e tanto amato dalla Giunta comunale, non regge e non può reggere, dal momento che è carente di quella parte fondamentale che sostiene un modello del genere e che si chiama sistema premiante, ovvero tariffa puntuale (pago per quel produco), in funzione della quale ogni cittadino sarà incentivato a differenziare in modo corretto e puntuale in quanto pagherà per quello che effettivamente produrrà.
La tariffa puntuale la troviamo applicata in tutti i Comuni dell’hinterland udinese, gestiti per esempio da A&T 2000, che hanno optato verso il sistema porta a porta. Pertanto, senza scomodarsi a vedere cosa fa il resto d’Italia o New York, basta recarsi a Campoformido e copiare bene, più che inventare male.

Tari senza controllo
Il tema più dibattuto in queste settimane, dopo le numerose quanto giustificate polemiche sull’avvio del porta a porta nelle prime circoscrizioni, è proprio la tari, già aumentata in forza di una recente delibera della giunta di Udine.
Ma questo è solo il primo di una lunga serie di determine e provvedimenti che porteranno senza ombra di smentita a un inevitabile quanto incontrollato aumento  della Tari.
Inevitabile in quanto il passaggio da un sistema misto a un porta a porta ha visto (dato questo consolidato quanto incontrovertibile) incrementi di tariffa in tutta Italia quantificati tra il 30% ed il 60%.
Le continue modifiche che si stanno apportando a un improvvisato progetto iniziale, a partire dall’incremento dei giri di raccolta non previsti inizialmente, né tantomeno conteggiati nella relazione tecnica di Net, la prevista realizzazione delle nuove isole ecologiche atte a calmierare (e certamente non a migliorare) le proteste, la fluttuazione in aumento dei costi di smaltimento e recupero, la diminuzione dei ricavi dalla cessione delle materie prime seconde da raccolte differenziate, sono tutti elementi che porteranno, come detto, a un inevitabile incremento dei costi e quindi della Tari. Aumento incontrollato in quanto una mancata e corretta pianificazione non solo tecnica, ma anche economico-finanziaria, costringerà Net, da una parte, e il Comune, dall’altra, a continue e ulteriori modifiche del servizio.
Ma interessanti sono le giustificazioni che di volta in volta i vari rappresentanti della giunta municipale esprimono.
C’è chi sostiene sia tutta colpa della Cina, che ha ridotto le importazioni di materie provenienti dalle raccolte differenziate e chi sostiene che è tutta colpa di una fantomatica autorità che non avrebbe ancora indicato i criteri con i quali dovrà essere calcolata la Tari, ovvero ancora la carenza di volumetrie in discarica e il conseguente incremento dei costi di smaltimento e trattamento.

Nuovo piano
Riconoscere che vi sono tali problematiche oggettive (e confermo che vi sono e che riguardano non solo la Net, ma l’intero comparto ambientale) e, dall’altra parte, sostenere che non vi saranno incrementi della Tari è di una contraddittorietà a dir poco vergognosa.
La domanda nasce spontanea: a chi giova tutto questo rimpallo di responsabilità e questo perseverare nel sostenere che non vi saranno aumenti della Tari, quando sono già stati deliberati? Non sarebbe più politicamente corretto, ma soprattutto doveroso, redigere un piano serio e aderente alla realtà, tenendo conto degli incrementi dei costi in funzione dei tempi di realizzazione del progetto stesso? Ai cittadini va detta la verità, van presentati i costi corretti e una seria programmazione dei servizi, fintanto che si è ancora in tempo.

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