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Rapine a Trieste, due stranieri fermati

Si tratta di un afghano e di un pakistano già noti alle forze dell'ordine

Rapine a Trieste, due stranieri fermati

L’indagine, coordinata dalla Procura di Trieste e svolta dagli agenti della sezione contrasto alla criminalità diffusa della Squadra Mobile di Trieste e della Squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Ferroviaria Fvg ha consentito di fare luce su tre rapine, di cui una tentata e due consumate, commesse a Trieste tra i mesi di giugno e agosto.

Grazie alle testimonianze raccolte e alla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, sono stati individuati gli autori. Si tratta di un cittadino afghano classe 1996, con precedenti di polizia per reati in materia di stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale, e di un pakistano classe 1991 già noto alle forze dell'ordine per reati in materia di stupefacenti e contro la persona, nonché per resistenza a Pubblico Ufficiale.

Il gip di Trieste, su richiesta del Pm titolare del fascicolo processuale, ha emesso due ordinanze di custodia cautelare in carcere per i due, che dovranno rispondere a vario titolo di rapina aggravata, lesioni gravi, violenza privata, violazione del divieto di ritorno per tre anni nel Comune di Trieste e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

L’indagine era stata avviata a seguito di una tentata rapina avvenuta, verso la fine di giugno in piazza Libertà, ai danni di un giovane pakistano: nell’occasione i malfattori avevano tentato di strappare dalle mani del malcapitato il telefono cellulare, senza, però, riuscirvi grazie alla sua reazione. La vittima, nei giorni seguenti, era stato avvicinato da alcuni degli aggressoriche, brandendo un coltello, lo aveva minacciato di morte qualora non avesse ritirato la denuncia.

L'afghano ha poi messo a segno un'ulteriore rapina verso la fine di agosto. Bersaglio un cittadino croato che si trovava seduto su una panchina di piazza Libertà; era stato prima colpito al capo e al collo con una bottiglia di vetro per poi essere rapinato della borsa. A seguito delle lesioni riportate, era stato costretto a sottoporsi a un intervento chirurgico, con prognosi superiore ai 40 giorni.

Il giorno dopo, l'afghano aveva rapinato un cittadino pakistano, sempre nella zona della Stazione ferroviaria. Nell’occasione dopo averlo accerchiato, assieme ad altri connazionali, e avergli intimato di consegnare lo zaino, aveva iniziato a colpirlo con calci e pugni.

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