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Rischia di morire annegato, colpa della 'tartaruga' che doveva tenerlo a galla

Nuova udienza del processo per l'incidente capitato nel 2015 a un bambino in piscina a Gemona

Rischia di morire annegato, colpa della \u0027tartaruga\u0027 che doveva tenerlo a galla

Nuova udienza in Tribunale a Udine del processo d'appello per l'incidente capitato nel 2015 a un bambino in piscina a Gemona, rimasto in stato vegetativo. Per il consulente dell'accusa a causarlo è stato un dispositivo fatto artigianalmente con braccioli e collant.

Ha rischiato di morire annegato in piscina a Gemona, a 3 anni, per colpa del dispositivo che doveva tenerlo a galla. Per Mauro Cossovel, esperto di sicurezza in acqua, fu quella ‘tartaruga’, fatta artigianalmente con braccioli e collant e non omologata, a spingere in avanti il corpo del bambino e il suo viso in acqua. Il 3 luglio 2015 il piccolo ebbe un arresto cardiaco e, dopo la rianimazione, è rimasto in stato vegetativo. In Tribunale a Udine è in corso il processo d’appello, dopo la condanna decisa dal giudice di pace, nei confronti della presidente dell’associazione che gestiva la struttura e di un istruttore di nuoto accusati di lesioni colpose.

“Il dispositivo - ha spiegato il consulente - non doveva essere indossato dal piccolo nella fase ludica del corso di nuoto. Serve a tenere il corpo parallelo all’acqua nelle lezioni, durante il gioco è controproducente”. Di parere opposto il consulente della difesa, che ha già testimoniato. I due tecnici saranno richiamati in aula nella prossima udienza per un confronto faccia a faccia.

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