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Rotta balcanica, gli agenti di polizia lanciano l'allarme sanitario

Il Sap chiede la riapertura dell'ex Caserma Friuli e un presidio per contrastare il Covid ed eventuali focolai

Rotta balcanica, gli agenti di polizia lanciano l\u0027allarme sanitario

Anche il Sap, sindacato autonomo di Polizia, esprime preoccupazione, in merito all'arrivo di 70 migranti irregolari a Udine, intercettati questa mattina in viale Palmanova, dopo essere stati scaricati in zona Paparotti da un mezzo.
“Quanto sta accadendo sul fronte sanitario nei paesi della Rotta Balcanica e le preoccupazioni espresse in merito dal vicegovernatore del Fvg Riccardo Riccardi, non fanno che aumentare l’esigenza espressa da tempo dal Sap, nel chiedere un controllo sanitario qualificato da parte di personale medico nei confronti di quelle persone di cui nulla si conosce, tanto meno sotto il profilo sanitario – scrivono in una nota -”.
“La pandemia causata dal Covid-19 pone sotto i riflettori un argomento così importante ed è necessario che si aumenti l’attenzione e la protezione sanitaria per gli operatori di Polizia e la salute pubblica, la salute di tutti i cittadini. Il Sap non ha mai smesso di chiedere che sia messo a disposizione, ogni qual volta che si rintraccino persone come queste, che hanno affrontato un viaggio così lungo e pieno di insidie, personale medico al fine di poter verificare che non vi siano particolari patologie che possano mettere a rischio la salute degli operatori di polizia e delle persone che entrano in contatto: oltre al rischio Covid-19, ci sono altri pericoli come ad esempio la tubercolosi, l’epatite, la meningite e molte altre. Oggi il controllo sanitario è affidato alla chiamata da parte degli operatori di Polizia di intervento medico spesso sottratto ai servizi 118 territoriali quando non vi sono i giusti protocolli a monte. Serve invece che si organizzi un presidio sanitario dedicato, pari a quello che viene predisposto in occasione degli arrivi delle navi piene di immigrati nei porti italiani. Il rischio oggi si chiama Covid-19, ma le patologie pericolose possono essere molte altre e possono annidare in coloro che sfuggono ai rintracci e quindi ai controlli, soggetti dei quali si ignora identità, intenzioni ma anche stato di salute”.

Il Sap chiede quindi “un protocollo sanitario specifico ed efficace che si attivi automaticamente ogni qualvolta vi siano rintracci di migranti che hanno fatto ingresso illegalmente sul territorio nazionale”.
Un'altra questione è quella logistica, secondo il Sap che sottolinea come, al momento, non ci siano “spazi adeguati per accogliere così tanta gente”. Riferendosi ai 70 migranti rintracciati oggi, a Udine, il Sap sottolinea che “è impensabile che questi vengano accompagnati e trattati per le operazioni di identificazione direttamente presso la locale Questura senza prima essere sottoposti ad accurati controlli sanitari e senza prima aver effettuato la prevista quarantena per le persone che provengono da zone a rischio”.
“Chiediamo che le istituzioni, attivino subito dei precisi protocolli sanitari e che venga riaperta l'Ex "Caserma Friuli" – conclude la nota Sap -, già adibita qualche mese fa per l'accoglienza di queste persone, per poter accompagnare gli immigrati appena rintracciati sul territorio”.

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