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Stato di calamità

Milioni di danni nel Pordenonese, a Cividale e nella Bassa friulana

Stato di calamità

E' stato proclamato lo stato di calamità per il Friuli Venezia Giulia, in seguito all'ondata di maltempo che ha colpito la regione.

"Abbiamo voluto attendere l'evoluzione del maltempo, inviando immediatamente nelle zone colpite i tecnici della Protezione civile, prima di tirare le somme, sulla base di un'analisi puntuale dei danni alle infrastrutture pubbliche - ha affermato oggi l'assessore alla Protezione civile, Paolo Panontin - durante una conferenza stampa indetta per quantificare i danni stimati -".

Oggi è stato firmato il decreto di calamità naturale per il maltempo che ha colpito in 36 ore, dall'8 al 10 settembre, prima il Pordenonese, poi Cividale e quindi la Bassa friulana, stanziando 2 milioni di euro per gli interventi urgenti dei Comuni.
Bombe d'acqua

I danni maggiori della tromba d'aria del Pordenonese si sono registrati nei territori dei Comuni di Zoppola, Fiume Veneto e Cordenons. Particolarmente rilevanti i danni a Cividale del Friuli, dove il centro cittadino è stato investito da una vera e propria "bomba d'acqua", con la caduta in poche ore fino a 240 millimetri di pioggia.

Infine il maltempo si è spostato nella giornata del 10 nella Bassa friulana e in particolare nel Latisanese. I Comuni colpiti in totale sono 44, secondo i dati forniti oggi dal direttore regionale della Protezione civile Guglielmo Berlasso.
Sin dall'8 settembre dalle centrale operativa di Palmanova è stata diramata l'allerta meteo. Sono stati quindi inviati immediatamente nelle zone colpite tecnici della Protezione civile e mobilitati in totale 250 volontari, di cui 80 solo per Cividale. L'assessore Panontin si è tenuto in questi giorni costantemente in contatto telefonico on i sindaci dei Comuni maggiormente danneggiati.
I fondi stanziati con il decreto di oggi serviranno per le infrastrutture pubbliche. Per quanto riguarda i danni subiti dai privati, l'assessore Panontin ha ricordato che negli ultimi anni, a partire almeno dal 2005, gli interventi si sono resi via via più difficili, a causa delle ristrettezze della finanza pubblica e dell'evoluzione del quadro normativo nazionale. L'assessore ha comunque assicurato che la questione sarà portata all'attenzione della Giunta regionale.

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