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Tarvisio, cinque arresti della Polizia di Frontiera

Diverse le operazioni di contrasto all'immigrazione e ai traffici illeciti internazionali

Tarvisio, cinque arresti della Polizia di Frontiera

Procede con costanza l'attività degli agenti del Settore Polizia di Frontiera di Tarvisio, dipendente dalla IV Zona Polizia di Frontiera di Udine, mirata alla prevenzione e repressione dei reati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e di traffici illeciti.

Sul fronte degli arresti, il 3 settembre alla stazione ferroviaria di Tarvisio Boscoverde, a bordo del treno internazionale RJ133 proveniente dall’Austria, è stato fermato un cittadino afghano colpito da un provvedimento di cattura emesso dal Tribunale di Bolzano, in quanto colpevole di reati di spaccio; è stato portato in carcere a Udine, dove sconterà due anni di reclusione, oltre al pagamento della multa di 8000 euro.

Il 17 settembre all’ex valico autostradale di Coccau-Arnoldestein lungo l'A23, gli agenti hanno notato un'auto sospetta con targa italiana proveniente dall’Austria; a bordo un cittadino albanese, che mostrava evidenti segnali di nervosismo; insospettiti, gli operatori hanno scoperto a suo carico un decreto di espulsione che ha portato al suo arresto.

Il 13 ottobre, durante il controllo a bordo del treno EN 295 proveniente dall’Austria, gli operatori hanno notato un cittadino straniero, che viaggiava con regolare biglietto da Salisburgo a Firenze. Agli agenti ha mostrato una carta d’identità cartacea italiana, rilasciata dal Comune di Genova, con apposta la propria fotografia e intestata a un cittadino italiano nato in Marocco. La professionalità dei poliziotti ha permesso di scoprire a prima vista alcune incongruenze sul documento. E' così emerso che si trattava di un cittadino marocchino già colpito da precedente ordine di espulsione. E' stato arrestato per non aver rispettato l'obbligo e per falso documentale.

L'1 novembre, alla barriera autostradale di Ugovizza, tra i passeggeri di un autobus proveniente dalla Romania è stato fermato un cittadino rumeno che, proveniente dal Portogallo e diretto in Romania, risultava destinatario di un provvedimento di arresto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovereto per il reato di truffa. Sconterà quattro mesi di reclusione.

Infine, il 9 novembre, su segnalazione della sala operativa della Questura di Udine, è stato arrestato un cittadino rumeno, alloggiato in una struttura ricettiva di Tarvisio, in seguito a un mandato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Varese per furto e furto aggravato.

Diverse anche le denunce. Il 15 settembre, in via Vittorio Veneto a Tarvisio, in prossimità della Pizzeria Friuli, due persone apparentemente sordo/mute chiedevano fondi per una associazione no profit. A segnalare la loro presenza un operatore di Polizia della locale sezione Polfer di Tarvisio Boscoverde, il cui figlio era stato fermato poco prima e indotto a consegnare la somma di 20 euro. Grazie all’intervento immediato del personale del Settore di Frontiera di Tarvisio, coadiuvato da personale del Reparto Mobile di Padova e dallo stesso operatore segnalante, sono state fermate due persone e poi una terza, che si era data in un primo momento alla fuga, tutte di nazionalità rumena e dediti all’accattonaggio e alle truffe. Recuperate e sequestrate le somme di denaro illecitamente ottenute.

Il 14 ottobre, durante un posto di controllo allo svincolo autostradale di Tarvisio Nord, è stata fermata un'auto sospetta con a bordo quattro persone. Due di loro avevano favorito l’ingresso clandestino nel nostro Paese di un sedicente cittadino turco. Entrambi sono stati indagati in stato di libertà.

Sono state poi eseguite 11 estradizioni dal territorio Austriaco e cinque dall’Italia verso l’Austria e la Slovenia.

Dal 27 ottobre all'1 novembre, poi, in occasione del G20 di Roma, sono stati ripristinati i controlli ai valichi, che hanno portato a 37 respingimenti e 39 inviti a fare rientro nella propria residenza.

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