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Trieste, sequestrato un container di coltan

Il carico del minerale, a bassa radioattività, proveniva dal Venezuela ed è arrivato nel Porto di Trieste il 18 marzo

Trieste, sequestrato un container di coltan

La Procura della Repubblica di Trieste ha disposto il sequestro di un container di coltan, un preziosissimo minerale, a bassa radioattività, dal quale si estrae il tantalio, un metallo raro indispensabile nella produzione di microprocessori, cellulari, computer, componenti aerospaziali e armi.

Il container è arrivato nel Porto di Trieste il 18 marzo. La Procura ne ha disposto il sequestro nell’ambito di un’inchiesta nella quale è ipotizzato un reato di natura contravvenzionale sull’impiego pacifico di energia nucleare, in particolare per l’assenza del simbolo della radiottività sul container. Documenti sono stati acquisiti dalla Guardia di Finanza e alcuni testimoni sono stati ascoltati dagli investigatori.

Il container si trova nel Punto Franco dove – secondo le informazioni raccolte oggi – il coltan doveva essere lavorato e trasformato, avendo già ottenuto tutti i permessi e le autorizzazioni da parte delle autorità italiane. Al termine delle lavorazioni doveva essere poi trasferito all’estero.
Il coltan è arrivato in Italia con una nave proveniente dal porto colombiano di Cartagena, attraccata al porto di Livorno. Dalla città toscana è stato poi trasferito a Trieste con un Tir, nonostante fosse radioattivo.
Secondo indiscrezioni, il container dovrebbe contenere circa cinque tonnellate di coltan sotto forma di sabbia di colore nero. Si tratta del primo carico di questo minerale estratto in Venezuela ed esportato dalla Repubblica guidata da Nicolas Maduro. E’ anche la prima volta che una tale quantità di coltan arriva in Italia. Oltre l’80% del coltan utilizzato nel mondo proviene dal Congo dove è stato spesso al centro di conflitti fra i signori della guerra a causa del suo alto valore.

Sul “giallo” del coltan sequestrato nel porto di Trieste ha presentato un’interrogazione la deputata del Pd Debora Serracchiani che ha chiesto ai ministri dei Trasporti, dell’Economia e degli Esteri di “sgomberare la nebbia che avvolge” la vicenda. Serracchiani ha chiesto “se l’Italia sta commerciando con il Venezuela in favore di Maduro”, se Trieste è “la porta” di questi commerci e se i ministri conoscono il nome dell’importatore.

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