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Trieste rende omaggio a D'Annunzio. Ma scoppiano le polemiche

Questa mattina inaugurata la statua collocata in piazza della Borsa. Protesta formale della Croazia

Trieste rende omaggio a D\u0027Annunzio. Ma scoppiano le polemiche

Trieste, questa mattina, ha reso omaggio a Gabriele D’Annunzio. E’ stata inaugurata ufficialmente la statua collocata in piazza della Borsa. La scultura, realizzata da Alessandro Verdi, raffigura il poeta seduto su una panchina, mentre è assorto nella lettura. La decisione della Giunta Dipiazza di celebrare ‘il Vate’ non ha mancato di suscitare polemiche, che sono sfociate anche in una raccolta firme online tra detrattori e sostenitori dell'idea.

La contestazioni hanno varcato anche i confini nazionali. Con una nota di protesta, consegnata oggi all'ambasciatore d'Italia a Zagabria, infatti, la Croazia ha condannato nel modo più deciso l'inaugurazione, nella giornata che marca il centenario dell'occupazione di Fiume. “E' un atto”, si legge nella nota, “che contribuisce a turbare i rapporti di amicizia e di buon vicinato tra i due Paesi". Secondo il Ministero degli Esteri croato, le commemorazioni dell'impresa fiumana (iniziata il 12 settembre del 1919), “sono anche un omaggio a un'ideologia e a un comportamento profondamente in contrasto con i valori europei".

Anche la presidente della Croazia, Kolinda Grabar Kitarovic, ha fermamente condannato "l'inaugurazione della scandalosa statua della discordia. Con il monumento a D'Annunzio”, ha scritto Kitarovic su Twitter, “si vuole celebrare l'irredentismo e l'occupazione di Fiume che fu e resterà una parte fiera della sua Patria croata".

Il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, rimarca la sua posizione. “Ho sentito il dovere di omaggiare un grande italiano, un grande poeta, un grande letterato come Gabriele d’Annunzio, che ha vie, piazze e scuole che lo ricordano in tutto il Paese. Ricordiamo un grande italiano in una città che viene scoperta ogni giorno da tanti turisti che arrivano dall’Italia e da tutto il mondo. Continuiamo così perché siamo sulla strada giusta”.

“Era uno scoprimento atteso - ha detto l’assessore Giorgio Rossi – ricordando il contesto complicato della vita e dell’epoca di d’Annunzio. Mi ha colpito per la Carta del Carnaro, che rappresenta situazioni che allora erano lontane, come la parità dei sessi, la libertà religiosa, il valore e la condizione della donna, trattando argomenti che noi non abbiamo ancora risolto. E’ per questo che oggi si valorizza la figura di una persona che va al di là, che sapeva vedere nel futuro. E a chi polemizza dico che devono prevalere i nostri valori rispetto ai difetti, per guardare con ottimismo al Paese e rispondere alle nuove generazioni. E’ un d’Annunzio che legge e riflette, non quello delle azioni forti ed è questa la realtà di questo personaggio, che si coniuga così con le figure di Saba, Joyce e Svevo che sono stati i titani della nostra letteratura a Trieste”.

“Oggi - ha concluso Rossi - abbiamo bisogno di letterati e di filosofi perché dobbiamo riflettere su quello che è il nostro futuro, abbandonando quei tempi che ha vissuto D’Annunzio, quei conflitti ideologici che ci sono stati e talvolta ritornano”.

“Serviva la saggezza che è mancata nel gestire un'iniziativa il cui potenziale divisivo si è manifestato subito a Trieste e da qui è deflagrato a livello nazionale. Concordo con Giordano Bruno Guerri: tra tutte le date possibili da individuare per l'inaugurazione di una statua nata controversa, il 12 settembre era veramente quella meno opportuna”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani (Pd) a proposito delle polemiche sollevate dall'inaugurazione a Trieste di una statua raffigurante Gabriele D'Annunzio, nel centenario della cosiddetta “marcia di Ronchi” con cui il poeta-soldato ha dato inizio all'impresa di Fiume.

Per la senatrice dem Tatjana Rojc “purtroppo sembra che su questa terra anche gli eventi di un secolo fa abbiano ancora una enorme capacità evocativa, e di questo si deve evidentemente tener conto, a meno che proprio su questo non si voglia speculare. E' pericoloso giocare con irredentismi e nazionalismi, perciò spero che questa fiammata irrazionale si spenga presto e di D'Annunzio rimangano in evidenza le sue migliori poesie”.

"L’inaugurazione a Trieste di una statua dedicata a Gabriele D’Annunzio nel centenario dell’impresa di Fiume è un’iniziativa estremamente importante perché rende onore alla memoria di un grande italiano che ha segnato la storia nazionale. Il nostro ringraziamento va al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e a tutta la giunta, ai quali va riconosciuto il merito di aver portato avanti con coraggio e determinazione questa scelta". È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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