Home / Cronaca / Trieste ricorda i suoi 'figli delle stelle'

Trieste ricorda i suoi 'figli delle stelle'

Due anni fa la sparatoria in Questura costata la vita agli agenti della Polizia di Stato Matteo Demenego e Pierluigi Rotta

Trieste ricorda i suoi 'figli delle stelle'

Sono trascorsi due anni dalla sparatoria in Questura a Trieste, nella quale, il 4 ottobre 2019, persero la vita l’Assistente Matteo Demenego e l’Agente Scelto della Polizia di Stato Pierluigi Rotta.

Nella Chiesa Beata Vergine del Rosario, in piazza Vecchia a Trieste, don Paolo Rakic, Cappellano Provinciale della Polizia di Stato, ha officiato la Santa Messa in loro suffragio. "Rivivere quelle ore, quei momenti, quelle giornate. Dal quel pomeriggio di due anni fa le coscienze e le sensibilità di tutti noi sono cambiate. La Questura è cambiata. O forse no. Siamo sempre noi. Al servizio della cittadinanza. Più decisi, maturi. Fragilmente forti o fortemente fragili. I nostri Figli delle stelle, cittadini onorari di Trieste, l’Assistente Matteo Demenego e dell’Agente Scelto Pierluigi Rotta, si commemorano oggi".

Il Questore Irene Tittoni ha deposto una corona ai piedi della lapide a loro dedicata nel famedio della Questura. Significativo e toccante il silenzioso omaggio dei cittadini in Questura. Oggi come allora. In ricordo di Matteo e Pierluigi. Con rispetto e riconoscenza.

Tanti i messaggi di cordoglio in ricordo dei due agenti uccisi due anni fa, a Trieste, sui social.

"Sono trascorsi già due anni da quel tragico pomeriggio", ha scritto il governatore Massimiliano Fedriga su twitter. "Agenti Demenego e Rotta, il Friuli Venezia Giulia non vi dimentica".

"Due anni fa furono uccisi in servizio, all'interno della Questura di Trieste, i poliziotti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta - ricorda il vice presidente del Fvg, Riccardo Riccardi -. Non vi dimentichiamo "figli delle stelle", tutta la comunità del Friuli Venezia Giulia vi ricorda sempre nelle nostre preghiere".

"Un pensiero commosso per i “figli delle stelle” Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, i poliziotti uccisi all’interno della questura di Trieste - scrive su Twitter Debora Serracchiani -. Ai loro cari e alla Polizia di Stato l’abbraccio simbolico di tutta la comunità".

"Matteo Demenego e Pierluigi Rotta sono entrati nel cuore dei triestini e la loro memoria va onorata con le opere, impegnandoci senza rumore per rendere sempre più efficace il lavoro dei tanti agenti che ci proteggono e fanno rispettare la legge", ha detto la senatrice Tatjana Rojc (Pd), a margine della messa celebrata a Trieste. "Il fatto gravissimo ci ha colti di sorpresa - ha aggiunto Rojc - credevamo di essere una città immune e invece ci siamo trovati di fronte a una realtà diversa, anche in seguito rivelatasi molto più complessa. Rinnovando il cordoglio e la solidarietà alle famiglie e alla Polizia di Stato, rafforziamo la coscienza che ognuno di noi, deve fare di più e meglio la propria parte".

"La Polizia di Stato, ma anche tutta la città di Trieste oggi ricordano i due giovani agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, coraggiosi servitori dello Stato, uccisi il 4 ottobre di dua anni fa nella Questura di Trieste. A loro e alle famiglie va il mio pensiero. L'occasione per ringraziare tutto il personale delle forze dell'ordine per l'intenso lavoro e la dedizione che mettono ogni giorno. Pierluigi e Matteo rimangono per tutti noi un prezioso esempio di questo impegno", così in un post su Facebook Ettore Rosato, Vicepresidente della Camera dei Deputati e Presidente di Italia Viva.

“Due anni sono trascorsi dalla tragica sparatoria avvenuta in questura, a Trieste, in cui hanno perso la vita Matteo Demenego e Pierluigi Rotta. Due anni dopo nulla è cambiato. Non è cambiato il dolore, sordo, cupo, per la perdita di due bravi poliziotti, quei ‘Figli delle stelle’ che tutta Italia ha imparato ad amare. Non è cambiata la rabbia, per un sistema che ancora non ha saputo dare risposte ai più seri problemi del Comparto. Non sono cambiati lo sconforto e la preoccupazione per i tanti colleghi che ogni giorno sfiorano la morte in ogni angolo d’Italia. Non è cambiato, soprattutto, il nostro senso di orgoglio e di gratitudine per due giovani uomini che hanno indossato con onore la loro divisa e che per questo sono morti”. Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia, nel secondo anniversario della morte di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta.

“Abbiamo sperato, pregato che da una tragedia simile, come altre prima di questa, potesse nascere una seria e concreta azione volta a scongiurare tanti pericoli evitabili. Eppure da tempo immemore aspettiamo senza risultati regole di ingaggio e protocolli operativi seri, mezzi, strumenti, aggiornamenti e dotazioni all’altezza, leggi chiare e severe e su una risposta dell’ordinamento che renda certa la pena, strumenti di tutela concreta per chi andando al lavoro si assume responsabilità e decisioni che nessun altro mai sosterrebbe. Nonostante i morti e feriti fra gli operatori in divisa, uno ogni tre ore e mezza, ancora non si ammette che la sicurezza è un investimento indispensabile, ma ha un costo che deve essere sostenuto. La specificità del lavoro di chi fa sicurezza sembra poco più che una barzelletta per chi prende decisioni per il Paese, tant’è che nonostante le nostre numerose richieste ancora aspettiamo di essere ascoltati dal presidente del Consiglio”.

Il Segretario regionale Siap Polizia Friuli Venezia Giulia Pier Paolo Zanussi ricorda vividamente il 4 ottobre 2019, il turno pomeridiano delle volanti coincideva con le pattuglie della Polizia di Frontiera dove prestava servizio lo stesso giorno. “Sono passati due anni, ora incomincia il tempo, che dura momenti. Vi ricordiamo la sera del 3 ottobre in ausilio ai colleghi della Polizia di Frontiera sull’altopiano carsico per il rintraccio di numerosi migranti. Oggi è un ricordo carico di affetto, non è mancanza, è presenza e ci tenete un poco di compagnia perché il nostro lavoro, il nostro mondo poggia sulle spalle del collega a fianco. Il dovere di aiutarsi tra di noi che si riverbera su tutta la comunità ha la precedenza, nessuno va dimenticato e lasciato indietro nelle difficoltà. E’ il nostro DNA, nonostante tutto".

"Grazie del vostro servizio Figli delle Stelle, se c’è ancora speranza e senso di appartenenza a qualcosa di importante lo dobbiamo a giovani in divisa come voi. A Matteo e Pierluigi con riconoscenza e rispetto”.

Zanussi estende un simbolico abbraccio a tutti i famigliari dei due agenti uccisi all’interno della Questura di Trieste. "Il Siap Fvg sta incrementando gli sforzi per sensibilizzare tutti i soggetti in campo con azioni serie e concrete al fine di implementare la sicurezza degli agenti e della comunità regionale, come nel recente colloquio con il Capo della Polizia Lamberto Giannini e recependo l’allarme terrorismo lanciato dal Sottosegretario (Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica) Franco Gabrielli oggi i poliziotti sono un obiettivo”.

Zanussi aggiunge: “Accadono troppo spesso eventi avversi nei confronti degli operatori: non è solo questione di organici sottodimensionati rispetto all’incremento dei reati ma anche di dotazioni e investimenti che rappresenterebbero un di più per limitare al minimo le situazioni imprevedibili che oggi tutti gli uomini e donne delle forze dell’ordine si trovano ad affrontare mettendo a repentaglio con coraggio la propria vita e la serenità dei famigliari”.

A corollario della nota Zanussi allega la lettera che il giornalista Toni Capuozzo ha dedicato agli agenti caduti a Trieste e a tutti i poliziotti, scritta durante le prime ore dopo il tragico accaduto.

Cari amici poliziotti, vi ritrovate avendo dentro qualcosa che è difficile gettarsi dietro le spalle per occuparsi di qualcos’altro. Difficile e anche ingiusto perché viene da pensare che il ritorno alla normalità sia un’ingiustizia, sia un torto alla memoria di chi non c’è più. Non è così: conserverete per sempre il ricordo di due colleghi, di due fratelli, di due amici e la medicina del tempo lo trasformerà in un ricordo che vi protegge, che vi fa compagnia, che addirittura vi rasserena e vi da forza: sarà l’ultimo regalo che vi hanno fatto i due colleghi. Ma adesso è normale e giusto che facciate fatica: vi hanno colpito non per strada, dove qualunque cosa può accadere, ma dentro una Questura, dove puoi pensare di tirare il fiato, di allentare il nodo alla cravatta, di incrociare sguardi famigliari. Avete ricevuto affetto e rispetto e io, da figlio di poliziotto, sono convinto che il poliziotto debba essere il primo a rispettare le leggi. Ma sono convinto anche che non possa essere un bersaglio: di slogan, di insulti, di reati che restano impuniti o puniti con lievità.

Certo, mi ricordo che mio padre, che aveva vissuto da agente in una caserma di Trieste e in quella città aveva conosciuto e sposato mia madre, ormai in pensione, a ogni poliziotto ucciso negli anni di piombo diceva con amarezza: è grazie a loro che ci hanno alzato un po’ gli stipendi.

Voi dovete continuare a fare al meglio il vostro difficile lavoro per voi stessi. Per guardarvi allo specchio ed essere fieri di voi nonostante tutto. Per solidarietà ai vostri colleghi, per responsabilità nei confronti dei cittadini. E da adesso anche nel nome di due poliziotti che non ci sono più. Un abbraccio.

"Per non dimenticare il loro sacrificio, la Polizia di Stato si stringe ai familiari dei due giovani agenti, nel ricordo ancora vivo tra colleghi e cittadini". Questo il post della Polizia di Stato su Twitter.

0 Commenti

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Business

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori